Come è risaputo Alleanza Nazionale si è sciolta il 29 marzo 2009 nel Popolo delle Libertà. L’avventura di quest’ultimo è durata fino al 16 novembre 2013 quando è rinata Forza Italia. Le due anime del Pdl non si sono mai amalgamate insieme per cui parve per tutti una liberazione quando i destini delle due anime ripresero la loro indipendenza. L’anima aennina. però di era nel frattempo scissa al proprio interno e ci furono diversi percorsi per arrivare a una riunificazione.
All’inizio la delegazione aennina era tutta compatta attorno a Gianfranco Fini; ma questo è durato solo un anno abbondante, cioè fino al 30 luglio 2010, data in cui i rapporti tra Fini e Silvio Berlusconi si disintegrarono definitivamente e l’ex leader di An usci dal Pdl creando un suo partito. Futuro e Libertà. In questo non fu seguito dalla maggior parte dei suoi perchè per creare un’alternativa a Berlusconi; Fini si alleò con l’Udc di Pierferdinando Casini (che uscì anch’esso dal centrodestra) e soprattutto con Alleanza per l’Italia (fresca scissione del Pd) per creare un polo centrista.
I fedelissimi di Fini costituiscono potevano contare in totale su 33 deputati e 10 senatori, con capigruppo provvisori rispettivamente Giorgio Conte e Mario Baldassarri; Qualche giorno dopo sono formalizzati gli incarichi con portavoce unico dei gruppi Silvano Moffa, capogruppo alla Camera Italo Bocchino e capogruppo al Senato Pasquale Viespoli. Tutto questo rimanendo comunque nella maggioranza del governo Berlusconi IV, il 29 settembre 2010 FLI vota infatti la fiducia; risultando, determinante per Berlusconi alla Camera.
Gli ex aennini rimasti nel Pdl si raccolgono intorno alla figura di Ignazio La Russa, che però pare più una figura di riferimento, che una guida.
Il 5 ottobre 2010, nel corso di una riunione dei gruppi, è stata decisa la trasformazione in partito politico, prevista in un primo tempo per il 27 gennaio 2011, 16º anniversario della Svolta di Fiuggi. Il 10 dicembre successivo è stato annunciato che l’assemblea costituente si terrà invece dall’11 al 13 febbraio 2011. Nel frattempo, il 6 ottobre, su richiesta di Fini, viene designato coordinatore politico-organizzativo del comitato promotore di FLI il deputato e viceministro Adolfo Urso, già coordinatore dei Circoli di Alleanza Nazionale prima del congresso costitutivo di AN a Fiuggi. Tra settembre e novembre il partito vede l’adesione dei deputati Chiara Moroni, Giampiero Catone, Roberto Rosso e Daniele Toto. Lasciano invece FLI i deputati Souad Sbai e Giuseppe Angeli.
A novembre viene quindi presentato il simbolo provvisorio di FLI, e viene nominato capo della segreteria politica il 3 novembre il deputato siciliano Carmelo Briguglio.
Il 2 dicembre FLI con UdC, ApI, MpA e LibDem presentano una mozione di sfiducia congiunta nei confronti del Governo Berlusconi IV; il numero dei deputati firmatari aggiunto a quelli di Partito Democratico e Italia dei Valori porterebbero alla caduta di Berlusconi; Giampiero Catone però annuncia che non voterà la sfiducia. Il 14 dicembre 2010 alla Camera dei deputati la sfiducia non viene approvata: 314 votano contro e 311 votano a favore. Determinanti sono state le defezioni finiane di Silvano Moffa, che decide di astenersi, mentre Maria Grazia Siliquini, Catia Polidori e Giampiero Catone, che votano contro. I quattro deputati in seguito decidono di lasciare il partito e passano al gruppo misto. Il 15 dicembre 2010 Futuro e Libertà aderisce ufficialmente al Polo della Nazione, ridenominata il 25 gennaio 2011 Nuovo Polo per l’Italia nel corso della riunione di Todi, coalizione nata con l’Alleanza per l’Italia, il Movimento per le Autonomie, l’Unione di Centro, i Liberal Democratici, di Dini Giorgio La Malfa e Paolo Guzzanti.
L’assemblea costituente del partito di FLI è stata celebrata presso Fieramilano l’11, il 12 e il 13 febbraio 2011. Presidente onorario dell’Assemblea Costituente è stato Mirko Tremaglia, Presidente dell’Assemblea Salvatore Tatarella e Segretario Generale Andrea Ronchi. L’11 viene presentato il nuovo simbolo, senza il nome FINI, che resterà per le campagne elettorali, ma con l’acronimo del partito FLI. Al termine dei lavori è stato approvato il documento programmatico viene eletto all’unanimità Gianfranco Fini come Presidente nazionale di FLI, il quale, però, si autosospende in quanto Presidente della Camera.
Italo Bocchino viene nominato vicepresidente, Roberto Menia coordinatore e Adolfo Urso portavoce. Andrea Ronchi viene eletto Presidente dell’Assemblea Nazionale di FLI e Benedetto Della Vedova capogruppo alla Camera. Nelle settimane successive al congresso fondativo sono usciti dal partito i senatori Pasquale Viespoli, Maurizio Saia, Giuseppe Menardi e Francesco Pontone. Con l’uscita dei quattro senatori il numero minimo per costituire un gruppo al Senato viene meno e il gruppo di FLI si scioglie. Fuoriescono nel frattempo anche i deputati Roberto Rosso, Luca Barbareschi, Luca Bellotti e Giulia Cosenza.
Dopo il primo turno delle elezioni amministrative, dal momento che il partito non ha dato indicazioni di voto a favore dei candidati del PdL al ballottaggio, Andrea Ronchi si dimette da Presidente dell’assemblea nazionale. Al suo posto l’assemblea nazionale del partito elegge all’unanimità l’europarlamentare Salvatore Tatarella nuovo presidente.
Dopo la proposta di Angelino Alfano, segretario del PdL, di dare vita a una costituente popolare, e in dissenso con la linea politica del partito, il 9 luglio Adolfo Urso, Andrea Ronchi e Pippo Scalia decidono di trasformare la propria associazione, FareItalia, in movimento politico, uscendo da FLI.
Nel luglio 2011 i sei senatori di Alleanza per l’Italia e i sei senatori di FLI formano insieme il nuovo gruppo denominato “Per il Terzo Polo (ApI-FLI)”: Francesco Rutelli è il presidente e il finiano Candido De Angelis è il vicepresidente. Il 23 settembre 2011 aderisce a FLI il deputato UdC Deodato Scanderebech e il 2 novembre, dopo le dimissioni del senatore Raffaele Stancanelli, gli subentra l’esponente di FLI Nino Strano, che aderisce al gruppo ApI-FLI al Senato. Nell’ottobre 2011 il Coordinatore Nazionale Roberto Menia nomina due vicecoordinatori: Fabio Granata e Daniele Toto.
Il 12 novembre 2011, dopo l’approvazione della Legge di stabilità 2012 in entrambe le camere del Parlamento, Silvio Berlusconi, come aveva precedentemente concordato con il Presidente Napolitano, rassegna le sue dimissioni e quelle del suo Governo, a causa della perdita della maggioranza assoluta alla Camera dei deputati e della crisi economica del paese. A seguito delle dimissioni di Silvio Berlusconi e della caduta del Governo Berlusconi IV, Futuro e Libertà decide di appoggiare il governo tecnico presieduto dal neosenatore a vita Mario Monti. Lo stesso fa anche il Pdl; mentre la Lega (l’altro alleato di centrodestra) va all’opposizione.
Il 6 dicembre 2012 il PdL lascia la maggioranza che sosteneva il Governo Monti e si astiene sul voto al Senato del DL Sviluppo e alla Camera del DL sulle spese di regioni ed enti locali. L’8 dicembre 2012, in tarda serata, dopo un colloquio tra il presidente del Consiglio Mario Monti e il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, quest’ultimo annuncia in un comunicato che il Presidente del Consiglio rimetterà il mandato al Capo dello Stato dopo l’approvazione della legge di stabilità, come poi è avvenuto il 21 dicembre. Il 16 dicembre 2012 due storici berlusconiani come l’ex Ministro degli Esteri Franco Frattini (ex PSI ed ex FI) e l’ex Ministro dell’Interno Beppe Pisanu (ex DC ed ex FI) sottoscrivono un appello a favore della continuazione dell’esperienza del Governo Monti.
Lo stesso giorno Giorgia Meloni (ex AN) e Guido Crosetto (ex FI) decidono di fondare, nel giorno in cui si sarebbero dovute tenere le primarie del PdL, un nuovo partito di centrodestra chiamato Fratelli d’Italia, che possa raccogliere gli anti-montiani del PdL, specie tra gli ex AN. Il 17 dicembre 2012 Ignazio La Russa, Coordinatore Nazionale del PdL ed ex Ministro della Difesa, annuncia anch’egli la sua intenzione di uscire dal PdL e di fondare un nuovo partito chiamato Centrodestra Nazionale: il 20 dicembre CN raccoglie inizialmente 11 senatori, riuscendo perciò a formare un proprio gruppo parlamentare autonomo al Senato (formalmente tramite annuncio nella seduta n. 857). Il 21 dicembre 2012 il nuovo partito di La Russa si fonde con Fratelli d’Italia, che assume così la denominazione di Fratelli d’Italia – Centrodestra Nazionale.
Fdi si fa largo nelle altre istituzioni. Il 18 dicembre 2012 all’interno del Consiglio Regionale della Lombardia nasce il gruppo consiliare del nuovo partito, costituito da Romano La Russa, Roberto Alboni e Carlo Maccari; nello stesso giorno aderiscono alla nuova formazione 2 europarlamentari del PdL (Carlo Fidanza e Marco Scurria) continuando a fare parte, almeno formalmente, del PPE (esattamente come il FLI al momento del distacco dal PdL il 29 luglio 2010) in quanto chi si distacca da un partito iscritto al PPE rimane membro del PPE, salvo propria uscita formale o espulsione da parte dello stesso PPE. In seguito FdI-CN strappa al PdL anche alcuni deputati: del nuovo partito fanno parte politici provenienti sia da AN che da Forza Italia (come Guido Crosetto).
In vista delle elezioni politiche del 24 e 25 febbraio 2013 il PdL costruisce una coalizione che vede Silvio Berlusconi capo di coalizione, come previsto dalla legge elettorale, e della quale fanno parte la Lega Nord (che presenta un unico simbolo con la Lista Lavoro e Libertà di Giulio Tremonti), Grande Sud ed il Movimento per le Autonomie (che alla Camera formano un’unica lista), Intesa Popolare, Fratelli d’Italia – Centrodestra Nazionale, La Destra, Moderati in Rivoluzione di Gianpiero Samorì, Pensionati e Liberi per una Italia Equa; al Senato sono poi presenti nella coalizione le liste di Cantiere Popolare, Basta Tasse e Partito dei Siciliani-MpA.
Futuro e Libertà si presenta, invece, nella coalizione denominata Con Monti per l’Italia, nella quale partecipano oltre a Fli, il nuovo partito di Monti Scelta Civica e l’Udc. Nel frattempo il partito di Rutelli Alleanza per l’Italia si era sfaldato. Fli ottiene solo lo 0,47% dei consensi su base nazionale, non raggiungendo il quorum necessario per far accedere i propri candidati; lo stesso capolista, Gianfranco Fini, rimane fuori dal Parlamento per la prima volta dopo quasi trent’anni di presenza ininterrotta. L’unico deputato eletto è Mario Caruso, candidato nella Circoscrizione Estero della Camera nella lista unica Con Monti per l’Italia. Al Senato sono eletti invece due candidati di FLI nella lista Con Monti per l’Italia: Benedetto Della Vedova in Lombardia e Aldo Di Biagio nella Circoscrizione Estero.
L’8 maggio 2013 l’Assemblea nazionale di Fli accetta le dimissioni di Gianfranco Fini dalla presidenza del partito, già presentate all’indomani dell’insuccesso elettorale; con le dimissioni di Fini decade automaticamente anche il vicepresidente nominato, Italo Bocchino. Il coordinatore nazionale Roberto Menia riceve il mandato dall’Assemblea di assumere le iniziative organizzative, archiviando il partito, per una fase costituente della destra italiana. Intanto già nel marzo 2013 il partito aveva abbandonato la sede nazionale in Via Poli n. 29 per questioni economiche, trasferendosi nella sede di via Sardegna n. 27. Alcuni dirigenti decidono quindi di lasciare il partito: Fabio Granata aderisce alla nuova formazione ambientalista Green Italia; Carmelo Briguglio decide di entrare in Fratelli d’Italia; Francesco Divella fonda “Puglia Protagonista”; Benedetto Della Vedova e Maria Ida Germontani contribuiscono a fondare Scelta Civica, diventandone il primo portavoce politico e la seconda responsabile per le pari opportunità; gli eletti in Parlamento Aldo Di Biagio e Mario Caruso seguono infine Mario Mauro nei Popolari per l’Italia. Seguirà invece l’alleanza MNS-Lega Nord, Claudio Barbaro.
Il 14 marzo 2013 si svolse la prima assemblea nazionale di Fdi e il 4 aprile il direttivo nazionale nominò Ignazio La Russa presidente del partito e Giorgia Meloni capogruppo alla Camera, confermando Guido Crosetto quale coordinatore nazionale. All’elezione del presidente della Repubblica del 2013 il partito sostenne il candidato di bandiera Sergio De Caprio. Il 29 aprile il partito ufficializzò l’opposizione al neo-costituito governo Letta.
Nell’autunno del 2013 c’erano quindi due distinte cordate che rivendicavano l’eredità di An. Fdi lanciò Officina per l’Italia, con la partecipazione di Gianni Alemanno, Giuseppe Basini, Giulio Terzi di Sant’Agata, Magdi Allam, Giulio Tremonti e Adolfo Urso, come base per la costituzione di un nuovo centrodestra. Dall’altro lato c’erano La Destra di Francesco Storace e Fli di Roberto Menia con il segretario della Fiamma Tricolore Luca Romagnoli, il presidente di Io Sud Adriana Poli Bortone, Domenico Nania in rappresentanza dell’associazioni Nuova Alleanza, Oreste Tofani in rappresentanza di Nazione Sovrana e Antonio Buonfiglio in rappresentanza de Il Popolo della Vita diedero vita al Movimento per Alleanza Nazionale.
La svolta avvenne quando a dicembre l’assemblea della Fondazione Alleanza Nazionale a larga maggioranza concesse per un anno a Fratelli d’Italia l’uso del logo del partito. Il consiglio di amministrazione della Fondazione ratificò la decisione il 9 gennaio successivo. Storace parlò apertamente di scippo.
La botta di aver perso la concessione del simbolo di An è troppa e Movimento per Alleanza Nazionale si sfalda in fretta. La Destra e Fli riprendono due strade diverse.
In vista delle elezioni europee del 2014, Fratelli d’Italia annunciò l’abbandono del Gruppo del Partito Popolare Europeo, reputato non sufficientemente di destra, e il passaggio a posizioni ai conservatori di Ecr.
A ottobre 2015 l’assemblea della Fondazione Alleanza Nazionale approvò il rinnovo dell’uso del simbolo di AN (e dei fondi) a FdI, con la linea La Russa – Meloni vittoriosa sulla corrente di Gianni Alemanno, che abbandonò il partito.
Nel novembre 2015 Fli termina la sua avventura. Il segretario Roberto Menia accordatesi con Gianni Alemanno farà nascere Azione Nazionale. La presentazione avverrà il 28 novembre a Roma, presso il Teatro Quirino.
Per la Destra, invece è un periodo in cui pur non entrandone a far parte si affilia alla rinata Forza Italia e ne segue le mosse. Ma il partito sostiene sopratutto tutti i membri di Fi provenienti da An quali Alessandra Mussolini, Fabrizio Bertot, Salvo Pogliese e Sergio Silvestris.
Il 12 gennaio 2017 ci fu la fusione di La Destra di Francesco Storace e di Azione Nazionale di Gianni Alemanno e Roberto Menia. Nacque Movimento Nazionale per la Sovranità; la cui scelta del nome e del simbolo era avvenuta attraverso un sondaggio web. Il congresso fondativo avvenne 18-19 febbraio 2017 al Marriot Park Hotel di Roma. Durante il congresso Storace è stato eletto Presidente del partito, Alemanno è stato eletto Segretario e Roberto Menia Vicesegretario. Sono stati eletti anche i membri dell’Assemblea nazionale del movimento.
l 31 gennaio 2018 Storace si dimette da presidente di Mns con polemica. Il MNS in Lombardia e nel Lazio si schiera a sostegno dei candidati della coalizione di centro-destra Attilio Fontana e Stefano Parisi. Proprio nel Lazio però Storace da mesi vuole appoggiare il sindaco di Amatrice Sergio Pirozzi, scontrandosi con Alemanno, arrivando a dimettersi da presidente del movimento che egli stesso aveva contribuito a fondare, abbandonandolo poi definitivamente. Il 31 gennaio 2018, nella sua lettera di dimissioni da presidente del movimento, pone un quesito: “ha senso mantenere in vita un piccolo movimento che rischia di finire schiacciato tra Fratelli d’Italia e CasaPound o è meglio entrare direttamente, senza pretese, nella Lega di Salvini?”
Il Movimento partecipa attivamente alla coalizione di centro-destra per le politiche di marzo 2018, a sostegno della Lega di Matteo Salvini. In particolare sono inseriti nelle liste della Lega alcuni candidati dell’MNS in Umbria, Lazio, Campania, Basilicata, Calabria e Sicilia, e viene eletto un senatore in Campania, Claudio Barbaro.
Il 7 maggio 2018 nel corso dell’assemblea nazionale del Movimento Nazionale Sovranità viene eletto presidente Roberto Menia e portavoce, Marco Cerreto.
Il 4 marzo 2019 Alemanno rimette il suo incarico da Segretario dopo la condanna in primo grado per il processo di Mafia Capitale.
In occasione delle elezioni europee del 2019 vi è la decisione di inserire propri candidati nelle liste di Fratelli d’Italia, finalizzate ad un significativo patto federativo e alla definitiva confluenza, deliberata dagli organi nazionali il successivo 7 dicembre.
Con la confluenza di Mns in Fdi quest’ultimo è rimasto l’unico erede di An è ha iniziato la scalata al centrodestra.
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