Centrodestra

Bossi avvisa Salvini. “Silvio mi ha offerto un posto nella sua lista”

Bossi avvisa Salvini. “Silvio mi ha offerto un posto nella sua lista”

Silvio Berlusconi e Umberto Bossi

Senatùr, annuncia Brunetta che, se lei deciderà di andarsene dalla Lega ingrata, Forza Italia è pronta ad accoglierla. «Eh, ma non lo dice mica solo Brunetta. Me l’ha detto anche Berlusconi: se vuoi, in lista ti ci metto io».

Parola di Umberto Bossi, alle prime uscite pubbliche dopo lo schiaffo di Pontida. Lui, il Fondatore, non invitato sul palco più leghista di tutti, anzi nemmeno nominato da Matteo Salvini. L’occasione per fai sentire è la festa “nazionale” della Lega lombarda, in un capannone di Brescia. E qui, per capire che “il Bossi” è forse sempre nel cuore dei militanti, ma di certo non in quello della gerarchia, basta dare un’occhiata ai manifesti. Ce ne sono tre: il primo pubblicizza il duetto fra Zaia e Maroni di giovedì scorso, il secondo il comizio di Salvini di venerdì, il terzo il “pranzo lombardo” a base di “porchetta bresciana” (sarà la via gastronomica al federalismo?) di oggi. Bossi risulta non pervenuto.

Invece coraggiosamente perviene, in buona forma, perfino in anticipo sui suoi abituali tempi nottambuli. Cena con uno dei suoi soliti menù pazzeschi, frittura di pesce e Coca-cola, in compagnia degli irriducibili per i quali Roma è ancora ladrona, la Padania un obiettivo e la Lega “nazionale” di Salvini un errore nel caso migliore, un tradimento nel peggiore. Tipo il consigliere comunale seduto al suo tavolo con la maglietta «Padania is not Italy» che fa la domanda retorica: «Sai cosa vuol dire Ncs?». Certo, Noi Con Salvini… «No, Noi Con ’Stoc…», vabbé. E giù selfie, pacche sulle spalle, baci e abbracci di preferenza con le ragazze, meglio se belle. Poi, sì, ci sta anche l’intervista, «però facciamola sui referendum», intendendo quelli fai-da-te del Lombardo-Veneto del 22 ottobre.

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