Parlamento

Se vince l’Italia del no (al referendum costituzionale)

Se vince l'Italia del no (al referendum costituzionale)

Se vince l’Italia del no (al referendum costituzionale)

In ottobre (non si sa ancora la data precisa) si voterà un referendum che è molto importante per l’Italia. Si tratta di confermare o meno la modifica della Costituzione fatta in parlamento dopo molte letture. I cambiamenti mirano a snellire l’apparato burocratico in modo di cercare di risolvere meglio i problemi degli italiani. Sono tanti i cambiamenti; ma uno fra tutti è quello che con il si a questo referendum finirebbe il bicameralismo perfetto; cioè tutte le leggi che verranno presentate in Parlamento (tranne poche materie) dovranno essere approvate dalla sola Camera. La Camera sarebbe anche l’unico ramo parlamentare a dare la fiducia al governo.

E’ lecito che si costituiscano sia comitati per il Si, che comitati per il No a questa riforma; sopratutto perchè non essendoci quorum chi deciderà di votare No non potrà avvalersi dell’aiuto di chi non vuole andare a votare. Meno lecito è confondere le idee alle persone facendo assumere questo referendum di significati che non ha. Mi spiego meglio. Da più parti viene accusato il premier Matteo Renzi di personalizzare questo voto quando dice che nel caso vincerà il No si dimetterà sia come premier che come segretario Pd. Ma il premier ha detto una cosa molto più profonda, che solo chi è “attaccato alla sedia” può ignorare; trovando per pretesto questa spiegazione (inesistente) per trovare la motivazione del proprio No a questo voto.

Quello che ha detto Renzi è altro. Lui si è dato lo scopo di cambiare questa Italia e di farla funzionare in maniera diversa. E’ lecito che questo cambiamento possa non piacere a tutti e se vince il No c’è da prenderne atto. Ma in quel caso non si può pretendere che chi lotta per un’altra Italia sia costretto a sopravvivere nei marasmi di due rami del Parlamento con tutti i giochetti connessi. Un politico che non capisce questo, non può essere altro che “uno per tutte le stagioni”. E per lui il mio disprezzo istituzionale cresce!

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