
M5s cambia simbolo
La consultazione lanciata da Beppe Grillo online tra gli iscritti per scegliere il nuovo simbolo M5S si è conclusa. La notizia è stata data nello stesso blog di Beppe Grillo. “Hanno partecipato alla votazione 40.995 iscritti certificati”, si legge. Hanno votato per il simbolo nuovo, senza il nome, 31343 iscritti, per il simbolo attuale (quindi con il nome del fondatore), 9652 iscritti. “Il MoVimento 5 Stelle è diventato adulto – ha commentato Luigi Di Maio, vicepresidente della Camera, e componente del direttorio a 5Stelle – e camminerà sempre di più sulle proprie gambe per arrivare al Governo del Paese. Grazie Beppe. Sei l’uomo più generoso che conosca”.
Bisogna riflettere sulla mossa di Beppe Grillo (togliere il proprio nome dal simbolo del M5s) per un semplice fatto: il movimento era il secondo partito alle politiche, si è confermato tale alle europee, ed è ritenuto tale da tutti i sondaggisti oggi. Quindi, per quanta disistima si abbia nei confronti del comico genovese (che accenna a voler tornare all’antico mestiere), si devono sempre considerare gli effetti, in termini elettorali, di decisioni politiche e propagandistiche.
Ma non tutti la pensano così. «Oggi gli iscritti votano per togliere il nome di Grillo sul simbolo (che a mio avviso non sarà sufficiente per l’emancipazione) ma resta il fatto che i contenuti sul portale movimento5stelle.it sono ancora sotto il dominio beppegrillo.it e che per questo la linea politica non sia ancora indipendente. Il conflitto di interesse nel metodo e spesso anche nel merito a mio avviso resta» scrive su Facebook la deputata Mara Mucci che ricorda come «prima di uscire dal M5S una trentina di parlamentari del gruppo firmarono assieme a me una lettera destinata a Grillo. In questa lettera fra le richieste vi era quella di slegare il Movimento dal blog BeppeGrillo.it perché l’attività parlamentare fosse indipendente dallo stesso». Del resto, continua ancora la Mucci, «non era accettabile che un movimento che nasceva per l’indignazione verso una politica sorda e troppo spesso padronale e verticistica, usasse l’attività parlamentare per alimentare un blog privato gestito da un’agenzia privata – la Casaleggio Associati (Berlusconi ed il suo conflitto di interesse insegna), con interferenze da parte di un non eletto – Casaleggio – che spesso interferiva con il processo di maturazione di una linea politica ancora acerba o nelle scelte dei gruppi parlamentari inerenti la propria gestione interna. Non era accettabile che venissero impiegati strumenti di marketing e click baiting come Tze Tze, o toni eccessivi tesi soltanto a fare più condivisioni e creare disamore verso la gestione della cosa pubblica».
Attacca anche Marco Baldassarre, deputato ex 5 Stelle e ora esponente di Alternativa Libera-Possibile: «Grillo vuole togliere il suo nome dal simbolo del M5S? Arrivano in ritardo di qualche anno. Quando in passato qualcuno si è azzardato a proporre questa cosa è stato tacciato di voler togliere di mezzo Grillo ed è stato trattato a pesci in faccia da una certa base e dai vertici. Oggi lo propongono loro e questo è la conferma che abbiamo fatto bene ad uscire dal movimento», ha aggiunto il parlamentare.
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