Governo

Governo Monti: quarto mese


Governo Monti: quarto mese

Paola Severino e Mario Monti

Il Decreto Milleproroghe è legge:  dopo aver ottenuto la fiducia alla Camera, il testo del Milleproroghe del maxi-emendamento – con integrati gli emendamenti approvati dalle Commissioni I e V del Senato – ha incassato 336 sì, 61 no e 13 astenuti. Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha invitato i presidenti di Senato e Camera Schifani e Fini – nonché lo stesso premier Mario Monti – ad evitare d’ora in poi che vengano ammessi emendamenti troppo estranei ai decreti legge durante gli iter parlamentari, limitandosi solo a quelli davvero attinenti.

Il Consiglio dei Ministri vara un decreto-legge contenente misure per la semplificazione fiscale (“decreto semplificazione fiscale”). Il decreto prevede la possibilità, per il contribuente che, a seguito di irregolarità, decada dalla possibilità già accordata dal Fisco di rateizzare il proprio debito tributario, di poter comunque accedere, una volta ricevuta la cartella di pagamento delle somme iscritte a ruolo, all’istituto della rateazione «per momentanea difficoltà economica».  In base alla legge, oggi come oggi il contribuente cui viene concessa la rateizzazione di un debito tributario è considerato un inadempiente e quindi escluso da gare e appalti. Una preclusione ingiusta cui il decreto rimedia imponendo agli uffici finanziari di certificare in modo specifico lo status del contribuente. In pratica, non si potranno consicerare scaduti ed esigibili i debiti rateizzati regolarmente saldati dal contribuente. Il decreto punta a dare maggiore spazio alla buona fede del contribuente che intende accedere a regimi fiscali speciali o usufruire di particolari benefici tributari dietro presentazione di una comunicazione o ad un adempimento formale. La Camera accorda al governo (con 479 sì, 75 no e 7 astenuti) la fiducia sull’approvazione del decreto semplificazioni. Via libera dell’aula della camera alla Fiducia posta dal governo sul decreto semplificazioni. I voti a favore sono stati 479 (due in più rispetto all’ultimo voto fiducia del 23 febbraio sul dl milleproroghe anche se comunque sotto quota 500), i contrari 75, le astensioni 7. Adesso si proseguirà con l’esame degli ordini del giorno, mentre il via libera definitivo arriverà martedì.  Il decreto passerà all’esame del Senato, in seconda lettura. La Camera ha approvato il decreto legge sulle semplificazioni con 442 sì e 52 no. Il testo passa ora al vaglio del Senato. Contro il dl ha votato solo il gruppo della Lega. L’Idv, che aveva votato contro la fiducia posta dal governo la scorsa settimana sul testo, al voto finale ha sostenuto il provvedimento.  Il ministro per la Funzione Pubblica, Filippo Patroni Griffi, si dice “molto soddisfatto, lo ero per il decreto legge e lo sono ancora di più ora perché il testo ne esce arricchito”.

Il Senato approva (con 237 sì, 33 no e 2 astenuti) il decreto sulle liberalizzazioni, su cui il governo ha posto la questione di fiducia. Tra le misure più importanti il pagamento dell’IMU sulle attività commerciali della Chiesa, la nascita della nuova Autorità di regolazione dei trasporti che si occuperà di metodologie di incentivazione della concorrenza, efficienza produttive e contenimento dei costi, criteri per la fissazione da parte dei soggetti competenti delle tariffe e dei canoni e la separazione tra Eni e Snam Rete Gas. Per protesta contro un emendamento PD che annulla le commissioni bancarie sulle linee di credito l’intero comitato di presidenza dell’Associazione bancaria italiana si dimette.

La Camera ha approvato ieri, in seconda lettura (con 489 sì, 3 no e 19 astenuti), il disegno di legge che introduce il vincolo del pareggio di bilancio nella Costituzione italiana. La nuova normativa prevede l’equilibrio tra entrate e uscite anno per anno, contraddicendo così uno degli elementi cardini dell’economia keynesiana, ovvero il raggiungimento dell’equilibrio in un intero ciclo economico. Fa un passo avanti decisivo, quindi, la costruzione di quella “Europa tedesca” voluta dal nuovo patto fiscale, promosso dalla cancelliera Merkel, sulla base di una errata analisi della crisi europea, tutta concentrata sull’ipotesi che essa sia dovuta alla “prodigalità” dei paesi periferici (Portogallo, Italia, Irlanda, Grecia e Spagna). Abbiamo invece visto che tale ipotesi è contraddetta dai fatti, come si ostinano a sottolineare molti economisti.

Il Senato ratifica (con 243 sì, 0 no e 4 astenuti) la Convenzione penale sulla corruzione, fatta a Strasburgo il 27 gennaio 1999. Toccherà alla Camera la ratifica definitiva di una convenzione che impegna l’Italia  a introdurre nell’ ordinamento penale misure per contrastare la corruzione. “L’elevata corruzione è un freno per la crescita”. E’ quindi “essenziale” una “lotta” contro questo fenomeno che “produce un costo in termini di competitività”. Lo afferma il capo economista dell’Ocse, Giancarlo Padoan, alla Camera per un’audizione in commissione Bilancio. La corruzione, ribadisce, “è tra le cause che spiegano la bassa crescita in Italia”, confermando la denuncia di Roberto Saviano rilanciata nel corso della manifestazione di Libertà e Giustizia di lunedì sera a Milano per chiedere tra le altre cose una rapida approvazione della legge contro il malcostume.

Guardano all’ambiente invece la «green tax» e la «carbon tax». La riforma fiscale del governo è in dirittura d’arrivo: il disegno di legge delega sarà infatti oggi all’esame del consiglio dei ministri. Le novità sono molte, ma – dopo l’approvazione – richiederanno l’attuazione di una delega per essere introdotte concretamente. Di certo non è al momento prevista una variazione delle aliquote Irpef. «In questo momento non andiamo a riguardarle – ha detto il vice-ministro per l’Economia Vittorio Grilli – Prima deve andare in Consiglio dei Ministri poi ne parleremo». Il Consiglio sarà comunque ricco di provvedimenti, tra cui quelli sulla riforma del lavoro. Così non è nemmeno certo che oggi possa arrivare il semaforo verde definitivo.

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