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La Camera approva il dl semplificazioni

La Camera approva il dl semplificazioni

La Camera approva il dl semplificazioni

La Camera ha approvato il decreto legge sulle semplificazioni con 442 sì e 52 no. Il testo passa ora al vaglio del Senato. Contro il dl ha votato solo il gruppo della Lega. L’Idv, che aveva votato contro la fiducia posta dal governo la scorsa settimana sul testo, al voto finale ha sostenuto il provvedimento.  Il ministro per la Funzione Pubblica, Filippo Patroni Griffi, si dice “molto soddisfatto, lo ero per il decreto legge e lo sono ancora di più ora perché il testo ne esce arricchito”. Ma la realtà è che durante l’esame degli ordini del giorno, il governo è andato in sofferenza, battuto in Aula per tre volte, su odg presentati da Pdl e Lega Nord. Patroni Griffi, comunque, non si scompone: “E’ assolutamente fisiologico, lo è per gli emendamenti, a maggior ragione può esserlo per gli ordini del giorno. La dialettica è normale, è giusto che il Parlamento dia degli indirizzi e che il governo si adegui”.

Il primo odg si riferisce alla vicenda Alcoa di Portovesme. Il testo, su cui il governo aveva espresso parere contrario, è passato sostanzialmente all’unanimità a parte i sei no dei deputati radicali. Presentato da due deputati sardi del Pdl, Cicu e Testoni, l’odg impegna il governo tra l’altro “a predisporre, di concerto con la regione Sardegna, un apposito piano integrato di rilancio del Polo energetico e industriale del Sulcis”. Il Pd, che inizialmente votava contro, conformemente al parere del governo, a votazione aperta si è espresso a favore dell’odg del Pdl. Ironico commento di Giacomo Stucchi, della Lega nord: “E come volevasi dimostrare, sul primo ordine del giorno il governo soccombe. Senza voti di fiducia non vanno da nessuna parte”.

Poco dopo, governo battuto anche su un ordine del giorno della Lega, in cui si impegna l’esecutivo a considerare la necessità di integrare le detrazioni previste per la prima casa sull’Imu con un ulteriore taglio del 50% per ciascun figlio disabile grave non autosufficiente. Il testo presentato da Marco Rondini, su cui l’esecutivo aveva dato parere contrario, è passato anche in questo caso a larghissima maggioranza: 499 sì, 5 no e 7 astenuti.

Il governo ha dapprima sfiorato il terzo ko, per un parere – inizialmente contrario – su un documento di Noi Sud sull’Imu nell’agricoltura, prima firma quella di Elio Belcastro. Il ministro Patroni Griffi ne ha prima chiesto la riformulazione, pena parere contrario, non accettata da Belcastro che ha chiesto la votazione dell’assemblea.

Numerosi deputati sono intervenuti a sostegno dell’odg, fra cui il leader dell’Udc Pier Ferdinando Casini, che ha sollecitato il governo a intervenire per il settore agricolo. A quel punto Patroni Griffi ha fatto marcia indietro, rimettendosi all’Aula. L’ordine del giorno è stato quindi votato e approvato. Il testo prevede l’impegno per l’esecutivo a “promuovere una revisione del meccanismo del’Imu di cui le aziende agricole sentiranno tutto il peso, prevedendo una tassazione diversa per stabili agricoli non più funzionali all’attività e trasformati in abitazione e per i fabbricati che servono al lavoro e da sempre sono stati inseriti nel valore dei terreni”.

La terza battuta d’arresto del governo è comunque arrivata, per il parere contrario dell’esecutivo su un documento dei deputati Pdl Mazzuca e Marinello, che punta a una maggiore liberalizzazione delle edicole (in pratica, si chiede di consentire ai giornalai la vendita di quotidiani in altri punti nella stessa zona dove è situata l’edicola che si possiede).

Il ministro della Pubblica amministrazione Filippo Patroni Griffi ha confermato il parere contrario, nonostante da Pdl e Udc sia arrivata la richiesta di modificarlo. “La questione sarà affrontata nel provvedimento sulle liberalizzazioni”, ha spiegato. Gianfranco Fini ha tentato di salvare l’esecutivo dalla bocciatura. “Le ricordo che è un ordine del giorno”, ha detto il presidente della Camera al ministro. Dello stesso tenore l’intervento di Casini, ma Patroni Griffi non ha cambiato idea. L’odg è stato quindi approvato con 413 sì, 77 no e 16 astenuti.

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