Il Consiglio dei ministri, dopo il voto positivo sulle liberalizzazioni, ha dato il via libera al decreto legge sul rifinanziamento delle missioni italiane all’estero. I ministri Alfonso Pecoraro Scanio, Paolo Ferrero e Alessandro Bianchi non hanno partecipato al voto sul decreto legge che rifinanzia la missione in Afghanistan.
PRODI – Un decreto complesso, che prevede «una parte molto consistente dedicata all’aspetto civile» e rifinanzia tutte le missioni italiane all’estero, «i Balcani principalmente, il Libano e l’Afghanistan». Romano Prodi spiega così il via libera del governo al provvedimento che proroga le missioni italiane. Parla di un esame «sereno e approfondito» in Consiglio dei ministri. E, aggiunge, anche i tre ministri che non hanno partecipato al voto (Bianchi, Pecoraro Scanio e Ferrero) «hanno ribadito completa solidarietà alla politica del governo. Non si preparano posizioni in dissenso o contrarie in Parlamento». Prodi invita comunque i giornalisti a rivolgersi ai tre ministri che non hanno votato, per avere «una più credibile sintesi» delle loro posizioni. «Anche sul rifinanziamento delle missioni – dice – abbiamo avuto una discussione costruttiva e approfondita».
D’ALEMA – Una «posizione costruttiva» quella dei tre ministri che non hanno partecipato al voto del Cdm. Così Massimo D’Alema commenta l’esito della riunione del governo. «C’è una riserva – dice il ministro degli Esteri – ma con l’intento di arrivare alla fine a un punto di consenso, magari attraverso un ordine del giorno parlamentare». In ogni caso, aggiunge, «si troverà lo strumento per rendere più esplicito il nostro impegno sul fronte civile, della ricostruzione».
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