Voto con brivido al Senato per l’Unione su un emendamento della Cdl al decreto fiscale. E’ stato infatti bocciato dall’Aula con un solo voto di scarto: 157 no a 156 sì. Sugli emendamenti successivi, tuttavia, la maggioranza ha guadagnato margini di voto più rassicuranti. Primo test quindi superato. L’Unione regge e riesce a respingere tutti gli emendamenti presentati dalla Cdl al primo articolo del decreto fiscale.
In tutto finora sono state bocciate 13 proposte di modifica: il centrosinistra ha sempre avuto tra i 5 e i 7 voti in più, tranne in due occasioni in cui l’opposizione è riuscita a raggiungere quota 157 voti, ossia uno in più rispetto a quelli che ha sulla carta. Nel primo caso si è ‘autodenunciata’ la senatrice dell’Idv Franca Rame spiegando che si è trattato di un errore.
Nel secondo caso, a fronte dei 157 voti dell’opposizione, la maggioranza è riuscita a respingere l’emendamento con 160 voti: determinanti in questo caso sono stati i voti dei senatori a vita. I senatori a vita che questa mattina hanno partecipato alle votazioni sugli emendamenti al decreto fiscale sono quattro: Montalcini, Scalfaro, Colombo e Andreotti. Ma se i primi tre hanno votato sempre con il centrosinistra, l’ex presidente del Consiglio in quattro occasioni si è astenuto, e due volte ha votato con la Cdl. Assente in Aula il senatore De Gregorio, mentre l’indipendente Luigi Pallaro ha sempre votato con il centrosinistra.
Intando il capogruppo dell’Ulivo in Senato, Anna Finocchiaro, ribadisce che dopo aver avviato “con grande serenità” le votazioni al Senato sul decreto fiscale, governo e maggioranza intendono proseguire senza far ricorso al voto di fiducia. “Noi abbiamo assunto una decisione che stiamo perseguendo con grande serenità, che è quella di andare al voto sul decreto fiscale”, afferma Finocchiaro, avvertendo però che “non si può mettere a rischio la manovra finanziaria”.
“I tempi sono lunghi – aggiunge tuttavia Finocchiaro – dobbiamo votare ancora 6-7 emendamenti, andremo avanti anche nel pomeriggio con la stessa serenità e lo stesso clima”. A proposito dell’emendamento della Cdl bocciato per un solo voto di scarto, Finocchiaro osserva: “Bisognerebbe distruggere i Pc con cui i senatori lavorano in Aula perché sono un elemento di distrazione”.
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