Guerra

Medio Oriente. Annan: “Le ostilita’ finiscano”.

Medio Oriente. Annan: "Le ostilita' finiscano".

Medio Oriente. Annan: “Le ostilita’ finiscano”.

E’ necessario fermare immediatamaente le ostilità in Libano, ha detto il segretario generale delle Nazioni Unite Kofi Annan. Nel corso del suo intervento A Palazzo di Vetro Annan ha anche condannato senza mezze misure l’uso sproporzionato della forza da parte di Israele pur accusando gli Hezbollah di tenere “ostaggio” un intero Paese con le loro azioni. Nel conflitto, ha aggiunto il segretario generale delle Nazioni Unite, sono coinvolti almeno 500mila civili.

Secondo Annan, ci sono “gravi ostacoli” al raggiungimento di un cessate il fuoco o anche alla “diminuzione della violenza in tempi rapidi”. Il segretario generale dell’Onu ha richiesto la convocazione di una conferenza internazionale sul Libano.

Olmert: sì agli aiuti umanitari
Il premier israeliano Ehud Olmert, d’ intesa con i ministri degli Esteri e della Difesa, Tzipi Livni e Ehud Olmert, ha deciso  di autorizzare il trasferimento di aiuti umanitari in Libano, via Cipro. Lo stesso corridoio potrà essere usato per evacuare cittadini stranieri in fuga dal Libano. Una necessità, quella del corridoio umanitario, che era stata sollevata con forza dal Papa e dal ministro D’Alema.

D’Alema: “Necessario un corridoio umanitario”
Sulla crisi mediorientale, è intervenuto oggi il ministro degli Esteri Massimo D’Alema. D’Alema è allineato alla posizione Ue: “Sul piano immediato appare necessario aprire un corridoio umanitario, che potrebbe collegare il Libano a Cipro e consentire l’afflusso di consistenti aiuti alla popolazione libanese”, ha detto il vicepremier, al termine dell’incontro alla Farnesina con Saad Hariri, leader del partito libanese Future Movement e figlio del premier scomparso Rafik Hariri. D’Alema ha ricordato l’appello in questo senso lanciato oggi dal Papa.

Il Papa: “Cessate il fuoco immediato”
“Cessi immediatamente il fuoco tra le parti, si instaurino subito corridoi umanitari per poter portare aiuto alle popolazioni sofferenti e si inizino poi negoziati ragionevoli e responsabili, per porre fine ad oggettive situazioni di ingiustizia esistenti in quella regione”. Questo l’auspicio di Benedetto XVI. In una nota della Sala Stampa della Santa Sede è ribadito che “i Libanesi hanno diritto di vedere rispettata l’integrità e la sovranità del loro Paese, gli Israeliani hanno diritto a vivere in pace nel loro Stato ed i Palestinesi hanno diritto ad avere una loro Patria libera e sovrana”.

La Rice nella regione la settimasna prossima
Si mobilita anche la diplomazia statunitense. Il segretario di Stato Usa Condoleezza Rice intende recarsi in Medio Oriente “a partire dalla prossima settimana”. Lo ha detto il portavoce del Dipartimento di Stato Sean McCormack. Date, tappe e itinerario della missione restano da definire.

L’aviazione israeliana continua a martellare i quartieri sud di Beirut

Due giornalisti Gb fermati e non rapiti
I due giornalisti stranieri che si temeva fossero stati rapiti da Hezbollah, sono in realtà stati fermati dalla polizia libanese e poi rilasciati. I due reporter, i britannici Dave Mason e Richard Gaisford, del programma Gmtv, erano stati portati via dalla polizia dopo un trafferuglio scoppiato mentre filmavano un campo profughi a Beirut.

Il fronte di guerra
Sono ripresi all’alba gli attacchi israeliani sui quartieri meridionali di Beirut. L’aviazione israeliana ha ripetutamente colpito un bunker nella periferia sud della capitale libanese, ritenuto il rifugio di alcuni leader di Hezbollah, compreso lo sceicco Nasrallah, anche se la notizia è stata subito smentita dai miliziani sciiti. Gli Hezbollah rispondono con i razzi sulla Galilea. Secondo l’esercito israeliano, gli Hezbollah avrebbero lanciato nelle ultime 24 ore piu’ di 140 razzi katiusha sul nord di Israele. Uno è caduto su Nazareth ed ha ucciso due bambini arabi. Ieri almeno 70 le vittime accertate libanesi, 15 palestinesi e 4 israeliani. In mattinata, un raid aereo israeliano su un campo profughi nella Striscia di Gaza ha causato, secondo fonti mediche palestinesi, almeno un morto e otto feriti.

L’esercito israeliano e le milizie Hezbollah hanno ingaggiato scontri militari in due aree al confine tra Libano e Israele. Secondo quanto riferito da un portavoce dell’esercito, i combattimenti sono cominciati a nord di Israele nel villaggio di Avivim, non lontano da dove ieri i guerriglieri sciiti hanno ucciso due soldati israeliani e feriti altri nove, e sono proseguiti all’interno del Libano. Questo pomeriggio il bilancio dei combattimenti nella zona è salito a sei soldati israeliani feriti, due in modo molto grave. Lo ha riferito la radio israeliana.

Esodo
Dal Libano anche oggi prosegue la fuga dei civili. Secondo la Croce Rossa Internazionale sarebbero oltre 700 mila le persone che hanno abbandonato il territorio e tra queste migliaia di stranieri.Una quarantina di marines nell’esercito americano sono sbarcati sulla spiaggia di Beirut per aiutare l’evacuazione dal Libano di 1.200 cittadini americani.

Questa mattina è iniziata l’evacuazione di un altro gruppo di italiani da Libano. Circa 340 persone, in gran parte nostri connazionali, sono partite dall’ambasciata d’Italia a Beirut.

Lahoud: fermate il massacro 

Il presidente libanese, Emile Lahoud, ha chiesto un immediato cessate-il-fuoco per fermare quello che egli descrive come “un massacro” del suo Paese.
Intervistato da Radio France Internacional, ha detto che “quel che sta accadendo è un autentico massacro: Israele sta bombardando ogni cosa,
anche le stradine, anche le ambulanze e i camion. Stanno distruggendo i mezzi di sostentamento della gente. E’ criminale”.

Intervistato dalla Bbc prima dell’ingresso alla riunione del Consiglio di sicurezza dell’Onu, il responsabile della politica estera europea Javier Solana, appena rientrato dal Libano, ha detto che “lavoreremo molto duramente per tentare di giungere ad una fine delle ostilità ed all’inizio di una soluzione politica prima della fine della settimana prossima”. “Stiamo lavorando -ha aggiunto- sull’idea di una forza multinazionale, che possa svolgere un ruolo alla frontiera tra il Libano e Israele”.

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