I 32 Quaderni del carcere, di complessive 2.848 pagine, non destinati da Gramsci alla pubblicazione, contengono riflessioni e appunti elaborati durante la reclusione; iniziati l’8 febbraio 1929, furono definitivamente interrotti nell’agosto 1935 a causa della gravità delle sue condizioni di salute. Furono numerati, senza tener conto della loro cronologia, dalla cognata Tatiana Schucht che, insieme con Piero Sraffa, riuscì a sottrarli alla ispezioni poliziesche e a consegnarli al banchiere Raffaele Mattioli, segreto finanziatore delle cure di Gramsci, il quale li affidò a Mosca a Palmiro Togliatti e agli altri dirigenti comunisti italiani.
Dopo la fine della guerra i Quaderni, curati dal dirigente comunista Felice Platone, furono pubblicati dall’editore Einaudi – unitamente alle sue Lettere dal carcereindirizzate ai famigliari – in sei volumi, ordinati per argomenti omogenei, con i titoli:
- Il materialismo storico e la filosofia di Benedetto Croce, nel 1948
- Gli intellettuali e l’organizzazione della cultura, nel 1949
- Il Risorgimento, nel 1949
- Note sul Machiavelli, sulla politica e sullo Stato moderno, nel 1949
- Letteratura e vita nazionale, nel 1950
- Passato e presente, nel 1951
Nel 1975 i Quaderni
furono pubblicati a cura di Valentino Gerratana secondo l’ordine
cronologico della loro elaborazione. Sono stati raccolti in volume
anche tutti gli articoli scritti da Gramsci nell’ Avanti!, nel Grido del popolo e nell’Ordine nuovo.












































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