
Il Governo Kariņš II è stato il 41º governo della Lettonia. Guidato dall’uscente Ministro presidente conservatore Arturs Krišjānis Kariņš, il governo è costituito e appoggiato da una coalizione tripartitica di centro – centro-destra fra Nuova Unità (JV), che detiene 7 ministeri (compresa la Presidenza), Lista Unita (AS), che detiene 4 ministeri, e Alleanza Nazionale (NA), che detiene altresì 4 ministeri; insieme, questi dispongono di 54 deputati su 100, ovvero il 54% dei seggi alla Saeima. Questo governo si è formato dopo le elezioni parlamentari e succede al precedente governo Kariņš I.
In seguito allo scrutinio, infatti, il partito Nuova Unità (JV) del primo ministro uscente Kariņš si conferma come prima forza politica del Paese, mentre altri partiti tradizionali (come il Nuovo Partito Conservatore e Sviluppo/Per!), filo-russi (come Partito Socialdemocratico “Armonia”) e populisti (come Per una Lettonia Umana), divenuti extra-parlamentari, perdono la loro possibilità di influenzare la politica nazionale. A colmare tale vuoto, tuttavia vi sono numerosi partiti centristi, di centro-destra e filo-euroatlantici. Fra questi, Lista Unita (AS) di centro – centro-sinistra e il precedente alleato di Kariņš, Alleanza Nazionale, dopo mesi di intense negoziazioni, sono infine giunti ad un accordo di governo, facendo sì che si potesse formare l’attuale esecutivo.
Completato quindi il processo negoziale, il presidente Egils Levits ha finalmente potuto nominare l’uscente Kariņš Ministro presidente il 14 dicembre, giorno in cui questi ha ricevuto la fiducia della Saeima con 54 voti favorevoli su 100.
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