Carlo Calenda il 6 marzo 2018, all’indomani della sconfitta alle elezioni politiche del 2018 del Partito Democratico, annuncia l’adesione al PD ritenendolo il pilastro da cui ripartire per sconfiggere populisti e sovranisti. Nel gennaio 2019, in vista delle elezioni europee del 26 maggio 2019, Calenda lancia Siamo Europei, un manifesto che pone come obiettivo la costruzione di una lista europeista e riformista unitaria in alternativa al blocco sovranista composto da Lega e Fratelli d’Italia, e a quello populista del Movimento 5 Stelle. La lista Partito Democratico-Siamo Europei, che inglobava anche Democrazia Solidale, ex Campo Progressista e Articolo Uno, è stata presentata da Zingaretti il 30 marzo 2019 e raccogliendo il 22,74% dei consensi risulta essere la seconda più votata in Italia, con oltre 6 milioni di voti, e la più votata dagli italiani residenti all’estero.
Il 23 luglio 2019 Calenda presenta alla Direzione Nazionale del PD una mozione, poi recepita da un’altra mozione sostenuta dal segretario Zingaretti e approvata ad ampia maggioranza, dove si ribadisce che Partito Democratico e Movimento 5 Stelle sono e rimarranno incompatibili perché divisi da valori opposti, e inoltre individua tre priorità evidenti su cui costruire immediatamente un piano per l’Italia: scuola e formazione, sanità e investimenti.
Tuttavia il 28 agosto 2019, in seguito alla caduta del governo Conte I sostenuto da M5S e Lega e dopo l’intesa fra i democratici e il M5S per formare un secondo governo Conte, Calenda annuncia l’uscita dal PD comunicando quindi di voler trasformare Siamo Europei in un nuovo partito progressista.
Il 21 novembre 2019 Calenda, a tre mesi dall’abbandono al PD, lancia ufficialmente Azione, la sua nuova formazione politica che dichiara di essere di centro-sinistra, progressista e riformista, insieme al senatore Matteo Richetti e a un comitato promotore.
In attesa del primo congresso nazionale il partito è retto da una Direzione Nazionale costituita dai 50 membri del Comitato Promotore di Azione, tra i quali si annoverano: il sociologo Stefano Allievi, l’imprenditore Alberto Baban, il giornalista Alessandro Barbano, l’ex capo di stato maggiore dell’Aeronautica Militare e della difesa Vincenzo Camporini, l’imprenditore Luciano Cimmino, l’avvocata Isabella De Monte, la storica Emma Fattorini, il sindaco di Siracusa Francesco Italia, l’avvocato Andrea Mazziotti di Celso, l’informatica Mara Mucci, il sindaco di Cinisi Giangiacomo Palazzolo, il politico Mario Raffaelli, il medico Walter Ricciardi, il politico Giulio Cesare Sottanelli.
Calenda ha avviato fin dalla fondazione del nuovo soggetto politico una critica all’esecutivo giallo-rosso fondata principalmente su idee d’ispirazione liberaldemocratica, accusando il PD di essersi eccessivamente piegato al populismo, che avrebbe nei pentastellati la sua principale espressione.
Alle elezioni regionali in Emilia-Romagna del 2020 il 26 gennaio, Azione partecipa per la prima volta con propri candidati a una tornata elettorale nella lista “Bonaccini Presidente“. Nel collegio di Modena viene eletta Giulia Pigoni, il primo consigliere regionale eletto di Azione.
In occasione del referendum costituzionale per l’approvazione della riforma basata sul taglio del numero di parlamentari a 400 deputati e 200 senatori, avviata dal governo Conte I e proseguita dal governo Conte II, Azione si è schierata per il “no”.
Nell’agosto 2020 aderiscono al partito il deputato Enrico Costa, già ministro per gli Affari Regionali di AP nei governi Gentiloni e Renzi con Calenda e l’onorevole Nunzio Angiola, proveniente dal Misto e prima dal M5S.
Alle elezioni regionali del 20-21 settembre dello stesso anno, Azione si schiera nella coalizione di centrosinistra nelle Marche, dove sostiene alcuni candidati della lista “Mangialardi Presidente“, e in Toscana, dove sostiene dall’esterno Eugenio Giani. In Puglia invece si schiera, insieme a Italia Viva, Volt Europa e +Europa, a sostegno di Ivan Scalfarotto e della lista “Scalfarotto Presidente“, e contro il presidente uscente di centro-sinistra, Michele Emiliano. Negli stessi giorni alle elezioni amministrative, Azione presenta per la prima volta un proprio simbolo a Trento, a sostegno del candidato del centrosinistra Franco Ianeselli: nelle elezioni amministrative di Trento, Azione ottiene il 4,4% dei voti, in lista con l’Unione, ed elegge due consiglieri.
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