Governo

Governo Draghi: decimo mese

Governo Conte II sedicesimo mese
Roberto Speranza

Mario Draghi (9), presidente del Consiglio dei ministri

Venerdì 26 novembre il presidente francese Emmanuel Macron e il presidente del Consiglio Mario Draghi hanno firmato, davanti al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, il “Trattato tra la Repubblica Italiana e la Repubblica Francese per una cooperazione bilaterale rafforzata”, il cosiddetto “trattato del Quirinale”, un trattato di cooperazione tra Francia e Italia che segna un importante cambiamento delle difficili relazioni degli ultimi anni tra i due paesi e che viene descritto come un momento politicamente significativo.

Roberto Speranza (7), ministro della Salute.

Inizia la somministrazione della terza dose di vaccino anti-COVID agli over-40, inizialmente prevista per il 1º dicembre. Inoltre un parere dell’AIFA autorizza la somministrazione di terza dose a 5 mesi di distanza dal completamento del ciclo primario, in luogo dei 6 stabiliti in precedenza. “La dose di richiamo è cruciale per proteggere meglio noi e chi ci sta accanto. Dopo l’ultimo parere di AIFA sarà possibile farla a 5 mesi dal completamento del primo ciclo. Vacciniamoci tutti per essere più forti”: lo ha annunciato il ministro della Salute, Roberto Speranza, in un post su Facebook. Proprio oggi si sono aperte le prenotazioni per la terza dose anche alla fascia tra i 40 e i 59 anni. Bisognava però attendere almeno sei mesi dal completamento del ciclo vaccinale per potersi mettere in fila per il richiamo. Ora però il governo, sentito chiaramente il parere dell’Agenzia italiana del farmaco (Aifa), ha deciso che la terza dose si potrà fare già a partire dal quinto mese successivo alla seconda somministrazione.

Novità in arrivo per il Super Green Pass. Il nuovo Decreto Covid approvato dal CdM nella riunione del 2 febbraio dispone infatti che la durata del Super Green Pass diventi illimitata dopo la terza dose di vaccino Covid. A gennaio era arrivata l’estensione del booster anche a tutti i giovani nella fascia 12-15 anni. Con la Circolare del Ministero della salute del 5 gennaio si arriva quindi alla copertura dell’intera platea di destinatari con il richiamo. Inoltre, dal 10 gennaio 2022 viene ridotto ulteriormente il periodo minimo per la somministrazione del booster che passa da 5 a 4 mesi. Quest’ultima novità è stata introdotta dal Ministero della Salute con la Circolare n. 59207 del 24 dicembre.

Vittorio Colao (6), ministro dell’Innovazione Tecnologica e Transizione Digitale

C’è una questione importante che bisogna risolvere prima di fare le nuove gare previste per il piano Italia 1 giga del Ministro all’innovazione Vittorio Colao. Le tre gare già vinte da Open Fiber negli anni precedenti prevedono in circa 6000 comuni l’FTTH (fibra nelle case) con i fondi pubblici. Ma, come si evince dai documenti ufficiali (i contratti non vogliono renderli pubblici) non si tratta dì FTTH con il ROE attaccato all’edificio, bensì posto a 18/40 metri dall’edificio.

Daniele Franco (5 1/2), ministro dell’Economia

Un re travicello? Se Mario Draghi venisse eletto al Quirinale, Daniele Franco sarebbe la sua controfigura a Palazzo Chigi? No di certo, giura chi lo conosce bene. Leale al cento per cento, sempre pronto a salire in cordata come si fa nelle sue amatissime montagne, ma l’immagine che i media gli hanno cucito addosso lo addolora perché non vera. Basta andare con la mente a un episodio di sette anni fa e quasi dimenticato. Enrico Letta era presidente del Consiglio e Fabrizio Saccomanni ministro dell’Economia. Franco ricopriva da poco il ruolo di ragioniere generale dello stato. Fabrizio Pagani, consigliere di Letta, lo fa convocare per una riunione di governo, ma solo da una segretaria. Apriti cielo. Una sfuriata così, nel fortilizio di Palazzo Sella, il quartier generale dove si governa l’economia, s’era sentita raramente. E proprio da quell’uomo tanto riservato, cortese, aduso a parlar sottovoce, che addolcisce i suoi numerosi no con un “preferisco”, lavoratore instancabile, gran macinatore di numeri, equilibrato in tutto e per tutto, anche in politica, tanto che si scherzava dicendo che non era né di destra né di sinistra, ma nemmeno di centro (una battuta suffragata dalla circostanza che nessuno tra i suoi più stretti collaboratori lo ha mai sentito sbilanciarsi sulla politique politicienne). Quella volta però lo avevano fatto uscire proprio dai gangheri, tanto che è dovuto intervenire il viceministro Antonio Catricalà, maestro nel sedare e sopire. Perché Daniele Franco sa restare nell’ombra, però non è un uomo ombra, conosce il potere del silenzio.

Andrea Orlando (5 1/2), ministro del Lavoro e Politiche Sociali

La stretta per i non vaccinati arriverà anche in Italia sotto la forma del super Green pass: in pratica, dal 6 dicembre al 15 gennaio, chi non è immunizzato o guarito non potrà più accedere ai luoghi pubblici – da bar e ristoranti al chiuso ai cinema fino a stadifestediscoteche e cerimonie pubbliche – mentre solamente per andare al lavoro, in palestra o pernottare in albergo sarà ancora garantita la possibilità di ottenere il certificato verde tramite tampone, che servirà anche per prendere i mezzi pubblici. Arriverà invece dal 15 dicembre l’obbligo di vaccino anche per gli insegnanti e le forze dell’ordine, mentre sarà confermato per personale sanitario e delle rsa, con estensione alla terza dose. Confermata, infine, la riduzione della validità del green pass per i vaccinati, che scende da 12 a nove mesi. È quanto ha deciso il governo al termine di una giornata di vertici, iniziata in mattinata con una cabina di regia, proseguita con il faccia a faccia con Regioni ed enti locali e terminata con il Consiglio dei ministri che ha approvato all’unanimità il decreto.

Luciana Lamorgese (5), ministro degli Interni

La stessa ministra dell’interno Luciana Lamorgese, prima di ricoprire questo incarico politico, ha intrapreso una lunga carriera nel ministero che l’ha portata a guidare le prefetture di Milano e di Venezia oltre a essere stata capo dipartimento e capo di gabinetto al ministero. Diventata ministra però ora è a lei che competono le nomine nella carriera prefettizia.

Marta Cartabia (4 1/2), ministro della Giustizia

«Ringrazio l’onorevole Meloni di questo gradito invito che è la terza puntata almeno di un dialogo iniziato all’inizio del mio mandato al governo grazie a quella lettera scritta al Corriere della Sera. Da allora è andato avanti in maniera serrata ed essere qui oggi è un altro passaggio importantissimo perché Fratelli d’Italia è l’unico partito di opposizione». Così parla la ministra della Giustizia Marta Cartabia seduta nel grande palco circondato da stelle di natale rosse che è il cuore della festa di Atreju, la kermesse politica di Fratelli d’Italia. E tanti saluti a steccati, pregiudizi e non possumus che hanno fatto abbondantemente il loro tempo. «Non ho mai partecipato ad alcuna festa politica – sottolinea la ministra – Essere qui per me oggi è però un atto dovuto perché in una democrazia si dialoga soprattutto con l’opposizione».

Renato Brunetta (4 ), ministro della Pubblica Amministrazione

Il ministro della pa ha promesso che grazie alla delega sulla concorrenza – che non prevede niente del genere – “prima di ogni controllo ci sarà una telefonata”. Senza specificare il raggio d’azione della novità. L’Ocse lo difende: “Chiaramente va inteso come da applicarsi alle ispezioni ordinarie e preventive”. Il segretario generale di Fillea Cgil Alessandro Genovesi: “Capita che segnaliamo irregolarità e il controllo arrivi dopo che la voce è arrivata all’azienda. Casualmente, non si trova neanche un lavoratore in nero, tutti hanno i dispositivi di sicurezza e i ponteggi sono a posto”. Un ispettore Inps: “Gli imprenditori onesti cosa possono pensare? Che si difende chi non lo è”

Giancarlo Giorgetti (4 ), ministro dello Sviluppo Economico

Risolto, chiuso, un successo”. Ma come? In che modo? Davvero? Si racconta questa storia perché è la variante industriale del “balconismo a 5 stelle”, l’abolizione della povertà tramite l’affaccio, l’idea che la complessità si possa superare con un gioco di prestigio o ancora peggio con i comunicati stampa. “Il numero dei tavoli di crisi è sceso da 158 a 98, da 97 a 89, da 89 a 85”. C’è una viceministra dello Sviluppo economico che da inizio legislatura, con i governi Conte I, II e Draghi, si occupa di crisi industriali, con tanto di delega, e che periodicamente dichiara che queste crisi “sono state risolte” senza mai spiegare come le abbia risolte, se le abbia sul serio risolte e cosa intende lei per risolte. E’ la viceministra del M5s, Alessandra Todde, è anche vice di Conte, ed è stata in pratica “commissariata” da una struttura di dieci esperti che ha voluto il suo ministro Giancarlo Giorgetti. La guida Luca Annibaletti, un tecnico, e si è insediata proprio ieri.

Elena Bonetti (3 1/2), ministro della Famiglia e Pari Opportunità

Cinque ministre per riscrivere le norme sul femminicidio. Gelmini, Bonetti, Lamorgese, Cartabia e Carfagna sono al lavoro per chiudere in una settimana un nuovo pacchetto normativo che comprenderà provvedimenti di fermo più efficaci per gli autori delle violenze di genere, una sorta di «scorta» per le donne che hanno denunciato e nuovi aiuti economici che potenzieranno o affiancheranno il «reddito di libertà» già in vigore. La ministra per gli Affari regionali Mariastella Gelmini lo anticipa in un’intervista a Repubblica, alla vigilia del 25 novembre, la giornata contro la violenza sulle donne. «Non possiamo abbandonare le donne alla ritorsione dei loro carnefici», dice, mentre in Italia ogni giorno si registrano 89 episodi di violenza di genere. Un’emergenza sociale che le leggi finora non sono riuscite a impedire.

Patrizio Bianchi (3 1/2), ministro dell’Istruzione

La stretta per i non vaccinati arriverà anche in Italia sotto la forma del super Green pass: in pratica, dal 6 dicembre al 15 gennaio, chi non è immunizzato o guarito non potrà più accedere ai luoghi pubblici – da bar e ristoranti al chiuso ai cinema fino a stadifestediscoteche e cerimonie pubbliche – mentre solamente per andare al lavoro, in palestra o pernottare in albergo sarà ancora garantita la possibilità di ottenere il certificato verde tramite tampone, che servirà anche per prendere i mezzi pubblici. Arriverà invece dal 15 dicembre l’obbligo di vaccino anche per gli insegnanti e le forze dell’ordine, mentre sarà confermato per personale sanitario e delle rsa, con estensione alla terza dose. Confermata, infine, la riduzione della validità del green pass per i vaccinati, che scende da 12 a nove mesi. È quanto ha deciso il governo al termine di una giornata di vertici, iniziata in mattinata con una cabina di regia, proseguita con il faccia a faccia con Regioni ed enti locali e terminata con il Consiglio dei ministri che ha approvato all’unanimità il decreto.

Federico D’Incà (2 1/2), ministro dei Rapporti con il Parlamento e Riforme Istituzionali

Grande partecipazione, questa mattina, all’inaugurazione della nuova Palestra Comunale di Zero Branco, realizzata quale ampliamento al Palazzetto dello sport esistente in Via Alvaro. La cerimonia ha visto, in particolare, la presenza del Ministro per i Rapporti con il Parlamento On. Federico D’Incà, oltre ovviamente al Sindaco di Zero Branco Luca Durighetto con il Consigliere con delega allo Sport Andrea Favaretto e agli altri rappresentanti dell’Amministrazione Comunale. Presenti inoltre il Sindaco del Consiglio Comunale dei ragazzi Riccardo Zanotto, la pallavolista Veronica Michieletto in rappresentanza degli atleti zerotini, Mario Sanson, Delegato del Coni di Treviso ed il parroco don Corrado Cazzin. Oltre a moltissimi giovani delle realtà sportive del paese e alle allenatrici della Nazionale Italiana Volley Sorde.

Roberto Cingolani (2 1/2), ministro della Transizione Ecologica

Non serve studiare quattro volte le guerre puniche, occorre semmai cultura tecnica. Il ministro della Transizione ecologica Roberto Cingolani non usa mezzi termini. “Serve formare i giovani per le professioni del futuro, quelle di digital manager per la salute, per l’energia per esempio. Lavori che nemmeno esistono oggi”. Intervenendo al Tg2 Post il ministro ha sottolineato quanto la cultura tecnica, soprattutto in un momento di trasformazione digitale velocissimo e impressionante come quello che stiamo vivendo, è essenziale. E in Italia ancora manca. Bisogna perciò partire dalle scuole per acquisirla. E partire subito. A che serve studiare quattro volte le guerre puniche, nel corso di dodici anni di scuola, infatti si è domandato il ministro, se tra dieci anni saranno altre le professioni richieste. E ha poi fatto una riflessione particolare sul sistema scolastico e sull’importanza di rimodellare gli studi in vista dei prossimi anni di cambiamento.

Enrico Giovannini (2 1/2), ministro delle Infratrutture e Mobilità Sostenibili

La stretta per i non vaccinati arriverà anche in Italia sotto la forma del super Green pass: in pratica, dal 6 dicembre al 15 gennaio, chi non è immunizzato o guarito non potrà più accedere ai luoghi pubblici – da bar e ristoranti al chiuso ai cinema fino a stadifestediscoteche e cerimonie pubbliche – mentre solamente per andare al lavoro, in palestra o pernottare in albergo sarà ancora garantita la possibilità di ottenere il certificato verde tramite tampone, che servirà anche per prendere i mezzi pubblici. Arriverà invece dal 15 dicembre l’obbligo di vaccino anche per gli insegnanti e le forze dell’ordine, mentre sarà confermato per personale sanitario e delle rsa, con estensione alla terza dose. Confermata, infine, la riduzione della validità del green pass per i vaccinati, che scende da 12 a nove mesi. È quanto ha deciso il governo al termine di una giornata di vertici, iniziata in mattinata con una cabina di regia, proseguita con il faccia a faccia con Regioni ed enti locali e terminata con il Consiglio dei ministri che ha approvato all’unanimità il decreto.

Mariastella Gelmini (2), ministro degli Affari regionali e Autonomie

Cinque ministre per riscrivere le norme sul femminicidio. Gelmini, Bonetti, Lamorgese, Cartabia e Carfagna sono al lavoro per chiudere in una settimana un nuovo pacchetto normativo che comprenderà provvedimenti di fermo più efficaci per gli autori delle violenze di genere, una sorta di «scorta» per le donne che hanno denunciato e nuovi aiuti economici che potenzieranno o affiancheranno il «reddito di libertà» già in vigore. La ministra per gli Affari regionali Mariastella Gelmini lo anticipa in un’intervista a Repubblica, alla vigilia del 25 novembre, la giornata contro la violenza sulle donne. «Non possiamo abbandonare le donne alla ritorsione dei loro carnefici», dice, mentre in Italia ogni giorno si registrano 89 episodi di violenza di genere. Un’emergenza sociale che le leggi finora non sono riuscite a impedire.

Luigi Di Maio (2), ministro degli Esteri

E’il patto della Farnesina. La dimostrazione di quanto Luigi Di Maio e Virginia Raggi siano in sintonia totale. E guardino insieme al futuro del M5s, magari anche in ottica “dopo Conte”. Il ministro  degli Esteri nei giorni scorsi ha “assunto” come consigliere per l’Expo Teodoro Fulgione, 47 anni, giornalista dell’Ansa in aspettativa, ma soprattutto portavoce di Raggi in Campidoglio per cinque anni. A lungo  cronista parlamentare della prima agenzia di stampa italiana, Fulgione è stato il motore del comune di Roma. L’ombra discreta ma potentissima della grillina. Onnipresente, ma sempre di lato. Il primo a entrare a Palazzo Senatorio e l’ultimo ad andarsene la notte.  Odiato soprattutto da tutti gli ex assessori cambiati come calzini da Raggi.    E’ stato il sindaco ombra, ma anche  una specie di capo di gabinetto aggiuntivo per via delle doti politiche e decisionali che hanno permesso a Raggi di durare per tutto il mandato (nonostante i guai a grappoli) e addirittura  di essere in corsa fino alla fine per il bis.     

Stefano Patuanelli (1), ministro dell’Agricoltura

Che contrattare sempre al rialzo non fosse una mossa furbissima, che il senso reale della sfida del Pnrr non fosse tanto farsi riconoscere il diritto a ricevere finanziamenti europei, ma stesse semmai, leopardianamente, nel rendere poi quel che si prometteva allor, dal ministero dell’economia avevano provato a spiegarlo, mentre si limava il dossier da inviare a Bruxelles. Solo che ognuno voleva il proprio titolo sul giornale, ognuno rivendicava la sua quota. Se non fosse che ora, però, ciascuna di quelle forzature, di quelle presunte furbizie, si ripresenta come increspatura, forse perfino come inciampo, nelle trattative con i funzionari di Ursula von der Leyen. Complicazioni, queste, ben note a Stefano Patuanelli, ad esempio, che si ritrova a dover battagliare col Mef da un lato, e con l’Ue dall’altro, perfino sul motore dei trattori da finanziare tramite sgravi fiscali del suo ministero dell’Agricoltura. Il vizio qui sta alla base del Pnrr. Perché il nostro Piano  destina alla transizione ecologica appena mezzo punto in più di quel 37 per cento che Bruxelles ha fissato come quota minima. E dunque in sede di negoziato, nella scorsa primavera, mentre si cercava di convincere la Commissione della bontà di ognuna delle linee di investimento, ci fu un certo entusiasmo, una certa leggerezza, nel magnificare l’impatto “green” di molte delle misure inserite nel Pnrr. 

Mara Carfagna (1), ministro del Sud e Coesione territoriale

Cinque ministre per riscrivere le norme sul femminicidio. Gelmini, Bonetti, Lamorgese, Cartabia e Carfagna sono al lavoro per chiudere in una settimana un nuovo pacchetto normativo che comprenderà provvedimenti di fermo più efficaci per gli autori delle violenze di genere, una sorta di «scorta» per le donne che hanno denunciato e nuovi aiuti economici che potenzieranno o affiancheranno il «reddito di libertà» già in vigore. La ministra per gli Affari regionali Mariastella Gelmini lo anticipa in un’intervista a Repubblica, alla vigilia del 25 novembre, la giornata contro la violenza sulle donne. «Non possiamo abbandonare le donne alla ritorsione dei loro carnefici», dice, mentre in Italia ogni giorno si registrano 89 episodi di violenza di genere. Un’emergenza sociale che le leggi finora non sono riuscite a impedire.

Fabiana Dadone (1), ministro delle Politiche Giovanili

Dieci ministri seduti attorno a un tavolo a parlare di droga. Non succedeva da un decennio. E se fosse anche solo questo, il merito della Conferenza nazionale sulle dipendenze in programma per il weekend, varrebbe la pena averla organizzata. A Genova sabato mattina, oltre a Fabiana Dadone, ci saranno Roberto Speranza per la Salute e Patrizio Bianchi per l’Istruzione, Marta Cartabia per la Giustizia e Luciana Lamorgese per l’Interno, Andrea Orlando per il Lavoro e Stefano Patuanelli per le Politiche agricole, Mariastella Gelmini per gli Affari Regionali ed Elena Bonetti per la Famiglia, persino Luigi di Maio per gli Esteri. Perché l’emergenza droga intercetta le competenze di tutti: negli ospedali, nelle classi, nelle carceri, nelle case, attraverso i confini nazionali e internazionali. E perché i documenti e le relazioni che da Genova torneranno a Roma dovranno finire in Parlamento, con l’ambizione di trasformarsi in una riforma di legge attesa per troppo tempo dal mondo dei servizi e delle comunità: quella sul Testo unico del 1990, che all’emergenza di oggi risponde con armi ormai spuntate. Sette le sessioni tematiche previste nella due giorni, punti di approdo per gli altrettanti tavoli che da giugno scorso hanno visto a confronto tutti gli attori istituzionali e non coinvolti nel tema. Due le tavole rotonde aggiuntive: una dedicata al ripensamento delle città, cioè di quegli spazi urbani dimenticati che sono diventati spesso negli ultimi anni teatro privilegiato dello spaccio e dei consumi; l’altra incentrata sul tema scottante delle nuove rotte del narcotraffico, compresa la Rete, che durante la pandemia è diventata il canale privilegiato della distribuzione di sostanze.

Lorenzo Guerini (n.c.), ministro della Difesa

La Slovenia acquisterà dall’Italia un aeromobile da trasporto tattico Leonardo C27J Spartan nel ambito di un accordo G2G. L’Italia metterà a disposizione anche il servizio di assistenza e manutenzione nonché l’addestramento degli equipaggi di volo. Pertanto, oltre Leonardo che fabbrica lo Spartan, un ruolo attivo nella commessa l’avrà l’Aeronautica Militare che dispone già di questi velivoli da trasporto tattico. Per il Ministro della Difesa Lorenzo Guerini “gli accordi G2G sono strumenti di politica industriale efficaci, che consentono all’industria nazionale di far valere all’estero la qualità dei propri prodotti”. L’accordo G2G – il primo di questo tipo in assoluto per l’Italia – è stato siglato dal Ministro della Difesa, Lorenzo Guerini, e dal omologo Ministro sloveno, Matej Tonin.

Erika Stefani (n.c.), Ministero della Disabilità

La disability card è uno strumento aperto perché si tratta semplicemente di una tessera che va a sostituire i verbali cartacei, che accertano situazioni di invalidità. Cosa accade spesso? Che non tutte le disabilità sono visibili, ce ne sono tantissime. Invece di presentarci presso gli uffici con un faldone pieno di documenti si ha una tessera. La bellezza di questa tessera è il fatto che al suo interno ci sono dei dati molto sensibili e adesso abbiamo ottenuto il via libera dal garante della privacy per sviluppare questo progetto. Ad oggi la tessera abilita l’accesso ai musei, ai luoghi della cultura. È un progetto aperto: se dovessimo fare un accordo con qualsiasi federazione, riusciremmo a trovare varie convenzioni. Una volta avuto il via libera dal garante della privacy, ci incontriamo con INPS tipografico per fare la convenzione per la stampa. Dopo questo, la convenzione va alla Corte dei conti. Occorre attendere il suo responso e poi si potrà cominciare con la produzione. Non abbiamo una tempistica precisa, probabilmente per l’inizio del prossimo anno”.

Roberto Garofoli (n.c.), sottosegretario alla Presidenza del Consiglio

Con il sindaco di Bari, Antonio Decaro, hanno partecipato il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Roberto Garofoli, e il Ministro per l’innovazione tecnologica e la transizione digitale, Vittorio Colao, che hanno dialogato con i cittadini, le associazioni di categoria e le imprese sui progetti per la città e il territorio. Il Sottosegretario Garofoli ha ricordato che il Piano impone di adottare una logica di risultato e che molte risorse sono già state ripartite, come quelle per le infrastrutture, mentre altre lo saranno nei prossimi mesi, come quelle per la sanità. Garofoli ha spiegato come enti territoriali, atenei, centri di ricerca e imprese saranno direttamente coinvolti nell’attuazione del Piano, partecipando ai prossimi bandi ministeriali fra cui quelli legati ad asili nido, scuole innovative, ricerca e alloggi universitari.

Massimo Garavaglia (n.c.), ministro del Turismo

Il ministro del Turismo Massimo Garavaglia ha incontrato oggi a Roma l’omologa albanese, Mirela Kumbaro Furxhi. Insieme hanno approfondito le potenzialità turistiche dei rispettivi paesi e hanno auspicato che, una volta ristabilite le opportune regole di sicurezza, possano riprendere i flussi turistici fra i due paesi. La ministra Kumbaro Furxhi fa parte della delegazione albanese in visita ufficiale in Italia. E si è incontrata con Garavaglia proprio mentre il primo ministro albanese, Edi Rama veniva ricevuto a Palazzo Chigi – Presidenza del Consiglio dei Ministri dal presidente del Consiglio Mario Draghi.

Maria Cristina Messa (n.c.), ministro dell’Università e della Ricerca

Messa: “Il sistema italiano della ricerca e della formazione è in prima fila. Investiamo sui giovani, soprattutto donne, e creiamo le condizioni perché arrivino sempre più ricercatori dall’estero”.

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