Giustizia

Governo Draghi: sesto mese (pagelle)

Marta Cartabia

Mario Draghi (8), presidente del Consiglio dei ministri
Una lunga giornata conclusasi con un breve Consiglio dei ministri e un’ancor più breve conferenza stampa. A Mario Draghi sono bastate un’ora di Cdm e quaranta minuti davanti ai giornalisti per blindare due tra i provvedimenti più a cuore a Palazzo Chigi ma tra i più osteggiati da alcuni tra i partiti della sua maggioranza: il Green pass da un lato, che ha trovato la solitaria opposizione della Lega, e la riforma della giustizia penale, sulla quale rumoreggia, anche in quel caso in solitudine, il Movimento 5 stelle.

Il Presidente del Consiglio, Mario Draghi, ha siglato oggi, 2 agosto, una Direttiva che dispone la declassifica e il versamento anticipato all’Archivio centrale dello Stato della documentazione concernente l’Organizzazione Gladio e la Loggia massonica P2.  Un segnale importante nel giorno che celebra il 41° anniversario della strage alla stazione di Bologna: “Si tratta di una iniziativa che va ad ampliare quanto già stabilito con una precedente Direttiva del 2014, con riferimento alla documentazione relativa agli eventi stragisti di Piazza Fontana a Milano (1969), di Gioia Tauro (1970), di Peteano (1972), della Questura di Milano (1973), di Piazza della Loggia a Brescia (1974), dell’Italicus (1974), di Ustica (1980), della Stazione di Bologna (1980), del Rapido 904 (1984) conservata negli archivi degli Organismi di intelligence e delle Amministrazioni centrali dello Stato2, fa sapere Palazzo Chigi. 

Il premier gli ha comunque confermato la propria fiducia, nonostante la decisione sia irrevocabile, “invitandolo a proseguire nel lavoro di delegato al coordinamento della politica economica e alla programmazione degli investimenti pubblici di interesse nazionale e di segretario del Comitato interministeriale per la programmazione economica e lo sviluppo sostenibile (CIPESS)”, si legge in una nota di Palazzo Chigi

Alla fine, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Bruno Tabacci ha deciso di rimettere la delega allo Spazio e all’Aerospazio nelle mani del premier Mario Draghi. Una scelta dettata dalle polemiche politiche scoppiate dopo l’assunzione del figlio Simone da parte di Leonardo. La scelta di lasciare l’incarico, ha spiegato il presidente di Centro Democratico, è irrevocabile, nonostante il presidente del Consiglio abbia manifestato fiducia nei confronti del suo sottosegretario “invitandolo a proseguire nel lavoro di delegato al coordinamento della politica economica e alla programmazione degli investimenti pubblici di interesse nazionale e di segretario del Comitato interministeriale per la programmazione economica e lo sviluppo sostenibile (CIPESS)”, si legge in una nota di Palazzo Chigi.

Roberto Speranza (6 1/2), ministro della Salute.

“Vorrei che la parola chiave, la parola madre, del piano di investimenti sul recovery fund, fosse la parola ‘prossimità’ cioè ricominciare a pensare un Servizio sanitario nazionale prossimo, vicino, nell’immediatezza delle esigenze del cittadino”, aveva dichiarato il ministro Roberto Speranza. Negli ultimi quarant’anni quello del Servizio sanitario nazionale è stato un movimento teso a raggiungere i territori e la comunità. Questi alcuni dei momenti più significativi.

Marta Cartabia (6 1/2), ministro della Giustizia

È stata Cartabia a difendere la bontà della sua mediazione, spiegando che “questa non è la riforma della prescrizione”, tema su cui i pasdaran 5 stelle sono in fibrillazione, “ma una riforma complessiva” e che abbreviare i processi significa esattamente quel che sostiene Conte, ovvero “evitare le impunità”. Ma soprattutto a provare a circoscrivere un minuscolo terreno per aggiungere modifiche, quello che riguarda le “criticità di alcune corti d’appello, sette in tutta Italia, per evitare che la novità dell’improcedibilità dopo un certo tipo di tempo non provochi interruzione di procedimenti importanti”, spiegando che per quel che le compete le modifiche “si stanno valutando su questo terreno”. Draghi fa spallucce anche alle critiche di parte della magistratura e dello stesso Csm, augurandosi che la riforma sia condivisa in Parlamento, ma avvertendo: “L’impianto non va stravolto”.

Cartabia: “Intesa con regime speciale per reati mafia” C’è “l’impegno a ritirare tutti gli emendamenti presentati dalle forze di maggioranza con l’obiettivo di concludere nei prossimi giorni” l’approvazione della riforma. Lo dice la ministra Marta Cartabia parlando fuori da Palazzo Chigi dopo il Cdm. “E’ una giornata importante: lunghe riflessioni per arrivare a un’approvazione all’unanimità con convinzione da parte di tutte le forze politiche. Ora c’è l’obiettivo di accelerare il più possibile per concludere se possibile prima della pausa estiva questa importantissima riforma”. “Abbiamo apportato degli aggiustamenti, come annunciato la scorsa settimana con Draghi, alla luce del dibattito molto vivace che si è sviluppato in queste settimane sia da parte delle forze politiche che degli operatori e degli uffici giudiziari che saranno i primi ad essere chiamati alla grande sfida di implementare una riforma così significativa e innovativa nel nostro paese”. “L’obiettivo è garantire una giustizia celere, nel rispetto della ragionevole durata del processo, e allo stesso tempo garantire che nessun processo vada in fumo”

L’aula della Camera – con 396 sì, 57 no e 3 astenuti – ha votato il testo della riforma della giustizia sulla quale ieri notte il governo Draghi ha incassato la doppia fiducia sui due articoli del testo. Con il voto finale di Montecitorio, la delega sulla riforma del processo penale, riformulata totalmente con gli emendamenti della ministra Marta Cartabia, riceve dunque il primo sì dal Parlamento dopo oltre un anno dall’esame in prima lettura alla camera. Il ddl, che originariamente era stato proposto durante il governo Conte bis dall’allora Guardasigilli Alfonso Bonafede, passa ora al Senato per la seconda lettura che comincerà dopo la pausa estiva con approdo in Aula a settembre.

Daniele Franco (6), ministro dell’Economia

ll Consiglio dei ministri ha approvato l’autorizzazione al Ministero dell’istruzione ad assumere, a tempo indeterminato, sui posti effettivamente vacanti e disponibili per l’anno scolastico 2021/2022 112.473 insegnanti. La proposta del ministro per la Pubblica amministrazione Renato Brunetta e del ministro dell’Economia e delle finanze Daniele Franco prevede l’immissione in ruolo per coloro che conseguiranno il titolo di specializzazione o di abilitazione entro il prossimo 31 luglio come spiega il sindacato Anief.

Andrea Orlando (6), ministro del Lavoro e Politiche Sociali
 E’ la mediazione passata in Consiglio dei ministri. La proposta, frutto di una mediazione del Pd con il ministro Orlando, avrebbe assorbito i dubbi del M5s sull’improcedibilità per l’articolo 416 bis.1 del codice penale, sull’aggravante mafiosa. Una deroga esplicita per quei reati ci sarebbe nella fase transitoria, con la possibilità di termini fino a 5 anni a regime.

 “Il confronto in questi mesi ha funzionato per garantire sicurezza sui luoghi di lavoro. Bisogna continuare così. Bisogna spingere le vaccinazioni e coniugare il diritto alla salute con la garanzia che non ci siano ulteriori danni all’economia e non si debba tornare a nuove chiusure”. Così il ministro del Lavoro Andrea Orlando al Tg3, rispondendo a una domanda sul green pass nei luoghi di lavoro. “Vedremo quali possono essere gli strumenti: quello che è certo è che qualsiasi decisione sarà frutto del dialogo sociale”.

Vittorio Colao (6), ministro dell’Innovazione Tecnologica e Transizione Digitale

Via libera definitivo del Senato al decreto sulla cybersicurezza nazionale. Il provvedimento è passato con 204 voti favorevoli, tre i contrari e 23 gli astenuti. Il decreto – che mette ordine nella giungla delle 23 autorità che si occupano della sicurezza informatica – prevede l’istituzione dell’Agenzia per la cybersicurezza nazionale e pone il presidente del Consiglio al vertice dell’architettura, essendo sua prerogativa la direzione e la responsabilità delle “politiche” legate al tema. L’iter di approvazione ha dovuto superare qualche curva perché, rispetto alle intenzioni del presidente del Consiglio, che avrebbe voluto un controllo serrato sul nuovo organismo, insieme al Copasir – in esclusiva rispetto al resto del Parlamento – il testo ha avuto importanti ritocchi nelle commissioni Affari costituzionali e Trasporti.

Elena Bonetti (5 1/2), ministro della Famiglia e Pari Opportunità

Si intitola “Energie ri-generative per una ripartenza al femminile” l’incontro del 19 luglio (ore 9-13), promosso dall’Università Statale di Milano e che ha visto la partecipazione di Elena Bonetti, ministra per le Pari opportunità e la famiglia. Evento su invito e trasmesso in diretta sul canale YouTube di Ateneo @UnimiVideo. Introdotto dai saluti del rettore Elio Franzini, l’incontro si è aperto con la presentazione del Progetto “Energie ri-generative. Per una città più inclusiva e più sostenibile”, a cura di Marilisa D’Amico, prorettrice alla Legalità, Trasparenza e Parità di diritti dell’Università Statale, e di Silvia Brena, giornalista e co-fondatrice di Vox-Diritti.

Luciana Lamorgese (5 1/2), ministro degli Interni

Green pass. Green pass per spettacoli, fiere, manifestazioni sportive, viaggi in treno e nave. Ma anche in forma “soft” – ovvero con una sola dose di vaccino ricevuta – per i ristoranti al chiuso, non però per prendere un caffè al bancone del bar o un cono in gelateria. E’ la piattaforma a cui lavora il governo come condizione per poter mantenere tutta l’Italia in zona bianca fino a fine agosto, come chiedono i partiti, Lega in testa. Salvini però dà via libera solo per i “grandi eventi”, in linea con quanto dichiara il presidente della conferenza delle Regioni Fedriga. L’accordo ancora non c’è: cabina di regia e consiglio dei ministri slittano a domani, nessuna convocazione ufficiale. Eppure, il decreto deve arrivare entro venerdì per impedire che da lunedì almeno due regioni passino in giallo. E a fine serata durante un comizio il leader della Lega appare rassegnato all’esito del duello: “Da lunedì 30 milioni di italiani resteranno bloccati, servirà il green pass anche per andare al supermercato…”.

Sabato, in migliaia, in tutta in Italia, erano scesi in piazza per dire “no” al Green pass. Martedì tornano le manifestazione di protesta per contestare l’obbligatorietà dell’utilizzo del lasciapassare verde che scatterà, così come deciso dal Governo, dal prossimo 6 agosto per una serie di attività. Il movimento #IoApro, nato durante la pandemia per chiedere lo stop alle misure restrittive anti-Covid e formato da esercenti e operatori del settore della ristorazione, annuncia una iniziativa per le 15, a piazza del Popolo a Roma. Gli organizzatori assicurano che saranno “almeno 50 mila”. 

E’ scattato da oggi l’obbligo del Green Pass per sedersi in ristoranti e bar al chiuso, per cinema, teatri, musei, palestre e piscine. E ieri sera è arrivato il via libera del Consiglio dei ministri al nuovo decreto sul Green Pass. Il decreto, tra l’altro, prevede l’obbligo del certificato verde da settembre per i docenti, per gli studenti universitari e per chi usa trasporti a lunga percorrenza.  Il nuovo Dl Covid, il secondo dedicato al Green Pass, completerà dunque il quadro dell’introduzione della certificazione verde avviata con lo scorso decreto che dal 6 agosto stabilisce l’obbligo della certificazione anti-Covid19 per accedere a ristoranti, musei, piscine, spettacoli aperti al pubblico, sagre, fiere, convegni e congressi, centri termali, parchi tematici e di divertimento. Scuola e università Tutto il personale della scuola e dell’università, “al fine di garantire la salute pubblica e mantenere adeguate condizioni di sicurezza nell’erogazione in presenza del servizio essenziale d’istruzione”, dovrà avere ed esibire il Green pass. “Il mancato rispetto delle disposizioni è considerata assenza ingiustificata e, a decorrere dal quinto giorno di assenza, il rapporto di lavoro è sospeso e non sono dovuti la retribuzione né altro compenso o emolumento, comunque denominato”. E’ quanto prevede la bozza del decreto. “Nell’anno scolastico 2021-2022, al fine di assicurare il valore della scuola come comunità e di tutelare la sfera sociale e psico-affettiva della popolazione scolastica, sull’intero territorio nazionale, i servizi educativi per l’infanzia e l’attività scolastica e didattica della scuola dell’infanzia, della scuola primaria e della scuola secondaria di primo e secondo grado sono svolti in presenza. Le attività didattiche e curriculari delle Università sono svolte prioritariamente in presenza” si legge nella bozza del decreto approvato stasera.

Renato Brunetta (5), ministro della Pubblica Amministrazione

Green pass.  Brunetta lo ripete da una settimana: “Sono favorevole all’estensione dell’uso del green pass per il ritorno alla normalità in tutte le attività, scuola, lavoro, occasioni ludiche e svago. Il governo prende atto dell’evoluzione della situazione reale”. Scelte irrazionali, come dice Salvini? “Valutazioni non emotive bensì economiche e strategiche” è la replica indiretta.

La sicurezza cibernetica – di grande attualità in questi giorni a causa dell’attacco che ha mandato in down il centro dati della Regione Lazio – costituisce, viene evidenziato nel dossier parlamentare dedicato al provvedimento, uno degli interventi previsti dal Pnrr (la cybersecurity, viene ricordato, è uno dei 7 investimenti della digitalizzazione della Pubblica amministrazione). E all’investimento mirato alla creazione ed al rafforzamento delle infrastrutture legate alla protezione cibernetica del Paese sono destinati circa 620 milioni di euro.

Giancarlo Giorgetti (5), ministro dello Sviluppo Economico

Green pass. E’ in corso in queste ore una (complessa) mediazione che da Palazzo Chigi coinvolge Speranza, Giorgetti, la delegazione ministeriale forzista, e i governatori. L’altro lato, infatti, parte dalle richieste esplicitate dalla conferenza delle Regioni: la revisione dei parametri per il passaggio di colore, dando minor peso al numero dei contagi e maggiore alla percentuale di ospedalizzazioni e terapie intensive. 

Patrizio Bianchi (4 1/2), ministro dell’Istruzione

 “Il mondo della scuola è quello che ha reagito di più e più prontamente all’appello alla vaccinazione, stimiamo di essere intorno al 90% di  vaccinati”. Così il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi, in conferenza stampa dopo il Cdm. “Quarantena di 7 giorni per i vaccinati” Se a scuola si verifica qualche caso di positività al Covid, “la quarantena di 10 giorni per chi non è vaccinato scende a 7 per i vaccinati” ha aggiunto il ministro Bianchi. “Sospensione per prof senza vaccino e tampone”  “Per il personale che non si vuole vaccinare vale l’invito a fare il tampone. In caso di rifiuto, si considera assenza ingiustificata e a decorrere dal quinto giorno il rapporto di lavoro è sospeso, senza retribuzione.  Non c’è fine del rapporto di lavoro, è un provvedimento cautelativo che ha al centro la sicurezza delle persone”, ha sottolineato ancora il ministro Bianchi. 

Mariastella Gelmini (4), ministro degli Affari regionali e Autonomie

Green pass. “La Conferenza delle Regioni – ha detto Fedriga – ha elaborato alcune proposte in ottica positiva, ovvero per permettere la ripresa di attività fino ad oggi non consentite. Come grandi eventi sportivi e di spettacolo, discoteche, fiere e congressi”. Anche se sulle discoteche c’è la grossa incognita del parere del Cts, che si prevede negativo. Tra i governatori però aleggia la speranza di tenere aperto un locale o un evento che altrimenti, con numeri da zona gialla o arancione, dovrebbe chiudere bottega (con la “raccomandazione” al governo di disciplinare in modo preciso le norme sulla privacy, per evitare guai ai titolari).  Gelmini: “Sono fiduciosa che si trovi un accordo nella maggioranza e con le Regioni, il pass serve per incentivare le vaccinazioni ed evitare possibili nuove chiusure”. 

Fino al 31 dicembre 2021 i Presidenti delle regioni e delle province autonome di Trento e di Bolzano e i Sindaci, “possono derogare, per specifiche aree del territorio o per singoli istituti, alle disposizioni di cui al comma 1 esclusivamente in zona rossa o arancione e in circostanze di eccezionale e straordinaria necessità dovuta all’insorgenza di focolai o al rischio estremamente elevato di diffusione del virus o di sue varianti nella popolazione scolastica”. Mentre non ci sarà l’obbligo di Green pass per i clienti degli alberghi nei ristoranti e bar delle strutture a loro riservate.    Per quanto riguarda i positivi al Covid 19, la quarantena per vaccinati scende da dieci a sette giorni. Continua a essere fortemente raccomandata la vaccinazione nella fascia di eta’ 12-19 anni”, ha confermato la ministra per gli Affari Regionali, Mariastella Gelmini, oggi nel corso del question time alla Camera dei deputati.    Durante la cabina di regia si e’ infine raggiunta una intesa in base alla quale chi ha fatto due dosi del vaccino di Reithera sara’ esentato dal Green pass, mentre chi ha fatto una sola dose avrà indicazione di fare la seconda dose con un vaccino riconosciuto, per ottenere cosi’ la certificazione verde.

Federico D’Incà (3 1/2), ministro dei Rapporti con il Parlamento e Riforme Istituzionali

Via libera del Consiglio dei ministri alla proposta di mediazione sulla riforma del processo penale. C’è il via libera anche del M5s. L’intesa è stata trovata ieri dopo una seduta fiume che ha subito una lunga sospensione. Alla fine la riforma ha avuto via libera all’unanimità. Lo ha confermato il ministro per i rapporti con il Parlamento Federico D’Incà, rispondendo ai cronisti all’uscita da Palazzo Chigi. La fumata bianca è giunta dopo 8 ore di trattativa. Il M5s incassa il regime speciale per tutti i reati di mafia, fuori dalla griglia dell’improcedibilità.

Stefano Patuanelli (3), ministro dell’Agricoltura

“Questo evento può essere letto come un “Vertice del popolo” dal quale ci viene chiesto di riflettere sulla trasformazione dei sistemi alimentari verso modelli sostenibili e più equi”. Lo ha detto il ministro delle Politiche agricole, Stefano Patuanelli, intervenendo martedì 27 luglio 2021, al pre-Food Systems Summit, il vertice dell’Onu sui sistemi alimentari, in corso a Roma. “Vorrei ricordare – ha continuato – le parole di Ippocrate, padre della medicina occidentale, il quale scriveva: ‘Fa che il Cibo sia la tua Medicina e che la Medicina sia il tuo Cibo”, sottolineando, in tal modo, la responsabilità di ciascuno di noi nel rapporto col cibo, nella scelta della quantità e della qualità dei nutrienti’. Un approccio responsabile ci consente di evitare squilibri nutrizionali e metabolici, soddisfare il gusto attraverso una ricchezza di sapori, combinando tutte le sostanze nutritive (proteine, carboidrati, grassi), sali minerali e vitamine necessarie all organismo per mantenersi in buona salute”.

Mara Carfagna (3), ministro del Sud e Coesione territoriale

Martedì 20 luglio alle ore 15.00 si terrà un incontro webinar con il Ministro per il Sud e la Coesione territoriale, Mara Carfagna, nell’ambito delle iniziative di ascolto delle realtà territoriali. Il webinar è stato organizzato in collaborazione con i consiglieri provinciali di Salerno, Valerio Longo e Giuseppe Ruberto. All’incontro, che verterà sulla programmazione del PNRR e dei Fondi della Coesione per la provincia di Salerno, interverrà anche il sindaco di Roscigno, Pino Palmieri.

Dario Franceschini (3), ministro dei Beni Culturali 

“Questa è la prima ministeriale della Cultura nella storia del G20. Sono molto orgoglioso che questo debutto avvenga in Italia” dice Mario Draghi aprendo l’evento nella cornice impareggiabile del Colosseo con il tavolo dei grandi adagiato sulle rovine milllenarie. Esordio suggestivo particolarmente apprezzato dagli ospiti come la Direttrice generale dell’Unesco  Audrey Azoulay e tutti i rappresentanti dei governi. Cultura motore di crescita ma soprattutto di rinascita dopo la crisi pandemica “che ha reso le nostre città tristi e spente” ha detto il ministro della Cultura Dario Franceschini che ha fatto gli onori di casa. “Sarà proprio la cultura ad aiutarci, perché ha il potere di unire il mondo”. “L’Italia crede fortemente nella diplomazia culturale quale ponte tra le nazioni anche tra Paesi più distanti perché ben prima delle azioni di governo la cultura parla ai popoli”.

Luigi Di Maio (3), ministro degli Esteri

Il ministro degli Affari esteri, Luigi Di Maio, difende il reddito di cittadinanza, uno dei principali provvedimenti voluti dal Movimento 5 stelle. «Il reddito di cittadinanza sta aiutando milioni di italiani che da questa crisi rischiavano di non riprendersi più. Parliamo di 3,7 milioni di cittadini, di cui 1 milione e 350mila bambini e ragazzi e 450mila persone con disabilità. La loro dignità non può essere usata per la propaganda strumentale di chi dice che bisogna eliminare il reddito. Chi si comporta così crea solo confusione per ottenere consenso e non pensa ai bisogni delle persone» ha scritto Di Maio sul suo profilo Facebook.

Roberto Cingolani (3), ministro della Transizione Ecologica

«Cambieranno i trasporti, l’industria manifatturiera, la produzione energetica, il modo di fare turismo. Sarà una rivoluzione». Roberto Cingolani, ministro della Transizione ecologica, in un’intervista pubblicata nel numero da giovedì 22 luglio 2021 in edicola, spiega a Famiglia Cristiana la «trasformazione epocale che attende il nostro Paese, grazie al Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr)».  In tutto 235 miliardi di euro di investimenti, di cui 70 dedicati al “verde”. 

Fabiana Dadone (2), ministro delle Politiche Giovanili

Fabiana Dadone, ministro grillino per le Politiche giovanili, minaccia le dimissioni contro il ddl “Giustizia” da lei stessa approvato in Consiglio dei ministri. E nel triangolo dei palazzi della politica romana, sotto la canicola di luglio, persino i gabbiani che divorano monnezza di fronte a Palazzo Chigi sembrano dire: “Embé?”. La storia è che ieri di buon mattino, il ministro Dadone, di cui forse ben pochi avevano sentito parlare prima d’ora, ha pronunciato in televisione, ad “Agorà”, le seguenti parole: “Se Draghi non modificherà la riforma della giustizia, valuteremo con Giuseppe Conte l’ipotesi dimissioni dal governo”. Boom! I colleghi dell’Ansa, rapidissimi come sempre, battono la notizia: “Ipotesi dimissioni ministri M5s da valutare”. Chissà che terremoto. Crisi di governo? Che dirà il Pd? E Di Maio? Che casino. È la spallata di Conte a Draghi. Ci siamo. Eppure passano cinque minuti dal lancio di agenzia, e nessuno reagisce. Passano dieci minuti. Silenzio. Venti minuti. Niente. A quel punto all’Ansa forse si preoccupano: ma non è che non s’è capito? E allora ribattono, di nuovo, la notizia. Stavolta però in maiuscolo. Con le crocette. A scanso d’equivoci:  +++DADONE: IPOTESI DIMISSIONI MINISTRI M5S DA VALUTARE +++. Ancora silenzio. Niente di niente. L’annuncio di dimissioni più sordo (e surreale) della storia. Dev’essere infatti la prima volta nella vita repubblicana, e probabilmente anche in quella monarchica (non da escludersi il ventennio fascista), che un ministro lascia intendere che l’intera delegazione del partito di maggioranza relativa possa lasciare il governo, e nessuno se lo fila. Nessuno. Né per confermare né per smentire, né per dolersi o per gioire. Eppure, mentre anche i siti dei quotidiani riprendevano la notizia (finita nel giro di pochi minuti accanto al video con il gattino che miagola in cinese) ecco che qualcuno nelle chat grilline comincia a scrivere: “Ma chi ti ha autorizzato a parlare per tutti?”. E Dadone: “Guarda che non ho detto niente di strano” (poi, su Facebook in serata: non sono stata capita). Se lo dice lei…

Enrico Giovannini (2), ministro delle Infratrutture e Mobilità Sostenibili

Trasporti a lunga percorrenza Il Green Pass sarà dal 1 settembre obbligatorio su navi e traghetti interregionali ad esclusione dello Stretto di Messina, sui treni di tipo Intercity, Intercity Notte e Alta Velocità, sugli autobus che collegano più di due Regioni. Obbligo di certificazione verde anche per gli autobus adibiti a servizio di noleggio con conducente, ad eccezione di quelli aggiuntivi al servizio pubblico locale e regionale. Lo prevede la bozza del nuovo dl sul Green pass varata dal Cdm. L’obbligo non applica per i soggetti esclusi per età dalla campagna vaccinale e per i soggetti esentati dal vaccino con certificazione medica. Raggiunto l’accordo anche per quanto riguarda la capienza dei mezzi di trasporto: dal 50% all’80% dei posti disponibili, sia nel trasporto pubblico locale che in quello a lunga percorrenza, in zona bianca e gialla.  Giovannini: per Tpl riempimento a 80%  L’obbligo di green pass nel settore dei trasporti non riguarderà i trasporti pubblici locali ma è possibile, anche da settembre, “una gestione del trasporto pubblico locale molto più adeguata ai bisogni”. Lo spiega il ministro Enrico Giovannini, dopo la riunione del Consiglio dei Ministri, evidenziando i diversi fattori alla base di questa valutazione. Governo e Cts hanno deciso di applicare  “un tasso di riempimento per il tpl fissato all’80% in zona bianca,  che resterà tale anche in zona gialla”, ha annunciato Giovannini, spiegando che “questo permetterà agli enti locali di programmare meglio” l’offerta di tpl. Peraltro “stiamo cercando di orientare la domanda di trasporto non solo l’offerta” ha aggiunto ricordando che sono state “presentate le linee guida” per le aziende maggiori nelle grandi città per istituire il city manager.  Giovannini ha ricordato che da un sondaggio sulle intenzioni degli italiani post-vacanze “emerge una quota significativa di persone che pensa di continuare lo smart working riducendo il peso sul tpl”. “Quanto ai mezzi considerati emerge una domanda di tpl che potrebbe essere inferiore di circa il 20% rispetto ad ante covid” spiega.

Lorenzo Guerini (1 1/2), ministro della Difesa

La ministra della Giustizia, Marta Cartabia, e il ministro della Difesa, Lorenzo Guerini, hanno siglato oggi l’accordo per la definitiva cessione della caserma “Manara” che verrà utilizzata per la realizzazione del polo giudiziario del distretto della Corte d’Appello di Roma. La consegna di “Porzione del compendio demaniale della caserma” è iniziato con l’accordo dell’aprile 2017, per completarsi oggi, su  richiesta della Corte d’appello di Roma: l’Amministrazione della giustizia può così rispondere all’esigenza di “definire una concezione più moderna ed efficiente dei plessi giudiziari“, tanto più avvertita ora, a seguito dell’emergenza epidemiologica da Covid-19 che impone di “riconsiderare accessibilità e fruibilità degli spazi giudiziari, con necessità di nuovi luoghi che garantiscano il corretto distanziamento sociale”.

Erika Stefani (1), Ministero della Disabilità

“Ringrazio il Ministro per le Disabilità, Erika Stefani, per la sua presenza ad Anzio e per l’attenzione che ha prestato a tutte le numerose istanze poste dalla popolazione più fragile del territorio”. Lo ha affermato il Sindaco, Candido De Angelis, al termine della visita istituzionale del Ministro per le Disabilità del Governo Draghi, Erika Stefani, sul territorio comunale di Anzio. Il Sindaco De Angelis, insieme al primo cittadino di Nettuno, Alessandro Coppola, ha accolto il Ministro Stefani nella Casa Comunale di Villa Corsini Sarsina.

Roberto Garofoli (n.c.), sottosegretario alla Presidenza del Consiglio

“Draghi, Draghi!”, “fuori, fuori!”, “indulto, indulto!”: con queste acclamazioni i detenuti del carcere di Santa Maria Capua Vetere – teatro delle violenze della Polizia penitenziaria del 6 aprile 2020 per cui la Procura ha emesso 52 misure cautelari – hanno salutato la visita del premier e della ministra della Giustizia Marta Cartabia accompagnati dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio Roberto Garofoli e dai garanti nazionale e campano dei detenuti, Mauro Palma e Samuele Ciambriello. “Oggi è una giornata storica, speciale. La vostra presenza ha il significato, il senso di una forte speranza per il nostro futuro”, ha dichiarato la direttrice del carcere, Elisabetta Palmieri, rivolta al premier e alla Guardasigilli. “Stiamo attraversando un momento terribile, orrendo, senza precedenti, ma la vostra vicinanza e il vostro supporto rappresenta per noi quello che auspichiamo possa essere un nuovo inizio per la polizia penitenziaria e tutto il sistema penitenziario“.

Massimo Garavaglia (n.c.), ministro del Turismo

Ottime relazioni bilaterali, una collaborazione in campo turistico che promette di esprimere ancor di più il proprio potenziale. La visita ufficiale in Repubblica del Ministro del Turismo, Massimo Garavaglia, accompagnato dall’Ambasciatore d’Italia Sergio Mercuri, inizia da un primo incontro privato con il Segretario di Stato per il Turismo Federico Pedini Amati, in nome di una amicizia che supera i convenevoli di facciata e che oggi si traduce “in momento istituzionale storico”, anche in vista della riunione di domani del Tavolo Turistico Territoriale per l’avvio della fase esecutiva del progetto.

Maria Cristina Messa (n.c.), ministro dell’Università e della Ricerca

«Forza e sfida sono un po’ l’emblema di questo periodo e del nostro tempo. Dobbiamo avere la forza di rimboccarci le maniche, di lasciar perdere discorsi poco attenti al futuro del nostro Paese e dobbiamo lavorare insieme. Poi c’è la sfida di fare del nostro Paese quello che è, perché siamo molto più apprezzati all’estero che non da noi stessi. E questa struttura è l’emblema di questa sfida, ma è stata realizzata qui perché a Camerino ci sono le competenza e le professionalità per farlo». A dirlo è il Ministro dell’Università e della Ricerca, Maria Cristina Messa, intervenuta oggi (28 luglio) a Camerino per l’inaugurazione del “Chemistry Interdisciplinary Project – ChIP”, il nuovo centro di ricerca dove, in 6.500 metri quadri, hanno trovato spazio 44 laboratori e altrettanti uffici, sale studio e una stanza per le conferenze. «Ci sono spazi per far crescere le persone – ha aggiunto il rettore Claudio Pettinari -. Qui faremo una ricerca di qualità che ci porterà in Europa come ateneo leader, ma faremo anche crescere le persone che potranno contribuire al benessere della nostra società. Qui dovremmo avere 160-170 giovani che lavoreranno intensamente e porteranno grandi risultati».

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