Società

2019, un anno di morti eccellenti

2019, un anno di morti eccellenti

Andrea Camilleri, Fred Bongusto, Luke Perry, Nadia Toffa, Giorgio Squinzi e Filippo Penati

Cinema & Teatro. Per Bruno Ganz il successo arrivò nel 1987 con il film Il cielo sopra Berlino di Wim Wenders. Nel 1995 recitò nella miniserie televisiva Il grande Fausto, incentrata sulla vita del campionissimo del ciclismo Fausto Coppi, interpretando il ruolo del massaggiatore non vedente Biagio Cavanna, scopritore e guida per l’intera carriera di Coppi. La sua partecipazione a Pane e tulipani gli valse il David di Donatello 2000 come miglior attore protagonista. Nel 2004 interpretò Adolf Hitler nel film La caduta, diretto da Oliver Hirschbiegel, mentre nel 2010 fu Tiziano Terzani ne La fine è il mio inizio, diretto da Jo Baier e tratto dall’omonimo libro postumo del giornalista e scrittore fiorentino. L’11 agosto 2011 l’attore, che visse dividendosi tra Zurigo, Berlino e Venezia, ricevette il Pardo alla carriera al Festival del cinema di Locarno. Nel 2013 fu scelto dal regista Ridley Scott per interpretare il ruolo del Papa nella serie tv The Vatican, di cui venne però girato unicamente l’episodio pilota. Luke Perry ha interpretato il ruolo del figlio milionario, Dylan McKay, nella serie TV per ragazzi di Fox Beverly Hills, 90210. Originariamente fece l’audizione per il ruolo di Steve Sanders, ma perse con Ian Ziering. Con questo ruolo, Perry è diventato un popolare idolo dei teenager. Mentre interpretava Dylan in 90210, Perry ha vinto un ruolo di supporto nella versione originale del film di Joss Whedon Buffy l’ammazzavampiri (1992). Ha anche recitato in Terminal Bliss nel 1992, e come Lane Frost in 8 Seconds nel 1994. Nel tentativo di trovare ruoli più maturi, ha deciso di lasciare Beverly Hills, 90210 nel 1995. In quell’anno ha preso parte al film italiano Vacanze di Natale ’95, interpretando sé stesso. Sebbene abbia annunciato che 90210 non faceva più parte di lui, la sua assenza è durata solo tre anni. Durante questo periodo, Perry ha recitato nel film Normal Life con Ashley Judd, ha recitato nel film di fantascienza Invasione letale (1997), e Riot (1997), un dramma sui disordini di Los Angeles del 1992. Ha avuto un piccolo ruolo nel film di Luc Besson Il quinto elemento (1997). Nel 1998, è tornato a 90210, dove è rimasto come star ospite speciale permanente attraverso l’ultima stagione dello show nel 2000. Peter Fonda faceva parte di una grande famiglia di attori; è figlio dell’attore Henry Fonda e fratello di Jane, nonché padre dell’attrice Bridget. Ha ricevuto il Golden Globe per il miglior attore in un film drammatico e la nomination all’Oscar al miglior attore per il film L’oro di Ulisse (1997). È stato inoltre nominato all’Oscar alla migliore sceneggiatura originale per il film Easy Rider – Libertà e paura, da lui prodotto nel 1969. Carlo Croccolo ha lavorato nel cinema sin dagli anni Cinquanta accanto ai più grandi comici italiani, da Totò a Eduardo De Filippo, in oltre cento film. Ha vinto un David di Donatello nel 1989 per la sua interpretazione di ‘O re, il film storico di Luigi Magni. È stato anche il padre della sposa in Tre uomini e una gamba (1997) con Aldo, Giovanni e Giacomo. Tra le sue migliori interpretazioni, è stato cameriere, cuoco, cocchiere e maggiordomo di Totò nei panni di un nobile squattrinato. Tra i tanti è stato il cameriere Gondrano in 47 morto che parla (1951), il maggiordomo Camillo in Totò lascia o raddoppia? (1956), Battista in Signori si nasce (1960). È stato anche doppiatore prestando la sua voce a Oliver Hardy (prendendo il posto di Alberto Sordi) negli anni 50 e 60, arrivando anche a doppiare entrambi i personaggi di Stanlio e Ollio. A partire dal 1957 ha dato la voce anche a Totò, unico doppiatore autorizzato dall’attore: sua la voce del personaggio della baronessa Laudomia di Torrealta in Totò diabolicus (1962). Lo ha doppiato poi in alcune scene di I due marescialli e, nel finale alla stazione, è sua anche la voce di Vittorio De Sica. Manuel Frattini, danzatore, cantante e attore teatrale. Nel corso della sua carriera Manuel Frattini ha ricevuto numerosi premi e riconoscimenti, tra cui il premio Bob Fosse, il premio Danza&Danza come miglior interprete italiano della stagione 1996/1997 per Cantando sotto la pioggia il premio Sandro Massimini (Festival internazionale dell’Operetta di Trieste 1997). Nel 2004 riceve il Musical Award come migliore protagonista della stagione; nel 2011 gli viene consegnato il premio alla Carriera, nel corso della rassegna Musical Day e nel 2013 riceve lo stesso premio dalla rassegna Tip Tap Show. Nel 2016 vince il prestigioso premio Flaiano per la sezione musical. Accanto alla sua attività di performer, Manuel Frattini si è dedicato all’insegnamento, tenendo corsi di perfezionamento e stage nelle più prestigiose accademie italiane. Carlo Delle Piane aveva realizzato il suo primo film quando aveva solo 12 anni. Un film dietro l’altro per lui, in genere commedie brillanti ed ha recitato con tutti, Sordi, Totò, Gassman, Fabrizi, diretto da De Sica, Vadim, Steno, Monicelli, Polanski e Corbucci. Ma il suo grande amico è stato Aldo Fabrizi, “uno non troppo amato dai colleghi per la sua schiettezza. Ho fatto con lui La famiglia Passaguai e poi Rugantino di Garinei e Giovannini. Mi ricordo poi che Fabrizi usava svuotare un rosetta e riempirla di rigatoni al sugo. Era fatto così”.  Doris Day  era diventata famosa come cantante negli anni Quaranta e poi, nel Secondo dopoguerra, anche come attrice, sia televisiva che cinematografica. Day sapeva cantare, recitare e anche ballare, ed è una di quelle attrici delle quali, a un certo punto nella loro carriera, si è parlato di “fidanzata d’America”. Variety ha però spiegato che «nonostante fosse considerata la “ragazza della porta accanto”, le commedie in cui recitò furono piuttosto sensuali e audaci, e la sua vita personale fu movimentata ed ebbe quattro matrimoni». Nella sua carriera Day recitò in più di trenta film, incise in studio 29 dischi e registrò centinaia di canzoni. Edith Gonzales è morta a soli 54 anni, dopo una tremenda lotta contro un tumore. Star di telenovelas celebre anche per il pubblico italiano. In Italia era conosciuta principalmente per aver interpretato Beatrice nella telenovela “Cuore selvaggio” in onda dal 1993. Valeria Valeri nella sua lunga carriera ha calcato le scene dei teatri di tutta Italia, iniziando con Gino Cervi e Andreina Pagnani, poi entrando a far parte della Compagnia del Teatro Stabile di Genova, recitando testi di Giraudoux, Cechov, Dostoevskij. Tanti i sodalizi celebri con Alberto Lupo nel ’63-’64 e soprattutto tra la fine degli anni ’60 e i primi anni ’70 con Alberto Lionello con cui recita in tante commedie brillanti. Alla fine degli anni ’70 recita con Gino Bramieri e Paola Tedesco nella commedia di Terzoli e Vaime Anche i bancari hanno un’anima. Poi negli anni ’80 il palcoscenico con Paolo Ferrari in testi come Fiore di cactus di Barillet e Gredy, Vuoti a rendere di Maurizio Costanzo, Sinceramente bugiardi di Alan Ayckbourn, portata in tournée per tre anni e nella quale recita insieme alla figlia Chiara. Ilaria Occhini, attrice di cinema, televisione e teatro e per oltre cinquant’anni compagna dello scrittore Raffaele La Capria nel 2008 è stata la protagonista di Mar Nero, film di Federico Bondi che le è valso vari riconoscimenti, come la candidatura ai David di Donatello e la vittoria del Pardo d’Oro alla miglior attrice al Festival internazionale del film di Locarno. Nel 2010 ha vinto il David di Donatello per la migliore attrice non protagonista con Mine vaganti di Ferzan Ozpetek e ha ottenuto il Nastro d’argento alla carriera. Sempre per Mine vaganti ha vinto il premio Alida Valli per la migliore attrice non protagonista al Bif&st 2011. Valentina Cortese ha dominato la scena del cinema e del teatro fin dai tempi dei telefoni bianchi. Il suo successo senza declino è stato possibile perché professionalità e umanità non sono mai state disgiunte in lei. Icona di eleganza, i fazzoletti che indossava sul capo volevano essere l’omaggio ai contadini che l’hanno cresciuta da bambina, tra la campagna di Agnadello e quella di Rivolta, dove viveva con la famiglia di “Mamma Rina”, la sua balia. Quella forza antica l’ha accompagnata ovunque nella vita, segnata da grandissimi amori, come quello per il direttore musicale della Scala Victor de Sabata, per Richard Basehart, per Giorgio Strehler. Per quest’ultimo provò persino a pregare Greta Garbo di tornare a fare cinema: Strehler aveva infatti scritto una sceneggiatura sulla vita di Eleonora Duse e sperava di averla come interprete. Franco Zeffirelli da subito ha avuto una grande passione per l’arte e lo spettacolo: le trasmissioni a Radio Firenze, gli spettacolo con il teatro universitario, una comparsa fugace sul grande schermo, nel 1947, ne L’onorevole Angelina di Luigi Zampa. Poi nel 1949 l’esordio come scenografo e costumista a Firenze per il Troilo e Cressida di Shakespeare con la regia di Luchino Visconti. La lunga collaborazione con Visconti, «che per me è stato come un padre», in teatro e sul set cinematografico per La terra trema e Senso. Poi la carriera registica iniziata nel 1954 al Teatro alla Scala con la Cenerentola di Rossini. Il primo film, Camping, nel 1957. Da allora regie liriche il tutto il mondo, dal Metropolitan di New York al Covent Garden ai kolossal pensati dagli anni Novanta per l’Arena di Verona.

Televisione. Gabriele La Porta, storico dirigente Rai, è stato celebre soprattutto per essersi reinventato in modo originale il palinsesto di Rai Notte, Soffriva di demenza senile e da diverso tempo era caduto in una forte depressione. Antonello Falqui è stato uno storico regista televisivo, quello dei sabati anni sessanta della rete unica. Studio Unio, ad esempio. Ugo Gregoretti, regista, autore televisivo, attore, giornalista e drammaturgo ha dedicato tutta la sua vita al racconto per parole e per immagini che siano state quelle per il grande schermo o per il piccolo (gli sceneggiati Romanzo popolare italiano e Il Circolo Pickwick, le miniserie Le tigri di MompracemDentro Roma). Mario Marenco ha legato la sua carriera prima radiofonica e poi televisiva a Renzo Arbore, realizzando con lui e Gianni Boncompagni “Alto Gradimento”, e poi praticamente tutte le trasmissioni televisive di Arbore, da “L’altra domenica” a “Indietro tutta”. Ad Arbore Marenco era legatissimo anche perché nati entrambi a Foggia. Beppe Bigazzi, storico critico gastronomico in tv specie nel programma “La prova del cuoco” di Antonella Clerici. Sembra che si sia lasciato morire per depressione e che non avesse nessuna malattia specifica. Ha semplicemente smesso di mangiare. Cesare Cadeo, volto storico di tante trasmissioni di Mediaset, in particolare sportive è stato anche assessore allo sport della Provincia di Milano. Ha cominciato la sua carriera a Canale 5, lavorando poi al fianco dei grandi personaggi della tv di Silvio Berlusconi, come Mike Bongiorno, Raimondo Vianello e Sandra Mondaini. Nadia Toffa è stata una conduttrice televisiva e giornalista italiana, nota per il ruolo di inviata e conduttrice del programma televisivo di Italia 1 Le Iene. Apparve la prima volta in televisione all’età di 23 anni su Telesanterno e lavorò per quattro anni per Retebrescia. Nel 2009 diventò un’inviata del programma televisivo Le Iene, registrando numerosi servizi. Tra i più celebri si ricordano quelli su presunte truffe compiute da farmacie ai danni del servizio sanitario nazionale (durata tre mesi, dove finì a processo insieme ad altri per presunta diffamazione), sulla proliferazione delle sale slot machine, sullo smaltimento illegale dei rifiuti in Campania per mano della camorra, sul crescente tasso di tumori nel “triangolo della morte” tra Napoli e Caserta, sulla “terra dei veleni” a Crotone e sui problemi ambientali legati all’inquinamento a Taranto. Il 2 aprile 2014 uscì il suo libro Quando il gioco si fa duro sul fenomeno dell’azzardopatia in Italia. Il 15 aprile 2015 vinse il primo premio nella sezione TV del Premio Internazionale Ischia di Giornalismo. Nell’autunno 2015 debuttò alla conduzione con il talk show di Italia 1 Open Space, ideato dai produttori delle Iene, andato in onda in prima serata per quattro puntate. Inoltre dal 2016 affiancò Pif e Geppi Cucciari alla conduzione di Le Iene, nella puntata infrasettimanale. Nell’autunno del 2016 tornò alla conduzione del programma Le Iene, affiancando nella puntata infrasettimanale Matteo Viviani, Andrea Agresti, Paolo Calabresi e Giulio Golia. Dal 16 ottobre 2016 condusse la puntata domenicale, affiancando gli stessi colleghi alla conduzione. Il 21 novembre 2017 presentò un servizio su un presunto pericoloso esperimento nucleare tenuto nascosto nel laboratorio del Gran Sasso, servizio smentito e giudicato privo di fondamento dal mondo accademico. Il 20 febbraio 2018 il comune di Taranto le conferì la cittadinanza onoraria. A giugno 2018 vinse il Premio Luchetta per un reportage, realizzato assieme a Marco Fubini, sulla prostituzione minorile nella periferia di Bari. Dal 30 settembre 2018 al 5 maggio 2019, penultima puntata della stagione, tornò alla conduzione de Le Iene Show con Nicola Savino. Raffaele Pisu è stato uno dei volti più popolari della tv degli anni sessanta. Ma è stato anche un attore infaticabile che, al teatro come al cinema, ha saputo alternare ruoli brillanti e drammatici. Una voce riconoscibile che in radio ha fatto divertire generazioni di italiani. E un uomo nella cui vita i colpi di scena non sono mancati, come in un appassionante copione che ha caratterizzato anche gli ultimi anni della sua vita.

Politica. Gianni De Michelis è stato un politico e accademico italiano, deputato dal 1976 al 1994, ministro delle Partecipazioni Statali dal 1980 al 1983, ministro del Lavoro e della Previdenza Sociale dal 1983 al 1987, vicepremier dal 1988 al 1989 e ministro degli Affari Esteri dal 1989 al 1992. Già nel Partito Socialista Italiano dagli anni sessanta, membro della direzione socialista per tutta la durata della segreteria di Bettino Craxi, vicesegretario del partito tra il 1993 e il 1994, poi segretario nazionale del Nuovo PSI (2001-2007), aderì successivamente alla Costituente del PSI, e al progetto di Stefania Craxi denominato Riformisti italianiFilippo Penati dirigente del Partito democratico. Sindaco di Sesto San Giovanni per due mandati. Fu poi presidente della Provincia di Milano e capo della segreteria politica di Pierluigi Bersani quando era segretario del Pd. Nel 2011 sono iniziati i suoi guai giudiziari, a partire da quelli per un presunto sistema di tangenti, il cosiddetto ‘sistema Sesto’, per cui è stato assolto e in parte prescritto. Paolo Bonaiuti, giornalista ed ex portavoce di Silvio Berlusconi. Lunghissima la sua carriera come giornalista, prima al “Giorno”, poi, dal 1984 al “Messaggero”, dove arriverà alla vicedirezione nel 1992, prima di diventare lo storico portavoce di Silvio Berlusconi. Nel 1996 viene eletto parlamentare nelle file di Forza Italia per la prima volta: dopo 4 legislature consecutive alla Camera, nel 2013 entra al Senato. Il 21 aprile 2014 abbandona Forza Italia ed aderisce al Nuovo Centrodestra di Angelino Alfano. Il 18 marzo 2017, con lo scioglimento del Nuovo Centrodestra, confluisce in Alternativa Popolare.. E’ stato anche parlamentare e sottosegretario alla presidenza del Consiglio nei governi Berlusconi II, III e IV. Fabrizio Saccomanni, banchiere ed economista per otto anni direttore generale della Banca d’Italia, tra gli incarichi per i quali acquistò notorietà nelle cronache finanziarie e politiche si ricordano il suo ruolo di ministro dell’Economia nel governo guidato da Enrico Letta tra l’aprile del 2013 e il febbraio 2014, nonchè la nomina a presidente del consiglio di amministrazione del gruppo Unicredit, avvenuta un anno fa. Adriano Ossicini, per lunghi anni parlamentare della Sinistra Indipendente e vice presidente del Senato. Era uno psicologo e psichiatra e fu ministro per la Famiglia e la solidarietà sociale nel governo guidato da Lamberto Dini. Il suo nome è associato anche all’invenzione di una finta malattia (“Morbo di K”, K come Kesselring e Kappler) che avrebbe salvato decine di perseguitati romani dalla deportazione nei campi di sterminio in quanto le Ss si tenevano alla larga da chi aveva come diagnosi quel male “contagiosissimo”. Ossicini ha raccontato delle cartelle falsificate e dell’impegno antifascista nell’ospedale in un libro e in diverse fortissime testimonianze. Fino all’ultimo, a chi veniva a trovarlo da ricoverato, ha ricordato quanto accaduto in quegli anni di resistenza che a lui costarono anche l’arresto e le torture. Dal carcere uscì solo grazie all’intercessione del Vaticano. Francesco Saverio Borrelli, il magistrato il cui nome è legato da sempre al pool di Mani Pulite. Era entrato in magistratura nel 1955 e quasi tutta la sua carriera si è svolta nelle aule del tribunale di Milano, fino a quel suo discorso da procuratore generale della Corte d’Appello, nel 2002, che si concludeva con una parola ripetuta tre volte, un appello per l’indipendenza della magistratura rimasto famoso: “Resistere, resistere, resistere, come sulla linea del Piave”. Mohamed Morsi faceva parte dei Fratelli musulmani, un movimento politico islamista molto influente nel mondo arabo, e stava scontando una condanna a sette anni per aver falsificato la sua candidatura nella corsa alle presidenziali del 2012. Nel giugno di quell’anno, dopo le proteste di piazza Tahrir che avevano portato alla deposizione dell’ex presidente Hosni Mubarak, Morsi vinse le prime elezioni libere con il 51% dei voti contro il 48% di Ahmed Shafiq, ex primo ministro di Mubarak. La sua destituzione dal potere fu approvata da molti esponenti noti della società civile egiziana. La sua presidenza era stata molto contestata e controversa, nonostante fosse il frutto delle prime elezioni libere dell’Egitto, per il piglio autoritario con cui Morsi aveva iniziato il suo governo e la visione islamista delle questioni costituzionali e sociali. Da poco al potere, si attibuì poteri molto ampi in materia giudiziaria e avviò l’iter per l’approvazione della nuova Costituzione che avrebbe dovuto assumere la sharia, la legge islamica, come “principale fonte della legislazione egiziana”. A questa svolta si opposero le minoranze religiose, come quella dei copti, e anche molti cittadini, non solo laici, ma le proteste di piazza furono ignorate dal nuovo presidente. Deposto con un colpo di Stato nel 2013, Morsi fu imprigionato e processato con diverse accuse per le quali negli anni è stato condannato. La Fratellanza fu messa al bando in Egitto e molte delle sue figure di spicco imprigionate. Nel maggio 2015 arrivò la sentenza più pesante, la pena di morte per l’ex presidente, accusato di aver fatto evadere dal carcere i vertici dei Fratelli musulmani nel 2011, ma in seguito il tribunale penale del Cairo la annullò e decise che il processo era da rifare. Jacques Chirac, sindaco di Parigi per 18 anni. Tenta più volte la corsa all’Eliseo; ma ci riesce solo al terzo tentativo, nel 1995; venendo poi riconfermato una seconda volta. Robert Mugabe è stato primo ministro dello Zimbabwe dal 18 aprile 1980 al 31 dicembre 1987; e presidente dal 31 dicembre 1987 al 21 novembre 2017, oltre a essere stato il leader del partito Zimbabwe African National Union (ZAPU). Dal 24 luglio 2014 fino alle dimissioni è stato il più anziano capo di Stato o di governo del mondo. È stato accusato di aver instaurato un regime dittatoriale nel suo paese, diventando “l’ultimo re politico africano”. Il 21 novembre 2017, dopo un potere quasi quarantennale, si è dimesso da Presidente dello Zimbabwe, dopo essere stato posto sotto la custodia dell’esercito in occasione del colpo di Stato del 15 novembre.

Mondo del LavoroKarl Lagerfeld è stato uno stilista e fotografo tedesco. Ha reso il suo nome sinonimo di indipendenza creativa, collaborando con varie etichette di moda. È stato direttore creativo di Fendi insieme a Silvia Venturini Fendi e di Chanel oltre ad aver firmato una sua linea. Emanuel Ungaro creò la propria griffe nel 1965 e presentò la sua prima collezione durante il periodo di massima della moda futurista. Il suo marchio di fabbrica sarà sempre un mix di stampe e sfumature luminose su drappeggio. Il negozio principale di Emanuel Ungaro si installò all’inizio di Avenue Montaigne a Parigi. Negli anni Ottanta era uno dei cinque grandi nomi dell’alta moda parigina. Nel 1996 la sua azienda fu acquistata dal gruppo italiano Ferragamo. Ungaro si ritirò quindi dalla gestione dell’azienda. Lasciò definitivamente il mondo della moda parigina il 26 maggio 2004 dopo oltre 35 anni di collezioni. Giorgio Squinzi era diventato noto anche agli appassionati di calcio per la cavalcata del suo Sassuolo, acquistato nei bassifondi della serie C2 e portato a far stabilmente parte della serie A, dove sta disputando il settimo campionato di fila. Squinzi era un competente appassionato sia di calcio, sia di ciclismo. Dopo essersi progressivamente disimpegnato dal mondo delle due ruote, dove la sua Mapei è stata, per un decennio, una squadra dominante a livello mondiale, Giorgio Squinzi ha acquistato la squadra che giocava nella città dove ha sede il cuore produttivo della sua azienda, Sassuolo appunto, e in pochi anni ha cominciato una cavalcata che lo ha portato a sedersi nel salotto buono del calcio italiano. La proprietà di Squinzi non si è distinta soltanto per una dimensione di investimenti importante per una squadra provinciale, ma anche per una gestione sportiva e imprenditoriale molto oculata. Dalle maglie neroverdi sono passati, in questi anni, tecnici e giocatori che si sono poi affermati in contesti maggiori, ma il Sassuolo è anche una delle poche squadre del campionato ad avere uno stadio di proprietà, quello di Reggio Emilia, sul modello delle squadre inglesi, già attuato dalla Juventus. Alberto Rizzoli, nipote di Angelo, fondatore della casa editrice di famiglia si è tolto la vita sparandosi un colpo di pistola alla Garzaia di Villarasca, l’oasi naturale di cui era stato proprietario a Rognano, nel Pavese. Nel 1974 divenne amministratore delegato della società e anche presidente della cartiera di Marzabotto. Cinque anni dopo, in contrasto con Angelo, si dimise dalle cariche e fondò il gruppo editoriale Quadratum che pubblica fra l’altro ‘La cucina italiana’.Nel 1983 viene arrestato insieme al fratello con l’accusa di bancarotta, ma viene rilasciato dopo venti giorni e prosciolto definitivamente in fase di istruttoria. A questo punto Alberto abbandona l’editoria e si dedica alla gestione dell’azienda agricola di Rognano, nel Pavese. Nel 2015 pubblica però con il cugino Nicola Carraro il volume ‘Rizzoli, la vera storia di una grande famiglia italiana’, in cui racconta la storia della sua famiglia dal lato privato e in particolare del nonno Angelo, cresciuto orfano dai ‘Martinitt’ a Milano, e morto miliardario, dopo aver fondato la casa editrice che porta il suo nome. Davide Vanoni, padre della controversa terapia Stamina. Il ‘guru’ di Stamina, metodo che prevedeva l’utilizzo di cellule staminali per trattare patologie neurodegenerative, era stato coinvolto in diversi procedimenti giudiziari. I suoi tentativi di imporre la metodica ‘Stamina’ lo hanno portato al centro dell’attenzione dei media e, per qualche tempo, gli hanno conferito una notevole popolarità fra i sostenitori delle cosiddette medicine alternative, ma gli sono anche costati diversi procedimenti giudiziari, uno dei quali ancora in corso a Roma. Per anni fu al centro di una maxi-inchiesta della procura di Torino coordinata dall’allora pubblico ministero Raffaele Guariniello: ne uscì nel 2015 patteggiando un anno e dieci mesi. In un altro processo fu imputato di tentata truffa ai danni della Regione Piemonte per un contributo da 500 mila euro chiesto e ottenuto nel 2007: il reato fu dichiarato prescritto nel 2015. Nel 2017 fu arrestato dai carabinieri del Nas con l’accusa di avere convinto dei pazienti italiani a sottoporsi alla metodica ‘Stamina’ in Georgia.

Giornalismo. Massimo Bordin, voce storica di Radio Radicale. Eterno alter ego di Marco Pannella, suo amico oltre che editore, era stato tra le altre cose l’interlocutore del leader radicale nella conversazione domenicale. Si era dimesso dalla direzione della testata in seguito a divergenze con l’allora leader radicale, aveva però continuato a collaborare con la Radio. Vittorio Zucconi, è stato a lungo corrispondente (prima da Mosca, poi dagli Stati Uniti) raccontando il mondo e i grandi eventi per Repubblica. È stato anche direttore del sito di Repubblica e di Radio Capital. Figlio di Guglielmo Zucconi, un altro grande giornalista, era nato a Bastiglia in provincia di Modena il 16 agosto 1944. Scrittore di numerosi saggi, aveva lavorato anche per La Stampa e il Corriere della Sera. Ida Colucci, giornalista tv storico volto del Tg2, del quale fu conduttrice e inviata, vicedirettrice e infine direttrice dal 2016 al 2018. Delia Vaccarrello, fu un’attivista italiana per i diritti LGBT; giornalista di professione, tenne docenze in tale disciplina a Bologna e Urbino e curò rubriche sulla stampa periodica nazionale legate a tematiche antidiscriminatorie. Lesbica autodichiarata, nel 2005 collaborò a un progetto del comune di Venezia contro l’omofobia e per l’educazione alla cittadinanza. Curò per Mondadori un’antologia in più volumi sull’amore tra donne, Principesse azzurre. Andrea Camilleri, scrittore famoso per libri sul commissario Montalbano. Camilleri è stato tradotto in almeno 120 lingue (tra cui inglese, francese, tedesco, spagnolo, portoghese, irlandese, russo, polacco, greco, norvegese, ungherese, giapponese, ebraico e croato) e ha venduto più di 10 milioni di copie. Luciano De Crescenzo, scrittore, sceneggiatore, regista, attore e conduttore. Era un autore di successo, volto televisivo, grande divulgatore, ha esordito come scrittore nel 1977 con Così parlò Bellavista. Da allora ha pubblicato oltre 40 libri, tradotti in 21 lingue. Tra le sue opere, tutte pubblicate da Mondadori, ricordiamo: Raffaele, La Napoli di Bellavista, Zio Cardellino, Storia della filosofia greca, Oi dialogoi, Vita di Luciano De Crescenzo scritta da lui medesimo, Elena, Elena amore mio, Il dubbio, Croce e delizia, Panta rei, Ordine e disordine, Nessuno, Sembra ieri, Il tempo e la felicità, Le donne sono diverse, La distrazione, Tale e quale, Storia della filosofia medioevale, Storia della filosofia moderna. Da Niccolò Cusano a Galileo Galilei, Storia della filosofia moderna. Da Cartesio a Kant, I pensieri di Bellavista, Il pressappoco, Il caffè sospeso, Socrate e compagnia bella, Ulisse era un fico, Tutti santi me compreso, Fosse ‘a Madonna!, Garibaldi era comunista, Gesù è nato a Napoli, Ti porterà fortuna, Stammi felice, Ti voglio bene assai, Non parlare, baciami, Napoli mia e Sono stato fortunato.

MusicaGiampiero Artegiani, storico paroliere della musica italiana.  Portano la sua firma molte altre pietre miliari della musica italiana tra le quali “Perdere l’amore” di Massimo Ranieri,  ‘La mia libertà’, scritta insieme a Franco Califano, ma anche successi di Michele Zarrillo, tra i quali ‘Mani nelle mani’, presentata al Festival di Sanremo nel 2017. Artegiani, oltre che autore di testi, fu anche produttore e discografico. Fred Buongusto fu molto popolare negli anni Sessanta e Settanta come il classico cantante confidenziale che spopolava in quegli anni. Uno dei suoi successi internazionali fu la canzone ‘Una rotonda sul mare’.

SportNiki Lauda dai tre titoli Mondiali, di cui due con la Ferrari, all’incredibile finale del campionato 1976 dove rinunciò a correre sotto il diluvio sul circuito giapponese del Fuji ‘consegnando’ il titolo al rivale di sempre James Hunt e ne incrinò irrimediabilmente i rapporti con la Rossa. Una vita da film, quella del pilota leggenda Niki Lauda poi diventato imprenditore e uomo Mercedes, come ricostruito bene anche nell’ultima e fortunata pellicola ‘Rush’, sconvolta dal terribile incidente al Nurburgring che lo lasciò sfigurato: fu estratto incosciente, ma vivo, e con ustioni di terzo grado su tutto il corpo dall’abitacolo della sua monoposto dal collega italiano Arturo Merzario, si salvò e ricominciò a correre quasi subito. Oltre alle fiamme che ne segnarono il volto per sempre, il pilota austriaco fu fiaccato dalle inalazioni dei velenosi fumi di benzina che evidentemente ne danneggiarono i polmoni. Felice Gimondi, lascia un marchio indelebile nella sttoria del ciclismo italiano essendo stato uno dei grandissimi capace di vincere le tre grandi corse a tappe: Il Giro d’Italia, il Tour de France e la Vuela Espana. Oltre a questo va aggiungo anche il titolo di Campione del Mondo, nel 1973.

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