
Una campagna elettorale caratterizzata da forti divisioni quella sviluppatasi nel Paese balcanico in vista del voto, dove la bassa affluenza al voto (il 41,92%), anche monitorato da osservatori dell’Osce e da alcune organizzazioni locali, ha prodotto il mancato raggiungimento della quota necessaria (50% + 1) per determinare il vincitore.
“Il secondo turno sarà più facile – ha dichiarato Pendarovsky durante il suo discorso dopo i risultati degli spogli – “E lo sarà per le differenze enormi che esistono fra me e Gordana Siljanovska. Andare avanti insieme è ciò che ne guadagneremo: tornare indietro non può essere un’opzione, tornare indietro è sinonimo di blocco e crisi insieme”.
“Nel ballottaggio le priorità saranno come sempre l’economia e il lavoro. Una vita migliore di quella che abbiamo – ha affermato dal canto suo la Siljanovska-Davkova, che ha aggiunto-: “In Macedonia però non potremo avere nessuna economia senza regole”.
Tra i due è testa a testa. Gli ultimi dati diffusi dalla commissione elettorale assegnano infatti a Pendarovski il 42,72% dei consensi, rispetto al 42,58% di Siljanovska-Davkov, una percentuale di consensi pressocché analoga.
Queste elezioni sono le prime che si svolgono dopo l’entrata in vigore dell’accordo con la Grecia sulle nuove nome del Paese ex jugoslavo.
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