Europa

Montenegro, Djukanovic presidente

Domenica 15 aprile in Montenegro si sono svolte le elezioni presidenziali, che sono state vinte al primo turno da Milo Djukanovic, leader del Partito democratico dei socialisti (Dps) al governo. Djukanovic era già stato presidente tra il 1998 e il 2003, è stato per sei volte a capo del governo, si definisce filo-occidentale ed europeista.

I risultati definitivi non sono ancora arrivati, ma secondo l’ONG indipendente CEMI incaricata di annunciare l’esito, Milo Djukanovic dovrebbe ottenere più del 53,5 per cento dei voti, molto più del candidato arrivato secondo, Mladen Bojanic (lo sfidante principale sostenuto dalle opposizioni che sono legate in vari modi alla Serbia o alla Russia) che dovrebbe aver ottenuto circa il 35 per cento. Bojanic ha riconosciuto la sconfitta dicendo semplicemente: «Il Montenegro ha scelto ciò che ha scelto». Milos Nikolic, un esponente del DPS, ha dichiarato che Djukanovic è il nuovo presidente del Montenegro e che «non ci sarà un secondo turno».

Il leader del Partito democratico dei socialisti si è imposto al primo turno. Ha sostenuto l’ingresso del Paese nella Nato lo scorso anno ed è a favore di un’accelerazione della candidatura per l’entrata nell’Ue.

Milo Djukanovic, leader del Partito democratico dei socialisti (Dps), ha vinto al primo turno le elezioni presidenziali in Montenegro. I risultati dello spoglio, con il 90,5 % delle schede scrutinate, assegnano a Djukanovic il 54,2% delle preferenze rispetto al 33,3% andato a Mladen Bojanic, sostenuto da varie forze di opposizione. Il numero uno del Dps ha sostenuto l’ingresso del Paese nella Nato dello scorso anno ed è a favore di un’accelerazione della candidatura del Montenegro come membro dell’Unione Europea.

Quello di domenica è stato il primo voto da quando il Montenegro è entrato a far parte della Nato lo scorso dicembre. Il risultato elettorale potrebbe costituire una grande spinta per il partito di Djukanovic, già al governo del Paese e impegnato a favorire l’integrazione europea del Paese. “Abbiamo compiuto un’importante vittoria per il futuro europeo”, ha detto Djukanovic, aggiungendo che questa vittoria rappresenta “la conferma della forte determinazione del Montenegro a continuare sulla strada europea”. Sul versante opposto, l’avversario Mladen Bojanic, sostenuto da diversi gruppi di opposizione tra cui quelli filo-russi come il Fronte Democratico, ha promesso di continuare nella sua battaglia nonostante la sconfitta, definendo Djukanovic “l’uomo che tiene in ostaggio il Montenegro e le sue istituzioni”. Bojanic ha, inoltre, denunciato “gravi irregolarità” nelle operazioni di voto.

Il Montenegro, che è diventato un paese indipendente dopo la sua separazione dai serbi nel 2006, ha diversi legami storici ed economici con Russia e Serbia, e negli ultimi anni è anche diventato una meta turistica molto popolare fra i russi. Nel 2012 il Montenegro ha aperto i negoziati per entrare nell’Unione Europea e nel giugno del 2007 è entrato nella NATO.

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