In vigore la legge sugli sprechi alimentari e farmaceutici. L’Italia è il secondo Paese europeo a dotarsi di una normativa di questo tipo, dopo che la Francia lo scorso febbraio ha approvato una legge contro gli sprechi. Mentre il modello francese, però, si concentra sul sanzionamento (previste multe salate e detenzione), l’Italia ha puntato su snellimento burocratico e incentivi per chi si dimostrerà virtuoso.
Ma cosa cambia realmente per il cittadino? Per chi possiede un’attività nel settore alimentare, panifici, gastronomie, farmacie e negozi di abbigliamento diventa più semplice donare le eccedenze a bisognosi ed organizzazioni non profit, e ricevere benefici a livello fiscale. Nella pratica, ci sarà la possibilità di avere sconti sulla tassa rifiuti, in misura proporzionale al cibo o al materiale che si è donato, a patto che la donazione sia tracciata e sia possibile fornirne prova.
La palla a questo punto passa alle Regioni, che dovranno varare delle linee guida e dei regolamenti, per promuovere comportamenti responsabili per dotare i ristoratori di contenitori riutilizzabili, realizzati in materiale riciclabile, per consentire ai clienti di portare a casa i propri avanzi.
Alimenti che abbiano superato il termine minimo di conservazione possono essere donati, così come i prodotti da forno non venduti o somministrati entro le 24 ore successive alla produzione, purché siano garantite l’integrità dell’imballaggio primario e le idonee condizioni di conservazione.
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