Il mio editoriale

Sanremo 2013

Questo Sanremo è andato ben oltre le previsioni. E’ stato un successo sia di pubblico, che di contenuti. Per trovare un Sanremo che abbia avuto più successo di questo si deve tornare indietro al festival del 2000, anch’esso condotto da Fazio. Poi c’è da dire che in questi tredici anni, vista la situazione politica, Fazio era stato abbastanza ostracizzato e mai in lizza per condurre Sanremo. Fazio ha portato al festival la musica lirica con Verdi e Wagner e fatto ascoltare musiche che il vasto pubblico normalmente non ascolterebbe.

In questo festival c’era la grande novità della doppia canzone per ogni cantante. L’idea è stata buona, ma in alcuni casi è stata scelta dal pubblico la canzone più brutta. Il fatto è che la scelta è stata fatto solo dopo un ascolto e a rimetterci di più fra tutti sono stati Malika Ayane, Simone Cristicchi e i Marta sui tubi. Altra grossa novità di quest’anno è il ritorno della giuria di qualità. Se nella sezione Campioni la giuria di qualità ha premiato il cantautorato risistemando la classifica che avvantaggiava i ragazzi usciti dai talent per merito del televoto; nella sezione Nuove Proposte è accaduto il contrario visto che in fatti il televoto aveva premiato il brano di Renzo Rubino, ma la giuria di qualità ha fatto arrivare ai primi due posti Antonio Maggio e Ilaria Porceddu entrambi usciti da X Factor.

Ma non ci si può esimere dal parlare di Luciana Littizzetto visto che è stata la grande mattatrice di questa edizione. Anche se c’erano state altre conduttrici (Goggi, Ventura, Carrà e Clerici) solo in poche altre edizioni c’era stata una conduzione davvero paritaria. La Littizzetto è stata sempre sul pezzo e irresistibile in tutte e cinque le puntate. Da citare in modo particolare il discorso contro la violenza delle donne e il balletto flash mob.