Governo Renzi: trentesimo mese (pagelle)

Governo Renzi: trentesimo mese (pagelle)

Governo Renzi: trentesimo mese (pagelle)
Andrea Orlando

Matteo Renzi (9), presidente del Consiglio. Il Senato ha approvato, con 184 voti favorevoli il DL sul bilancio degli enti locali. Il provvedimento passa ora alla Camera. Il voto al Senato ha superato la soglia dei 161 voti a favore necessari perché la modifica è legata all’equilibrio di bilancio prevista dall’art.8 della Costituzione. Alla Camera sarà necessario lo stesso il superamento della maggioranza assoluta. Nelle dichiarazioni di voto M5S ha optato per il voto contrario,Sel,Fi, Lega astenuti;Ala di Verdini a favore. La Camera ha approvato un emendamento del Pd al ddl di contrasto alla povertà che prevede un “l’introduzione di una misura nazionale di contrasto della povertà”, denominata “reddito di inclusione”. A favore hanno votato 226 deputati della maggioranza, contro 50 dei gruppi di opposizione. Il premier Matteo Renzi dichiara: “La prima misura organica della storia repubblicana contro la #povertà approvata oggi in prima lettura: 1,6 miliardi in 2 anni”.

Andrea Orlando (7 1/2), ministro della Giustizia. La Camera dei deputati ha approvato in via definitiva la proposta di legge di Paolo Bolognesi, presidente dell’Associazione vittime della strage di Bologna, che introduce il reato di depistaggio, punito con il carcere da 3 a 8 anni, che salgono a 12 quando è commesso in un processo per reati gravi come la strage. I sì sono stati 325, un solo “no”, quattordici gli astenuti. La nuova norma sostituisce l’art. 375 del codice penale (finora relativo alle circostanze aggravanti dei delitti di falsità processuale) per punire con la reclusione da 3 a 8 anni il pubblico ufficiale o l’incaricato di pubblico servizio che compia una delle seguenti azioni, finalizzata ad impedire, ostacolare o sviare un’indagine o un processo penale, affermare il falso o negare il vero ovvero tacere in tutto o in parte ciò che sa intorno ai fatti sui quali viene sentito, ove richiesto dall’autorità giudiziaria o dalla polizia giudiziaria di fornire informazioni in un procedimento penale. La norma ha carattere sussidiario: è applicabile solo quando il fatto non presenti gli estremi di un più grave reato.

Maria Elena Boschi (6 1/2), ministro delle Riforme, dei Rapporti con il Parlamento e delle Pari Opportunità. Approvata la legge di riforma dei partiti (approvata in prima lettura alla Camera con 268 voti a favore, 36 contrari e 112 astensioni), intende conseguire. Il testo prevede anzitutto che l’organizzazione e il funzionamento dei partiti, movimenti e gruppi politici devono essere improntati al principio della trasparenza e al metodo democratico, al fine di «favorire – dice l’articolo 1 – la più ampia partecipazione dei cittadini alla vita politica». Sono integrate le disposizioni già esistenti sul contenuto necessario degli statuti dei partiti registrati, introducendo regole per l’istituzione e per l’accesso all’anagrafe degli iscritti e richiedendo l’indicazione dei criteri di ripartizione delle risorse tra organi centrali e le eventuali articolazioni territoriali. Si riconosce il principio della ripartizione delle risorse tra organi centrali e territoriali. Punto centrale è che il partito, il movimento o il gruppo politico «detiene l’esclusiva titolarità della denominazione e del simbolo di cui fa uso». Quindi il simbolo e la denominazione non possono appartenere a un singolo individuo, riducendo, almeno questa è l’intenzione, il rischio del partito personale. Con 237 voti a favore, 5 contrari e 102 astenuti l’aula della Camera ha approvato in via definitiva in terza lettura la proposta di legge ritrasmessa dal Senato che introduce nell’ordinamento il reato di negazionismo. Contrastanti le opinioni dei partiti. Per il deputato di Forza Italia, Francesco Paolo Sisto, “è una norma tecnicamente orribile: scritta malissimo, non ha né capo né coda, modificata dal Senato in modo scellerato”. Per il Pd, invece, “è una legge che guarda al futuro”. Per Chiara Gribaudo, vice-presidente del gruppo dem di Montecitorio, “il Parlamento intende contrastare una delle forme più sottili e striscianti della diffamazione razziale, della xenofobia a sfondo antisemita.

Carlo Calenda (6 1/2), ministro dello Sviluppo Economico. In vigore la legge sugli sprechi alimentari e farmaceutici. Per chi possiede un’attività nel settore alimentare, panifici, gastronomie, farmacie e negozi di abbigliamento diventa più semplice donare le eccedenze a bisognosi ed organizzazioni non profit, e ricevere benefici a livello fiscale. Nella pratica, ci sarà la possibilità di avere sconti sulla tassa rifiuti, in misura proporzionale al cibo o al materiale che si è donato, a patto che la donazione sia tracciata e sia possibile fornirne prova. Alimenti che abbiano superato il termine minimo di conservazione possono essere donati, così come i prodotti da forno non venduti o somministrati entro le 24 ore successive alla produzione, purché siano garantite l’integrità dell’imballaggio primario e le idonee condizioni di conservazione.

Dario Franceschini (6), ministro dei Beni Culturali. Se gli anni passati il 15 Agosto è stata una delle note dolenti per il sistema museale italiano che teneva serrati molti dei portoni dei suoi musei, quest’anno la dichiarata apertura anche nella giornata di metà agosto e di lunedì, da parte del ministro per la Cultura e il Turismo, Dario Franceschini, sembra suonare come una voglia di ripensare l’offerta culturale. Una decisione che peraltro non poteva non considerare che nel 2015 proprio nella giornata tra il 15 ed il 16 si sono registrate oltre 30 mila presenze.

Marianna Madia (6), ministro della Semplificazione e della Pubblica AmministrazioneTolleranza zero nei confronti dei furbetti del cartellino e dei dirigenti pubblici che si girano dall’altra parte. A dare man forte arriva il Governo che approva il pacchetto sulla P.A. presentato dal ministro Marianna Madia, e che va ad aggredire un argomento molto sentito nell’opinione pubblica, quello dei fannulloni nella pubblica amministrazione. Per il dirigente che si gira dall’altra parte” rispetto ai furbetti del cartellino “è previsto il licenziamento”.

Beatrice Lorenzin (6), ministro della Salute. Il disegno di legge sul dopo di noi, in materia di assistenza in favore delle persone con disabilità grave prive del sostegno familiare o che potrebbero essere in futuro prive di tale sostegno, è stato approvato in seconda lettura dal Senato con modifiche apportate in sede referente dalla XI Commissione. Il via libera è arrivato con 181 voti favorevoli e 20 contrari. Con 312 “sì’”, 64 “no” e 26 astenuti, la Camera ha approvato in via definitiva il disegno di legge “Dopo di noi” sull’assistenza alle persone con disabilità grave dopo la morte dei genitori o del tutore. Hanno votato a favore tutti i partiti tranne M5S che si è opposto e Sinistra italiana che si è astenuta. Diventa legge dello Stato l’accertamento diagnostico neonatale obbligatorio per la prevenzione e la cura delle malattie metaboliche ereditarie. L’obiettivo è quello di consentire in tempo utile, la diagnosi di malattie metaboliche e rare per le quali è oggi possibile effettuare una terapia. “Sono molto soddisfatta per l’approvazione in Commissione del Senato, in sede deliberante, della legge in materia di screening neonatali per la prevenzione e la cura delle malattie metaboliche ereditarie. Si tratta di misure significative che ho fortemente sostenuto – dichiara il Ministro Lorenzin – e voglio esprimere la mia personale gratitudine per il lavoro svolto da tutti i gruppi parlamentari, capaci di raggiungere un obiettivo fondamentale come lo screening neonatale, la diagnosi precoce di patologie per la tempestiva presa in carico ed avvio di adeguato trattamento”.

 Pier Carlo Padoan (6), ministro dell’Economia.Può il benessere di una nazione essere misurato solo attraverso il Pil? Oggi, dopo la crisi economica, in molti pensano che i numeri sterili non siano più sufficienti a valutare la “salute” di uno Stato e dei suoi cittadini. Così anche la legislazione italiana è pronta ad adeguarsi. La Camera ha approvato la riforma della legge di Bilancio con importanti novità. La prima è appunto l’introduzione del Bes -Indicatore di Benessere equo e solidale – che si affiancherà al Pil fra gli indicatori finanziari. Entro il 15 febbraio di ogni anno le Camere dovranno votare una risoluzione che valuta gli effetti delle politiche governative sul Bes (es. interventi su ambiente, asili nido, trasporti, ecc.). Più attenzione anche alla parità fra uomo e donna: il Tesoro dovrà presentare al Parlamento una relazione annuale sull’impatto delle politiche fiscali ed economiche sulle politiche di genere.

Giuliano Poletti (5 1/2), ministro del Lavoro. Voucher per disoccupati al via. La tabella di marcia, anche temporale, la scandisce il ministro del Welfare Giuliano Poletti. Il provvedimento scatterà a settembre e riguarderà coloro che sono rimasti senza lavoro da più di quattro mesi. L’importo dei voucher oscilla tra i 2mila e i 5mila euro e potranno essere spesi “presso i centri per l’impiego pubblici e privati autorizzati, i quali lo incasseranno solo se entro sei mesi avranno trovato un lavoro a chi lo cerca. Si tratta di un intervento che in una prima fase potrebbe riguardare 50mila disoccupati”, ha spiegato il ministro che si è poi soffermato sulla nuova fase del sostegno relativo all’inclusione attiva di chi vive in povertà.

Claudio De Vincenti (5 1/2), sottosegretario alla Presidenza del Consiglio. Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Claudio De Vincenti ha trasmesso al Consiglio di Stato, per il previsto parere, lo schema di Dpcm (Decreto della presidenza del Consiglio dei ministri) che regola il regime transitorio di trascrizione delle unioni civili nei registri dello stato civile. L’ha reso noto palazzo Chigi. Si devono ancora aspettare le valutazioni del Consiglio di Stato, però ora finalmente la parte più difficile del guado, quella del passaggio dal ministero retto dal capo di un partito certamente non vicino alla sensibilità della comunità lgbt (Angelino Alfano), è passato. Prima dell’autunno, salvo incidenti, le unioni civili potranno finalmente essere celebrate.

Stefania Giannini (5 1/2), ministro dell’Istruzione. Il decreto contiene importanti misure per l’edilizia scolastica: in particolare prevede la riduzione della sanzione da applicare nell’anno 2016 ai Comuni che non hanno rispettato il Patto di stabilità interno per l’anno 2015. La riduzione è pari alla spesa per edilizia scolastica sostenuta nel corso dell’anno 2015, purché non sia già oggetto di esclusione dal saldo valido ai fini della verifica del rispetto del patto di stabilità interno.

Maurizio Martina (5 1/2), ministro dell’Agricoltura.  Soddisfazione per il primo via libera al disegno di legge sul “Contenimento del consumo del suolo ed il riuso del suolo edificato”, oggi alla Camera, è espressa dal ministro delle Politiche agricole Maurizio Martina. “L’Italia ha bisogno di questa legge anche per colmare un gap rispetto ad altri Paesi, tutelando la nostra agricoltura, conservando il paesaggio, che è uno dei nostri punti di forza assoluti, e stimolando anche l’edilizia di riuso e la rigenerazione urbana con il recupero di aree già occupate e strutture già esistenti.

Paolo Gentiloni (5), ministro degli Esteri. E’ fiero, il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni, del contributo che la ricerca italiana è in grado di dare al Cern, il cuore internazionale della fisica delle particelle. Lo ha detto oggi lo stesso Gentiloni, in visita ai laboratori del Cern guidato dal direttore generale Fabiola Gianotti. “Sono fiero e sorpreso per il contributo importante dell’Italia” al Cern in termini di quantità di ricercatori coinvolti e di collaborazione con l’industria italiana. Il ministro ha inoltre sottolineato sia la dimensione europea del Cern sia la sua importanza a livello globale, con ricercatori che provengono da numerosi Paesi non europei, attratti da un centro che costituisce un polo di eccellenza nel campo della ricerca fondamentale. Gentiloni ha incontrato inoltre il direttore delle Relazioni internazionali del Cern, Charlotte Warakaulle, e i responsabili del dipartimento di Fisica Teorica, Gian Giudice, e dell’esperimento Alice, Paolo Giubellino.

Graziano Delrio (4 1/2 ), ministro delle Infratrutture e dei Trasporti. Delrio, nel corso di un intervento a Napoli, ha affermato sul Porto di Napoli: “Le nomine arriveranno presto, ma ora la cosa più importante per Napoli è dare una spinta definitiva ai lavori, rendere pienamente operativo il porto che è una delle chiavi dello sviluppo della città per creare economia e posti di lavoro”. “L’interesse sul porto di Napoli – ha aggiunto – è fortissimo, ne ho avuto prova anche oggi incontrando operatori internazionali. Un interesse crocieristico e commerciale. Vogliamo dare una spinta definitiva a questi lavori. Napoli merita di avere un porto funzionante e grazie al porto merita di avere un’economia migliore”.

Angelino Alfano (4 1/2), ministro degli Interni. Il ministro sul burkini. “Stiamo lavorando per agevolare il consolidamento di un modello di imam che abbia una formazione in Italia per poter operare nel nostro Paese. Inoltre, chiediamo alle comunità islamiche un contributo per individuare i soggetti che si radicalizzano anche per intensificare i controlli sui finanziamenti in arrivo dall’estero. È necessaria un’emersione di tutti i luoghi di culto, con pieno rispetto delle regole, per evitare le mini moschee nei garage”.

Enrico Costa (4), ministro degli Affari Regionali e Famiglia. La famiglia, ha sottolineato ancora Costa, “è la prima impresa italiana” e “non deve essere un soggetto neutro di fronte al legislatore e al fisco”. Lo strumento del “Fattore famiglia è una proposta” del Forum “molto seria, complessa, interessante, che ha un obiettivo assolutamente condivisibile: favorire le famiglie in rapporto al numero dei figli. È un tema sul quale stiamo ragionando”.

Roberta Pinotti (3 1/2), ministro della Difesa. Il tentativo (del governo) di silenziare le bombe in Libia è destinato a infrangersi in Parlamento. Ecco Mario Mauro, ex ministro della Difesa. Il suo successore Roberta Pinotti ha appena ammesso che, se richiesto, daremo la base di Sigonella per i raid (leggi qui l’intervento in Aula del ministro): “Sa – dice Mauro – cosa stanno facendo? Glielo dico che a quel ministero ci sono stato. Stanno facendo il gioco delle tre carte. Gentiloni dice ‘valuteremo’, la Pinotti il giorno dopo dice una frase su quel che è ovvio ed è stato già deciso e cioè che daremo le basi, e domani? Domani è prevista la riunione delle commissioni Eteri e Difesa congiunte. E loro mandano i sottosegretari, non i ministri, per non metterci la faccia. E lì le opposizioni li aspettano…”.

Gianluca Galletti (3 1/2), ministro dell’Ambiente. Il governo è preoccupato per la situazione dei rifiuti a Roma e lo dice per bocca dell ministro dell’Ambiente, Gian Luca Galletti. La questione dei rifiuti a Roma, afferma il ministro durante il question time alla Camera, “è motivo di profonda preoccupazione. Nella capitale d’Italia la situazione rifiuti si è fatta francamente preoccupante”. “Le competenze del ministero dell’Ambiente – chiarisce il ministro – riguardano il rispetto della normativa comunitaria, la vigilanza sul ciclo integrato dei rifiuti e l`esercizio del potere regionale di pianificazione: la realizzazione di una rete integrata e adeguata di impianti ed il rilascio delle relative autorizzazioni spetta alla regione e la corretta gestione del servizio di raccolta riguarda Roma Capitale”. Secondo Galletti “è dunque compito del comune, anche tramite la sua società in-house Ama, avviare il rifiuto agli impianti autorizzati, nel rispetto dei principi di prossimità, economicità e sostenibilità ambientale, garantendo alle utenze un servizio adeguato e commisurato al sistema tariffario, che vede a Roma Capitale, costi specifici annui pro capite più elevati rispetto ai valori medi di altre regioni, come confermato dal rapporto rifiuti Ispra 2015”.

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