Non c’è dubbio che aver vinto a Torino e a Roma e aver regalato a queste due città il loro primo sindaco donna, per il Movimento 5 Stelle è un fatto storico; ma bisogna considerare che i grillini si avvantaggiano sullo sfracelo altrui. Si sono candidati in pochi comuni e solo in tre di essi vanno al ballottaggio (zero vittorie al primo turno); ma giunti al secondo turno la loro percentuale di vittoria è del centopercento.
Questo perché i due poli di centro sinistra e di centrodestra sono sfaldati e non sono più una comunità omogenea. L’eccezione ormai è quando si sono presentati uniti su candidato competitivo e non quando ognuno ha fatti per sé. Nel M5s, invece, c’è entusiasmo e da parte degli elettori anche voglia di metterlo alla prova (nonostante il malgoverno di Livorno e Ragusa ecc.)
Di certo al ballottaggio i grillini attirano gli elettori degli altri poli; mentre quando capita a loro il non riuscire ad accedere al secondo turno se ne restano a casa e non si spendono per nessuno. Per i grillini davvero centrdestra e centrosinistra sono il “partito unico”. Capita invece che l’elettorato di centrodestra pur di non vedere vincere il Pd vada a votare i grillini. (Son si può sapere come si comporta in questi casi l’elettorato di centrosinistra in quanto sempre al ballottaggio).
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