Europa

Violenze a Colonia

Violenze a Colonia

Violenze a Colonia

È come se un meteorite si fosse abbattuto su Colonia. Come se fosse successo qualcosa di inaudito. Dopo che oltre novanta donne sono state aggredite durante i festeggiamenti per il capodanno da uomini ubriachi e apparentemente di origine nordafricana e mediorientale, molti tedeschi ritengono che nel paese le donne siano alla mercé di orde di immigrati. Il ministro della giustizia Heiko Maas ha parlato di una “dimensione completamente nuova per la criminalità organizzata”. Ma non è così semplice. L’obiettivo delle aggressioni era il furto, le violenze sessuali erano solo un diversivo. Questo non rende meno grave l’episodio: si è pur sempre trattato di violazioni dell’integrità fisica delle donne. Ma le molestie sessuali su vasta scala non sono una novità. Anche se molti non se ne vogliono rendere conto, in tutte le grandi manifestazioni in cui l’alcol abbonda le donne devono affrontare una triste realtà: essere toccate contro la loro volontà. Nell’Unione europea una donna su due è stata vittima di violenze fisiche o sessuali.

Chi vuole cambiare la situazione deve pensare alla società nella sua interezza. Per certi maschi tedeschi, il carnevale o l’Oktoberfest non sono divertenti senza qualche palpatina. Fin troppo spesso la colpa viene data alle vittime: la gonna troppo corta, lo sguardo troppo invitante. Succede a Colonia come in piazza Tahrir al Cairo o al parco Gezi di Istanbul. Gli uomini che molestano le donne sono uguali in tutto il mondo. Ma molti tedeschi la pensano diversamente. Mentre alcuni già chiamano alle armi, il partito Alternative für Deutschland vuole chiudere le frontiere ed espellere i “richiedenti asilo che hanno commesso reati”. Per i populisti di destra la colpa è degli stranieri. Ma la loro idea della donna non è affatto migliore di quella dei molestatori. “Peccato che non sia toccato a voi”, si sentono rispondere su Twitter le donne che si oppongono al razzismo. Episodi come quello di Colonia devono essere scongiurati. Ma gli esagitati con la bava alla bocca non possono contribuire alla soluzione: con la loro retorica antifemminista sono parte del problema.

In Germania la tensione sociale continua quindi a salire, imponendo ad Angela Merkel di intervenire quanto prima, visto anche e soprattutto il crollo di popolarità che stanno avendo le politiche di accoglienza dei profughi volute dalla cancelliera. Ecco così che a Berlino si lavora intensamente per istituire al più presto misure di sicurezza che diano una risposta alla popolazione contribuendo di riflesso a calmare gli animi. La via è quella tracciata dal ministro dell’Interno Thomas de Maiziere, che ha parlato chiaramente della necessità di inasprire le leggi vigenti: dopo la dichiarazione di Magonza della settimana scorsa, in cui la base dei cristiano-democratici si è accordata sulla possibilita’ di una perdita del diritto d’asilo per chi si macchi di reati, la Cdu (ovvero il partito della Merkel) detta quindi ora tempi veloci agli alleati di governo per rendere più severe le pene.

A parte qualche distinguo negli accenti, non c’è al momento aria di resistenza nell’Spd: tutti i partiti tedeschi hanno infatti interesse a comunicare uno sforzo massiccio per reagire alla situazione di emergenza, dando un segnale chiaro alla cittadinanza anche per arginare un’eventuale deriva a destra. Il ministero dell’Interno non ha però voluto chiarire quale sia la tabella di marcia in programma: i provvedimenti saranno di sicuro veloci, ma non è possibile dire se saranno presentati già in settimana al Parlamento, anche perché l’azione legislativa dovrà includere anche una serie di modifiche – ancora allo studio – alle pene previste per i reati sessuali, tema rispetto al quale ci sono diversi vuoti ancora da riempire nel diritto tedesco.

5 risposte »

  1. Il problema di base è ignorato ad arte: da dove sono venuti questi signori? Chi li ha fatti entrare? Qual’è la loro storia pregressa? Risolvere i problema senza prima averli compresi è un esercizio al limite dell’impossibile.

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