
Procreazione o fecondazione assistita?
Prima di affrontare l’argomento di fecondazione assistita e procreazione assistita è bene chiarire le differenze esistenti tra l’una e l’altra. Le due parole, infatti, vengono spesso utilizzate come sinonimi nonostante abbiano, in realtà una sfumatura nel significato che le differenzia.
Il termine procreazione ha una derivazione teologica e, non a caso, è quello utilizzato dalla normativa italiana nella legge 40 che regola la riproduzione assistita. Parlando di procreazione ci si riferisce “all’insieme degli artifici medico-chirurgici finalizzati al favorire la soluzione dei problemi riproduttivi derivanti dalla sterilità o dall’infertilità […] qualora non vi siano altri metodi efficaci per rimuoverne le cause”.
La procreazione comprendendo anche le terapie farmacologiche o psicologiche complementari e i rimedi che, in generale, investono l’intero processo di riproduzione e non solo il momento di fecondazione dell’ovocita. Con fecondazione, invece, si intende solo il processo che riguarda la fecondazione dell’ovulo da parte dello spermatozoo. La fecondazione risulta quindi essere la parte più importante del processo di procreazione assistita.
Sulla base delle ricerche e degli studi effettuati, statisticamente solo un embrione su tre può raggiungere la data del parto, e per tal motivo si possono impiantare più embrioni in utero al fine di aumentare le possibilità di ottenere almeno una gravidanza. La capacità ricettiva dell’utero umano però è limitata a un solo individuo, e quindi una gravidanza gemellare o multigemellare rappresenta sempre una situazione patologica. Gli embrioni sovrannumerari quindi potrebbero esser criopreservati per ulteriori e successive gravidanze. La crioconservazione è però consentita per temporanea e documentata causa di forza maggiore, non prevedibile al momento della fecondazione. Per quanto riguarda i due o tre embrioni impiantati in utero, è comunque possibile, e sempre più riproducibile, il loro co-attecchimento. In tali casi sarebbe possibile effettuare aborti a scopo preventivo, per ridurre la gravidanza multigemellare a gravidanza semplice (riduzione degli embrioni), ma anche questo è vietato dalla legge, se non in casi di pericolo per la donna.
Categorie:Sanità










































