Guerra

Turchia e Russia allo scontro

Turchia e Russia allo scontro

Turchia e Russia allo scontro

Resta ancora alta la tensione tra Russia e Turchia dopo l’abbattimento di un bombardiere Sukhoi 24 al confine turcosiriano, il 24 novembre. Il presidente turco Recep Tayyip Erdoğan e quello russo Vladimir Putin continuano a scambiarsi accuse reciproche nelle sedi ufficiali, ma le diplomazie sono al lavoro per evitare un’ulteriore escalation.

I vertici turchi e russi hanno avuto i primi contatti già all’indomani dell’abbattimento del Su-24, dopo che il capo di stato maggiore della difesa di Ankara ha invitato gli addetti militari dell’ambasciata russa per informarli dell’accaduto. Ma si attende un incontro politico ad alto livello come segno di riconciliazione tra le parti, nella direzione auspicata dagli Stati Uniti e dagli altri alleati della Turchia nella Nato.

Oltre alla richiesta di un colloquio tra presidenti a Parigi, il ministro degli esteri turco Mevlüt Çavuşoğlu ha proposto alla controparte russa, Sergej Lavrov, un colloquio tra il 3 e il 4 dicembre a margine di una riunione internazionale a Belgrado. Il portavoce del Cremlino Dmitrij Peskov ha confermato che Erdoğan aveva già chiamato Putin circa sette ore dopo l’abbattimento del Sukhoi 24, ma il leader russo non aveva accettato di parlargli. Ricevendo a Mosca il francese François Hollande, Putin si è limitato ad assicurare la sua disponibilità a collaborare con la coalizione guidata dagli Stati Uniti contro i jihadisti, aggiungendo però che “incidenti come la distruzione del nostro aereo e la morte dei nostri militari sono assolutamente inaccettabili” e che se episodi simili si ripeteranno non ci sarà più alcuna cooperazione.

Difficile capire le dinamiche politiche. Forse Erdogan dopo la schiacciante vittoria elettorale pensa di avere carta bianca e vuole mostrare agli americani che la Turchia sta con l’Occidente. O forse è convinto che le promesse della Merkel si avvereranno, che la Turchia riuscirà ad entrare nell’Europa Unita ed a quel punto potrà ignorare l’importanza commerciale della Russia. Oppure si tratta di un errore, spiegazione più plausibile. Secondo alcune fonti turche che vogliono rimanere anonime dopo un certo numero di ‘violazioni’ scatta automaticamente l’ordine di abbattere gli incursori.

Nel frattempo la Russia sta studiando una serie di sanzioni economiche da imporre, comprese quelle relative al commercio di grano e riso. Intanto da venerdì sono state interrotte le autorizzazioni doganali per le spedizioni di frumento dai porti del Mar d’Azov, dove viene gestita la maggior parte dell’esportazione di grano. L’esportazione di grano russo in Turchia è uno dei più importanti scambi tra le due nazioni. Da luglio ad ottobre, la Turchia ha acquistato circa 1,6 milioni di tonnellate di grano russo, è quindi il secondo più grande acquirente della Russia dopo l’Egitto. Se la Turchia venisse tagliata fuori dalle esportazioni russe, gli importatori dovranno pagare dai 30 ai 40 dollari in più per tonnellata di grano perché costretti ad acquistare dal Canada, dall’Australia o dagli Stati Uniti.

6 risposte »

Lascia un commento

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.