Andrzej Duda, 43 anni, ha vinto al ballottaggio con il 51,55% dei voti, superando il suo rivale Bronislaw Komomorowski (l’attuale presidente).
La seduta solenne di entrambe le camere del Parlamento polacco è iniziata alle ore 10:00 (ora europea).
Andrzej Duda ha giurato sulla Costituzione, entrando in carica ufficialmente. In presenza dei deputati, senatori, membri del governo e ambasciatori di Stati stranieri, il nuovo presidente della Polonia ha promesso di essere fedele alla Costituzione e di impegnarsi costantemente per la tutela della dignità del popolo, dell’indipendenza e della sicurezza dello Stato.
Tra gli ospiti della cerimonia c’erano gli ex presidenti della Polonia Bronislaw Komorowski, Alesander Kwasniewski e Lech Walesa, nonché numerosi rappresentanti del governo, della Chiesa e delle Forze armate, diplomatici di vari paesi, parenti e amici di Andrzej Duda.
Aria di festa nel quartier generale del partito Diritto e giustizia Pis di Duda, la formazione fondata dai gemelli Kaczynski che da dieci anni non assaporava una vittoria così significativa. Andrzej Duda è cresciuto politicamente nel partito di destra Diritto e Giustizia (Pis) fondato dai fratelli Lech e Jaroslaw Kaczynski. La sua carriera istituzionale inizia con la carica del viceministro della giustizia (2006-2007) nel governo dell’allora premier Jaroslaw Kaczynski. Poi lavora come segretario di stato quando il suo gemello Lech Kaczynski diventa presidente della repubblica nel 2005. Dopo la morte di Lech Kaczynski nella sciagura aerea del 10 aprile 2010 a Smolensk, Duda si candida invano a sindaco di Cracovia, riuscendo solo a diventare consigliere comunale. Nel 2011 dalle file del Pis viene eletto il deputato e nel 2014 eurodeputato. Da allora è attivo nell’ambito dell’Alleanza dei Conservatori e Riformisti europei. Da candidato presidente, avendo come mentore Jaroslaw Kaczynski, non ha nascosto il suo euroscetticismo, la sua contrarietà all’Europa unita e all’entrata di Varsavia nell’euro, dichiarando di voler tutelare in primo luogo gli interessi della Polonia. Sostenuto dagli ambienti più conservatori dalla Chiesa polacca, ha tra l’altro dichiarato di voler punire con la reclusione le donne che si sottopongono alla fecondazione in vitro. Sposato, ha una figlia, Kinga, che è impegnata nella campagna elettorale del padre.
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