Centrosinistra

Indulto, conflitto d’interessi e legge elettorale

Indulto, conflitto d'interessi e legge elettorale

Da tempo in molti sono infastiditi per il fatto che Matteo Renzi pur essendo il segretario del maggior partito di governo, allo stesso tempo osi criticare i suoi provvedimenti e tratti il premier come se non fosse del suo partito. In realtà è chiaro a tutti che Letta e Renzi hanno un’idea diversa del Pd; ma allo stesso tempo Matteo Renzi ha chiarito che non ha nessuna intenzione di prendere il posto di Letta (anche perchè vuole restare sinbdaco di Firenze), ma non vuole nemmeno perdere tempo o pasticciare come il governo ha fatto finora. Renzi continuam dire ripetutamente che se Letta procede con le riforme può arrivare anche al termine della legislatura.  Ma sia dal partito, che dalla maggioranza vogliono per lo meno che Renzi indichi “dei suoi uomini” come nuovi ministri in un rimpasto di governo in modo che anche lui sia responsabile dell’azione di governo.

Matteo Renzi risponde facendo l’accordo per la riforma elettorale (che non si è mai voluta fare perchè ognuno era intransigente su quello che conveniva al proprio partito) e nei prossimi mesi si occuperò di Job Act e di rimodulare le regole economiche con l’Europa. Enrico Letta risponde proponendo una legge sul conflitto d’interessi. Questa legge, però non è stata effettivamente presentata (alla Renzi), ma è solo un rilancio per guastare le trattative sulla riforma elettorale visto che hanno come maggior interlocutore proprio quella Forza Italia di Silvio Berlusconi che sarebbe il maggior colpito da quella legge. Non che sia giusto farla, per carità; ma bisogna proprio proporla adesso (senza presentarla davvero) dopo vent’anni che non si è mai voluta farla solo per annullare qualunque tipo di possibilità di fare qualunque tipo di riforma. Assurdo.

Letta ha fatto sua anche la proposta del guadasigilli Anna Maria Cancellieri sulla condizione carceraria.  Il decreto carceri prevede la liberazione anticipata ovvero uno sconto di buona condotta aumentato da 45 a 75 giorni ogni 6 mesi di detenzione, l’allargamento nell’applicazione del braccialetto elettronico non solo per chi sta ai domiciliari, l’aumento della soglia di pena da scontare per il quale si può beneficiare dell’affidamento in prova ai servizi sociali da 3 a 4 anni. Fra le novità previste con il decreto c’è l’istituzione del Garante nazionale dei diritti delle persone detenute o private della libertà personale. I componenti non possono assumere cariche istituzionali, anche elettive, ovvero incarichi di responsabilità in partiti politici.

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