Guerra civile in Siria

Guerra civile in SiriaLa primavera araba aveva portato tante speranze anche in Siria, ma qui come altrove sembra essere naufragata. Qui, anzi, non è nemmeno riuscita a cambiare il regime in essere. Bashar al Assad è rimasto al suo posto nonostante la guerra civile alla Russia che il potere di veto all’Onu. Del resto senza il mandato delle nazioni unite nemmeno gli Usa si arrischiano a muoversi, già occupati in diversi fronti e sopratutto con il problema del vicino Iran con cui dal 1979 hanno un pessimo rapporto e che recentemente stanno cercando di riconciliarsi.

Le iniziali proteste hanno l’obiettivo di spingere alle dimissioni il presidente Bashar al-Assad ed eliminare la struttura istituzionale monopartitica del Partito Ba’ath. Col radicalizzarsi degli scontri si aggiunge con sempre maggiore forza una componente estremista di stampo salafita che ha come principale obiettivo l’instaurazione della sharia in Siria.

A causa della posizione strategica della Siria, i suoi legami internazionali e del perdurare della guerra civile, la crisi ha coinvolto i paesi confinanti e l’intera comunità internazionale. Per questo motivo, le nazioni a maggioranza sciita sono intervenute a protezione del governo siriano. Sia l’Iran che l’Iraq cercano di mantenere un governo alleato che permette di creare una macroregione che arriva fino al Libano. Sia combattenti iracheni che iraniani sono presenti a fianco dell’esercito regolare. Il fronte dei ribelli è invece stato sostenuto dalla Turchia e soprattutto dai Paesi sunniti del Golfo, in particolare Arabia Saudita e Qatar che mirano a contrastare la presenza sciita in Medio Oriente.

Secondo le Nazioni Unite il bilancio delle vittime è superiore a 125 000, di cui circa la metà civili. Vi sono inoltre circa 4 milioni di siriani sfollati all’interno del paese e 2,5 milioni fuggiti in altri paesi quali la Turchia, la Giordania, il Libano e il Kurdistan iracheno.

Le organizzazioni internazionali hanno accusato le forze governative e i miliziani Shabiha di usare i civili come scudi umani, di puntare intenzionalmente le armi su di loro e di adottare la tattica della terra bruciata. I ribelli anti-governativi sono stati accusati di abusi dei diritti umani tra cui torture, sequestri, detenzioni illecite ed esecuzioni di soldati e civili. Sono state pubblicate delle foto di cadaveri orribilmente mutilati filmati dal regime di Assad.

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