Mentre sulle coste della Sicilia e della Calabria si susseguono gli sbarchi di migranti (anche nella mattinata nuovi arrivi a Crotone, dall’inizio dell’anno il totale è di 8 mila e non manca il caso di una sparatoria a bordo di un barcone soccorso a Malta) a palazzo Chigi si tiene il vertice tra Italia e Libia che in testa agli argomenti in agenda ha proprio il controllo delle frontiere. «Il controllo delle frontiere e della immigrazione clandestina per noi è una priorità» ha detto il premier Enrico Letta, al termine dell’incontro con il primo ministro libico, Ali Zeidan Mohammed. «È stato un incontro positivo e concreto», ha aggiunto il presidente del Consiglio, annunciando «un’attività di addestramento italiano che riguarderà 5mila unità tra le forze libiche». «Occorrerà cooperare anche sul terreno della raccolta delle armi e della smilitarizzazione delle milizie», ha spiegato il premier.
Il disegno di legge costituzionale che il consiglio dei ministri dovrebbe approvare oggi è solo il primo passo del nuovo, ennesimo, tentativo di cancellare le Province. Un testo breve quello da discutere stamattina, e annunciato dal ministro per i Rapporti con il Parlamento Dario Franceschini dopo il vertice di maggioranza. Una proposta che si limita a cancellare ogni riferimento alle Province fatto nella Costituzione. In particolare dall’articolo 114, quello che al momento stabilisce come la Repubblica sia costituita, partendo dal basso, dai «Comuni, dalle Province, dalle Città metropolitane, dalle Regioni e dallo Stato». I confini? «Non disegneremo la mappa da Roma, lasceremo alle Regioni la libertà di decidere», spiega il ministro per gli Affari regionali Graziano Delrio. Tuttavia si partirà dalla cartina esistente: almeno nella fase iniziale i collegi delle autonomie coincideranno con il territorio delle attuali province. I loro compiti saranno limitati: pianificazione dell’ambiente, del territorio, del trasporto locale, più la gestione delle strade di competenza. Tutto il resto, dalla scuola alla cultura, passerà ai Comuni o alle Regioni. «A meno che – spiega Delrio – Comuni o Regioni non decidano di trasferire ai collegi alcune funzioni. Saranno liberi di farlo». Anche i dipendenti saranno redistribuiti tra Regioni e Comuni, seguendo il trasferimento delle funzioni.
Le leggi europea e di delegazione europea 2013, approvate in via definitiva dalla Camera il 31 luglio 2013, costituiscono la prima applicazione del nuovo sistema di adeguamento al diritto europeo stabilito dalla legge sulla partecipazione dell’Italia alla formazione e all’attuazione della normativa e delle politiche dell’Unione europea. Sulla base di quest’ultima normativa, emanata anche per porre rimedio allo storico ritardo dell’ordinamento italiano nel recepimento delle direttive, e` stato sdoppiato il sistema della vecchia ‘‘legge comunitaria’’.
La Camera approva (con 299 sì, 112 no e 34 astenuti) il ddl Ilva bis (dopo quello approvato dal precedente Governo Monti nella scorsa legislatura) recante nuove disposizioni urgenti a tutela dell’ambiente, della salute e del lavoro nell’esercizio di imprese di interesse strategico nazionale che prevede il commissariamento dell’Ente da parte di Enrico Bondi. Opposizioni divise: Movimento 5 stelle e Lega contrari, Sel e Fratelli d’Italia astenuti.
Il Vicepresidente del Senato Roberto Calderoli, durante una manifestazione della Lega Nord, rivolge da un palcoscenico degli insulti contro il ministro dell’Integrazione Cécile Kyenge, definendola come Orango. L’episodio scatena reazioni di condanna da parte di esponenti di ogni area del mondo politico e istituzionale, anche internazionale. Diversi esponenti di partiti politici italiani, e lo stesso Presidente del Consiglio Enrico Letta, chiedono le dimissioni di Roberto Calderoli dalla carica di Vicepresidente del Senato.
Il Senato respinge (con 58 sì, 199 no e 17 astenuti) una mozione di Sel per chiedere il blocco dell’acquisto dei cacciabombardieri F35. Subito dopo il Senato approva (con 202 sì, 55 no e 15 astenuti) una mozione del PD che non prevede il blocco dell’acquisto degli aerei, ma esige l’approvazione del Parlamento a qualsiasi futuro operazione di spesa in merito agli F35.
Il Senato respinge. Con 226 voti contrari, 55 a favore e 13 astenuti, la mozione di sfiducia presentata da M5S e Sel nei confronti del ministro dell’Interno, Angelino Alfano, per il caso Ablyazov è stata rigettata dall’Aula di Montecitorio. La Lega e alcuni senatori del Pd avevano preannunciato l’astensione. Immediata soddisfazione è stata espressa dal diretto interessato: «C’era una mozione di sfiducia. È stata bocciata. Io sono soddisfatto».
Il governo ha incassato la fiducia della Camera con 427 sì e 167 no, sul “decreto del fare“. Contro hanno votato M5S, Lega Nord, Sel e Fratelli D’Italia. Si tratta di un segnale molto importante, ha detto il presidente del Consiglio Enrico Letta. Ma l’esame degli ordini del giorno – 251 quelli presentati da Cinque stelle, Sel e Carroccio – e l’ostruzionismo annunciato sin da ieri dai grillini rischia di dare vita ad una riunione fiume, creando un ingorgo di provvedimenti che stravolgerebbe di fatto il calendario. La Camera approva (con 344 sì e 136 no) il “decreto del fare” dopo l’ostruzionismo dei deputati Cinque Stelle. Il voto arriva dopo due giorni e due notti di seduta fiume alla Camera. Sul calendario del ddl costituzionale «c’è un’intesa» di tutti con il sì anche del Movimento 5 stelle e di Sel. Lo ha detto al termine della conferenza dei capigruppo di Montecitorio, Pino Pisicchio, presidente del gruppo Misto. Il provvedimento sarà in aula alla Camera per la discussione generale il 1 e 2 agosto. Poi si voterà dal 6 al 9 settembre, con tempi contingentati. «Ma saranno contingentati in modo largo» ha precisato Pisicchio. Alle 13 era arrivato il voto finale sul Dl Fare, su cui nell’Aula della Camera il M5S ha praticato un duro ostruzionismo per far slittare a settembre l’esame a Montecitorio del ddl di riforma costituzionale. «Abbiamo deciso lo stop all’ostruzionismo sul ddl riforme perché abbiamo ottenuto che si voti dal 6 al 9 settembre. Noi faremo una grande manifestazione per informare la gente e coinvolgerla nella manifestazione» commenta Riccardo Nuti, presidente dei deputati del M5S, al termine della capigruppo.
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