Parlamento

Approvato Ddl del fare, ostruzionismo 5stelle

Approvato Ddl del fare, ostruzionismo 5stelle

Approvato Ddl del fare, ostruzionismo 5stelle

La Camera approva (con 344 sì e 136 no) il “decreto del fare” dopo l’ostruzionismo dei deputati Cinque Stelle. Il voto arriva dopo due giorni e due notti di seduta fiume alla Camera.

Sul calendario del ddl costituzionale «c’è un’intesa» di tutti con il sì anche del Movimento 5 stelle e di Sel. Lo ha detto al termine della conferenza dei capigruppo di Montecitorio, Pino Pisicchio, presidente del gruppo Misto. Il provvedimento sarà in aula alla Camera per la discussione generale il 1 e 2 agosto. Poi si voterà dal 6 al 9 settembre, con tempi contingentati. «Ma saranno contingentati in modo largo» ha precisato Pisicchio. Alle 13 era arrivato il voto finale sul Dl Fare, su cui nell’Aula della Camera il M5S ha praticato un duro ostruzionismo per far slittare a settembre l’esame a Montecitorio del ddl di riforma costituzionale. «Abbiamo deciso lo stop all’ostruzionismo sul ddl riforme perché abbiamo ottenuto che si voti dal 6 al 9 settembre. Noi faremo una grande manifestazione per informare la gente e coinvolgerla nella manifestazione» commenta Riccardo Nuti, presidente dei deputati del M5S, al termine della capigruppo.

Nell’Aula, dove per l’intera notte ha condotto i lavori ininterrottamente il vicepresidente Roberto Giachetti (che ha sospeso la seduta fiume per soli cinque minuti per una pausa tecnica attorno alle 3), sono rimasti praticamente solo i deputati dell’M5S, che si davano il turno al microfono, ed un rappresentante del governo, oltre ad alcune “sentinelle” degli altri partiti. Una lunga notte, insomma, dopo che nelle ore precedenti Grillo ha difeso a spada tratta l’articolo 138 della Costituzione. Il leader del M5S ha scritto sul blog «L’articolo 138 è la barriera tra la Costituzione e i partiti. Impedisce che ne sia fatta carne da porco. Prevede due volte il voto delle Camere e un referendum popolare di conferma. I saggi, prima 10 e poi 40, di stretta osservanza governativa, solo pd, pdmenoelle e scelta civica, nessuno del M5S, stanno operando laboriosamente per spossessare il Parlamento delle sue (poche) prerogative».

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