La conferenza stampa di François Hollande comincia con una battuta sull’infanzia di Letta a Strasburgo, «la sua maestra vuole ricontattarlo e noi possiamo aiutarla», e poi continua esibendo un accordo totale sulle questioni di fondo, la crescita e l’Europa. L’unico momento di distanza è quando Hollande è chiamato a commentare il sondaggio secondo il quale il 78% dei francesi vorrebbero un governo di unità nazionale, viste le difficoltà del presidente della Repubblica e del suo esecutivo socialista. L’Italia come laboratorio politico, un esempio da seguire? «I governi di unità nazionale di solito non sono mai una scelta, vengono formati per costrizione, perché non se ne può fare a meno e questo credo sia anche il caso dell’Italia», ha detto Hollande. Che ha proseguito: «Da noi è sufficiente avere la maggioranza assoluta all’Assemblea nazionale per poter governare, non abbiamo un bicameralismo perfetto come in Italia, e credo che il nostro modello funzioni bene. Non è il momento di tentare altre strade, le elezioni hanno dato una maggioranza e un governo molto chiari, possiamo andare avanti».
Il presidente del Consiglio, Enrico Letta, sta incontrando con il presidente del Consiglio Ue, Herman Van Rompuy, presso la residenza dell’ambasciatore della rappresentanza italiana presso l’Unione Europea. Letta è arrivato intorno alle 20.15 e una decina di minuti più tardi è arrivato Van Rompuy. Si sono stretti la mano ed avranno un colloquio faccia a faccia prima della cena di lavoro.
Unione europea e Italia cammineranno insieme per uscire dalla crisi ma è necessaria una corsa contro il tempo. A precisarlo è stato il premier italiano Enrico Letta al rientro dal vertice a Bruxelles con il capo dell’esecutivo Ue Josè Manuel Barroso. E’ stato un faccia a faccia molto positivo, ha detto al termine Barroso. Che ha sottolineato di essere stato fortemente impressionato dal “forte impegno europeo” del capo del governo italiano. “La stabilità politica sta tornando a regnare in Italia – ha aggiunto – e questa è una precondizione vitale per le riforme e le misure indispensabili per la crescita, che si possono attuare solo con finanze pubbliche sane e in buone condizioni. E accelerando le riforme strutturali”. A questo scopo, ha spiegato ancora Barroso, ridurre il debito è una necessità, e “sono molto fiducioso che l’Italia sarà in grado di poter uscire dalla procedura di deficit eccessivo”. “Questo dipenderà dalla presentazione in termini concreti dei progetti del nuovo governo che non abbiamo discusso oggi”, ha concluso il presidente della commissione Ue. “Abbiamo bisogno di più sforzi per la crescita, con urgenza”, ha ribadito Barroso “bisogna anticipare “a giugno un piano di lotta contro la disoccupazione giovanile”. Poi si è complimentato. “La capacità di costruire ponti” così come un “alto senso di responsabilità”sono alcune delle qualità che il presidente della Commissione Ue ha voluto riconoscere al premier italiano.
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