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Governo Berlusconi IV: quarantesimo mese


Governo Berlusconi IV: quarantesimo mese

Silvio Berlusconi, Giulio Tremonti e Umberto Bossi

«Ho deciso di salvare i pensionati». Il ministro per le Riforme Umberto Bossi ha parlato di pensioni e manovra dal palco della festa della Lega a Ponte di Legno. E punta il dito contro il ministro Renato Brunetta: «Nano, non romperci i coglioni» A Ponte di Legno il Senatùr ha svelato un retroscena con protagonista il ministro Renato Brunetta: «Durante il Consiglio dei ministri – ha specificato – Bankitalia ha telefonato a Brunetta, volevano tagliare le pensioni». Bossi ha poi aggiunto: «Oggi è stato difficile salvare le pensioni. Però io mi sono messo di traverso». Bossi si è poi rivolto al ministro per la Pubblica amministrazione dicendo: «Nano, non romperci i coglioni». Umberto Bossi parla a Ponte di Legno.

Per l’ennesima volta si è cercato di fare una riforma delle Province italiane cercando di eliminare quelle superflue. L’ultima proposta è stata quella contenuta nella manovra di Tremonti e che in teoria dovrebbe essere di tutto il centrodestra; ma che appena approvata dal consiglio dei ministri tutta la maggioranza si è apprestata a rinnegarla e la sta smontando punto su punto.  La legge di Tremonti riguardava l’abolizione delle province sotto i 300 mila abitanti o con un territorio inferiore a 3 mila km/q di superficie (in cartina le province da eliminare, cliccare per ingrandire).

«Tra qualche mese me ne vado …vado via da questo paese di merda…di cui…sono nauseato…punto e basta…». È lo sfogo del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, in una conversazione intercettata la sera del 13 luglio scorso sull’utenza panamense di Valter Lavitola, nell’ambito dell’inchiesta della procura di Napoli sulla presunta estorsione al premier. Secondo il gip di Napoli – che ha disposto l’arresto dello stesso Lavitola, di Giampaolo Tarantini e della moglie per estorsione a Berlusconi – la conversazione in questione è «rilevante» in quanto attesta la «speciale vicinanza» tra il premier e Lavitola e la «natura dei rapporti» tra i due, «rivelandosi Lavitola impegnato sostanzialmente quale attivo e riservato ‘informatorè su vicende giudiziarie che, benchè riguardanti terzi, appaiono di specifico e rilevante interesse dello stesso Berlusconi».

«CON lui adesso l’intesa è piena. E intendo davvero piena. Senza i suoi suggerimenti sarebbe stato tutto più difficile». Dopo la burrasca della super-manovra per correggere in fretta e furia i disastrati conti italiani, dopo il decreto “lacrime e sangue” approvato dal Consiglio dei ministri per placare le insofferenze dei mercati, Silvio Berlusconi ha aggiornato l’elenco degli alleati e degli avversari. Una lista nuova di zecca con una new entry di prestigio. Perché quando il premier parla di «lui» non fa riferimento a Giulio Tremonti, ma a Mario Draghi. Che da potenziale antagonista si è trasformato in prezioso alleato. E il nuovo rapporto “istituzionale” tra il presidente del Consiglio e il governatore della Banca d’Italia in questi giorni non si è limitato ad affrontare l’emergenza economica. Non è rimasto confinato al perimetro di quelli che il capo del governo ha definito «giusti consigli». C’È STATO un altro capitolo discusso e rapidamente concordato: il futuro di Palazzo Koch. Ossia la nomina del nuovo governatore.

Doveva essere pubblicato oggi, ma il decreto sulla manovra era già ieri sera, on line, nella Gazzetta ufficiale. Pienamente operativo. Dal 22 ne discuterà rapidamente il Senato. Iter veloce pure alla Camera. Il primo incubo di Berlusconi, che a metà pomeriggio atterra in Sardegna per un weekend di riposo («Ma anche di lavoro»), è passato. Il secondo è l’ Europa, ma lui assicura che da Trichet, dalla Merkel, da Van Rompouy, ha già ricevuto «grande apprezzamento». Il terzo è la maratona parlamentare. Il premier garantisce che nelle 42 pagine, dopo «contatti» con l’ opposizione, «si è tenuto conto delle loro dichiarazioni».

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