Il Senato approva (con 163 sì e 157 no) la terza questione di fiducia posta dal governo. In seguito il Senato approva in via definitiva (con 162 sì e 153 no) la Legge Finanziaria 2008, dopo le polemiche scatenate dalle parole del Presidente Napolitano che aveva giudicato “abnorme” il ricorso ad eccessivi voti di fiducia. Il Governo viene inoltre criticato dalla Costituente Socialista e dall’Udeur il cui segretario, il ministro Clemente Mastella, dichiara che sarebbe meglio tornare alle urne. Lo stesso giorno il Senato approva in via definitiva (con 163 sì e 154 no) la Legge di Bilancio.
L’aula del Senato ha approvato in via definitiva con 162 voti favorevoli e 153 contrari la Finanziaria 2008, che diventa così legge.
Poco prima Palazzo Madama ha votato la fiducia al governo sull’articolo 3 della Finanziaria. I voti a favore sono stati 163, 157 i contrari su 320 votanti.
Tutti i senatori a vita hanno votato la fiducia al governo ad eccezione di Sergio Pininfarina, risultato assente.
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