Centrosinistra

Sinistra Critica dice no alla Sinistra Arcobaleno e si scinde da Rifondazione

Sinistra Critica dice no alla Sinistra Arcobaleno e si scinde da Rifondazione

Sinistra Critica

Sinistra Critica è un partito  nato da una scissione del Partito della Rifondazione Comunista, di cui formava una corrente interna già dal 2005. Ai tempi in cui faceva parte di Rifondazione Comunista veniva comunemente chiamata anche Erre, dal nome della rivista omonima di quell’area.  Del partito fanno parte esponenti di spicco come gli ex-senatori Luigi Malabarba e Franco Turigliatto, l’ex-deputato Salvatore Cannavò, Lidia Cirillo e Flavia D’Angeli.

In occasione del VI congresso del Partito della Rifondazione Comunista tenutosi dal 3 al 6 marzo 2005, l’area trotskista propone un documento alternativo a quello della maggioranza, non condividendo innanzitutto la svolta di governo del Prc e le conseguenze negative che avrebbe prodotto sul movimento e sullo sviluppo delle lotte sociali. Da lì Sinistra Critica si costituì in area programmatica del PRC, intenzionata a dare battaglia sulla verifica della reale efficacia della linea politica uscita vincente nel sesto congresso, dove il documento di Sinistra Critica si era attestato al 6,5%. Il 27 e 28 gennaio 2007 si è tenuta a Roma l’assemblea costituente dell’Associazione Sinistra Critica.

Il 21 febbraio 2007 Franco Turigliatto, senatore ed esponente dell’Associazione Sinistra Critica, dopo essere stato fedele alla linea di Rifondazione anche in politica estera, non ha votato a favore della mozione di maggioranza che approvava la relazione sulla politica estera di Massimo D’Alema, abbandonando il Senato prima del voto. Nonostante la solidarietà tra gli altri del deputato Salvatore Cannavò, anch’esso di Sinistra Critica, il 1º marzo Turigliatto viene allontanato per due anni dal partito, il provvedimento disciplinare più grave previsto dallo Statuto del Prc.

Il 15 aprile 2007 si è tenuta a Roma l’assemblea nazionale dell’associazione a cui hanno partecipato un migliaio di persone per siglare un patto dell’opposizione sociale al Governo Prodi. Al termine dell’assemblea è stato chiesto a Turigliatto di ritirare le dimissioni da senatore, ritiro che il senatore ha attuato il 30 aprile entrando stabilmente nel Gruppo Misto del Senato.

Tra il 20 e il 23 settembre 2007 si è tenuto a Bellaria il seminario nazionale dell’associazione. Nelle conclusioni, Cannavò ha proposto l’apertura di una Costituente anticapitalista in alternativa al percorso governista della cosiddetta Cosa Rossa (progetto politico che si sarebbe poi concretizzato ne La Sinistra l’Arcobaleno), che proponesse ai militanti del Prc un altro progetto di lavoro. I parlamentari Franco Turigliatto e Salvatore Cannavò hanno poi ribadito la propria contrarietà in parlamento a tutto l’impianto del Protocollo sul Welfare, confermando il proprio voto contrario.

Nell’autunno 2007 è stata parte attiva nella campagna per il NO al referendum consultivo svoltosi l’8-9-10 ottobre su proposta dei sindacati confederali in merito all’accordo sul Welfare siglato il 23 luglio 2007 tra governo e parti sociali, con lo slogan C’è chi dice no. In una dichiarazione congiunta il deputato Salvatore Cannavò e il senatore Franco Turigliatto prendono le distanze dalla Legge finanziaria per l’anno 2008 nel suo insieme cioè, secondo gli stessi, comprensiva anche del protocollo sul welfare che ne è un «collegato» e dichiarano il loro voto contrario.

Il 16 novembre 2007 il senatore Franco Turigliatto non partecipa al voto finale sulla legge finanziaria in Senato. Il 27 novembre Turigliatto ha invece votato contro la fiducia al Governo in Senato, in una seduta dove il governo ha incassato la fiducia sul welfare con 162 sì, un no e Roberto Calderoli astenuto; quasi tutta la Casa delle Libertà è uscita dall’aula.

Nella assemblea di Roma del 6, 7 e 8 dicembre si è ufficializzata la separazione dell’area programmatica che era rimasta ancora nel Prc, ritenendo ormai concluso il percorso della Rifondazione comunista iniziatosi nel 1991, visto che tale partito negli stessi giorno dava vita a La Sinistra l’Arcobaleno. Sinistra Critica diventa “movimento politico per la Sinistra anticapitalista” e pone come obiettivo la nascita di una Costituente Anticapitalista, fra tutti i soggetti che vogliono praticare subito l’opposizione “di Sinistra” al Governo Prodi.

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