Quasi nove mesi dopo, il DVD della finale dei Mondiali non l’ha ancora guardato. Per Raymond Domenech la notte di Berlino è una cicatrice aperta che non gli impedisce però di ammirare il nostro paese e non solo dal punto di vista calcistico. Strano, ma vero.
“In nazionale ci sono concorrenza e giocatori più in forma. Gliel’ho spiegato nel messaggio che gli ho lasciato. Non mi ha richiamato. Giocare in B non è come giocare in A”.
“Perché un mese prima tutti giocavano ai massimi livelli. Le cose cambiano. A febbraio l’ho convocato per l’Argentina, un match importante per lui. Per la Lituania volevo giocatori in forma sui massimi livelli, e che non lo fischiassero di nuovo”.- Al suo posto ha chiamato Djibril Cissé che non è al top.
“Cissé non era ai Mondiali per un grave infortunio. Sono un po’ sentimentale e gli ho teso la mano, come con Trezeguet e l’Argentina. Non ho dimenticato le sue lacrime dopo la finale. La porta resta aperta”.
“Ha più italiani che francesi in squadra. Con la Juve non ci sono problemi. Lo chieda a Capello. Lo scorso anno pranzai con i dirigenti e trovammo un accordo proprio su Trezeguet”.
“Una grande delusione. Una cicatrice aperta. Ma ho voltato pagina”.
“La vera svolta della partita è stata l’uscita di Vieira”.
“Diarra ha fatto bene, ma Vieira poteva fare la differenza nella ripresa perché disputava un gran mondiale. Per il resto mi è dispiaciuto per gli italiani”.
“Si parlava solo di Zidane e Materazzi, senza riconoscere il valore della loro vittoria”.
“Materazzi tra le star? E Cannavaro? Non importa se Zidane non vuol vedere Materazzi. Sarebbe meglio si pentisse veramente di un gesto che non scuso da sportivo, ma che in parte capisco. Ci vuole tempo. Zidane è fatto così”.
“Penso che una squadra ha vinto e l’altra non ha perso. Comunque il migliore vince”.
“Mi considero da sempre un survivor. Ogni partita può essere l’ultima. L’obiettivo è giocare la seguente”.
“I segni sono utili per capire il carattere dei giocatori. Ho studiato astrologia, ma scelgo giocatori in forma e utili alla nazionale”.
“L’allenatore è come un regista, prepara la pièce, distribuisce i ruoli e prima di iniziare gli viene la tremarella, più forte in teatro che in campo”.- Nel ’94 portò in teatro anche Zidane, Thuram, Makelele.
“Credo sia importante aprire lo spirito ad altro”.
“La conquista della vetta del mondo. E le dirò di più. Quando è scoppiata Calciopoli ho maledetto gli inquirenti. Sapevo che avrebbe creato un’unità indistruttibile tra gli azzurri”.- Ma alla fine da noi è arrivata la stangatina invece della stangatona.
“Non spetta a me giudicare, ma trovo gravi i saluti fascisti sugli spalti a Roma. Contro la violenza bisogna applicare la legge senza indugi”.
“Non ha senso penalizzare tutti se il problema è di un solo club”.- Oggi ci andrebbe in vacanza in Italia?
“Certo, a Roma mi sento a casa. Amo il vostro paese, la mentalità, l’ambiente, gli eccessi, la politica. Quello che succede da voi, anticipa le tendenze europee”.
“Il berlusconismo dei nostri candidati che tentano di occupare tutti i media. Anche se Sarkozy, come la Royal, non possiede tv”.
“Non l’ho mai favorita. A casa parliamo d’altro”.
“Libero di farlo. Da ct non mi esprimo. Vorrei però fossero conteggiate le schede bianche, così Le Pen non sarebbe al 18%. Sono contro l’immigrazione, ma solo nel calcio”.
“Di restare dov’è un paio d’anni, per crescere, o rischia di rimanere una promessa”.
“Al contrario. La Roma ha preparato la sfida di Lione, segno che non ci prendete più sottogamba. Da calciatore mi sarebbe piaciuto giocare da voi. Il calcio italiano è il mio modello. A Berlino però Lippi ha copiato il mio schema”.
“Preferirei la Germania, con l’Italia ho qualche problemino. Ma niente rendez-vous. Non siamo ancora qualificati. Il nostro gruppo è difficile. Attenzione all’Ucraina”.
Categorie:Sport












































2 risposte »