Centrodestra

Fini: «La Cdl un’esperienza conclusa»

Governo Berlusconi IV: ventisettesimo mese

Gianfranco Fini

Più che un’analisi appare come una dichiarazione d’intenti, la presa d’atto d’una crisi, sia della Cdl che del partito, cui bisogna porre rimedio. Con quali strumenti è prematuro per dirlo e infatti il comunicato finale di An non lo dice; ma se non c’è ancora la medicina la diagnosi ha i toni preoccupati di chi ha appena stabilito che il malato è grave: «La Cdl come l’abbiamo conosciuta finora è da considerarsi un’esperienza conclusa», dice Gianfranco Fini ai suoi uomini, riuniti per cinque ore nell’esecutivo del partito.


In effetti i malati sono almeno due, anche An non è messa bene. Anche su questo punto Fini non chiude gli occhi: ascolta le analisi preoccupate dei dirigenti del partito; è rimasto piccato, ma anche colpito, per quella puntura di Maurizio Gasparri, che ha paragonato il tasso di democrazia interna dell’Msi a quello di An, rintracciandone di più nella storia del primo. E allora, anche su questo, arriva l’ammissione: «È finito un periodo storico, dopo 12 anni dobbiamo ripensare il partito, esistono delle difficoltà organizzative, ma non solo. Bisogna riflettere sul futuro della coalizione, ma anche della destra».

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