Giustizia

Davigo a Piazzapulita: “L’errore italiano? Dire ‘aspettiamo le sentenze'”. Si scatena la bufera

Davigo a Piazzapulita: “L’errore italiano? Dire ‘aspettiamo le sentenze'”. Si scatena la bufera

Durante la trasmissione Piazzapulita, condotta da Corrado Formigli e in onda ieri sera su La7, il togato del Csm Piercamillo Davigo, che fa parte del collegio disciplinare di Palazzo dei Marescialli, ha fatto un’uscita che ha scatenato la reazione dei social. Riferendosi al caso Palamara e a quanto emerso dalle intercettazioni e dalle chat agli atti dell’inchiesta di Perugia, Davigo ha affermato: “L’errore italiano è stato quello di dire sempre: ‘Aspettiamo le sentenze’. Se invito a cena il mio vicino di casa e lo vedo uscire con la mia argenteria nelle tasche, non devo aspettare la sentenza della Cassazione per non invitarlo di nuovo”. Insomma apparentemente sembra che per Davigo aspettare le sentenze definitive sia un errore.

Le reazioni sono immediate e in maggioranza condannano le affermazioni di tono giustizialista del magistrato. “Ma questo è impazzito, la magistratura si dissoci da queste affermazioni”, twitta @PaolaMecali. “Fa paura ascoltarlo, altro che giustizia”, dice invece @GiulioVerro“Le sue parole sono giustizialismo puro, e non è accettabile. Peccato, mette in discussione anche il buon lavoro svolto in processi difficili”, dice @sofertweets. “Un uomo pericoloso”, commenta @MicheleSolari70. “Questa frase è raccapricciante. Povero lo stato di diritto in mano a simili magistrati”, afferma @MarykoMayko. “Perfetto aboliamo tribunali e diritto alla difesa”, aggiunge.

Anche la politica ha commentato le parole del togato. “Per Piercamillo Davigo la civiltà giuridica sancita dalla nostra Costituzione è carta straccia. Quanto ha detto ieri sera in tv il magistrato, fa tremare le vene dei polsi”, ha scritto su Twitter il capogruppo Pd a Palazzo Madama Andrea Marcucci.

“Il giudice Davigo dice che l’errore italiano sia ‘aspettare le sentenze’. Per i giustizialisti basta la condanna mediatica. Aspettare le sentenze non è un errore: si chiama civiltà. E Davigo fa paura”. ha scritto su Facebook il leader di Italia viva, Matteo Renzi.

“La maggior parte dei magistrati italiani è perbene, poi ce ne sono ‘per male’, il compito è distinguerli – ha continuato poi il magistrato nel corso della puntata – Non è vero che la gran parte dei magistrati sono coinvolti. Bisogna distinguere tra chi ha fatto qualcosa e chi no”.

“Il Csm nella sua componente disciplinare è un giudice e come tutti i giudici non può procedere d’ufficio – ha ricordato Davigo – Noi siamo stati investiti di una cosa, la richiesta di sospensione da funzioni e stipendio di Palamara, e lo abbiamo sospeso. Se e quando ci faranno altre richieste giudicheremo su quelle se le richieste non sono arrivate non possiamo fare nulla, la procura generale sta lavorando su un immenso materiale”. Già l’anno scorso, quando il caso è esploso, “ci sono state reazioni molto forti, a Milano ci fu assemblea durissima, che approvò un documento che chiedeva ai componenti del Csm di dimettersi e loro si sono dimessi. Se questo accadesse in tutte le istituzioni di questo paese – ha sottolineato – staremmo probabilmente meglio e non ci sarebbero tensioni”.

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