“Conto di sciogliere la riserva al più presto e ricevere all’inizio della prossima settimana il voto di fiducia delle Camere”. Alle sette e venti, rivelando la fretta di chiudere al più presto possibile la crisi di governo, dopo un’ora scarsa di colloquio “cordiale come sempre” con il presidente Ciampi, il Cavaliere ha annunciato che sta per nascere il Berlusconi-bis: oggi pomeriggio i ministri giureranno al Quirinale. Ma non senza un ultimo, aspro scontro nella maggioranza.
An e Udc, ma soprattutto il partito di Fini, non vogliono il ritorno di Tremonti al governo con l’incarico di vicepremier. Non solo il leader di An chiese ed ottenne la testa dell’allora ministro dell’Economia provocando un violento scossone nel governo ma, obiettano adesso An e Udc, la presenza di Tremonti con Calderoli che conserva le Riforme sarebbe un segnale che l’asse del nord è ancora saldamente in sella al governo. Nella maggioranza dunque il clima è tutt’altro che tranquillo, tanto che la prevista riunione della maggioranza annunciata per stamattina da Berlusconi è stata annullata e sostituita da incontri con Fini e Siniscalco. Proprio i due che “soffrirebbero” di più dal ritorno di Tremonti.
“Domani non ci sarà vertice di maggioranza. – ha annunciato una nota di Palazzo Chigi a tarda sera – Il presidente del Consiglio Berlusconi, assieme al vicepremier Fini ed al ministro dell’Economia Siniscalco, avrà invece una serie si incontri per approfondire i punti principali, già individuati, del programma economico”.
La crisi di governo – aperta dall’uscita dei ministri Udc dall’esecutivo, ma in realtà esplosa con la sconfitta del centrodestra alle elezioni regionali – si chiuderà a metà della prossima settimana. Maggioranza e opposizione hanno infatti concordato ufficiosamente un calendario che prevede il discorso di Berlusconi alla Camera martedì pomeriggio alle sei per presentare il nuovo governo, illustrare il programma e chiedere il voto di fiducia. Mercoledì si aprirà il dibattito che si concluderà verso sera con il voto di fiducia. Lo stesso avverrà al Senato ma con l’inizio previsto per giovedì mattina.
Il problema che Berlusconi non era riuscito a sciogliere fino a ieri sera è quello della composizione del governo, ovvero il giro di poltrone. E anche se ieri pomeriggio assicurava che “sì, nella lista dei ministri tutte le caselle sono a posto”, la trattativa non era ancora conclusa, tanto che a una domanda se la lista dei ministri fosse pronta, Berlusconi se l’è cavata con una battuta piuttosto acida: “La lista? quale lista? per stasera solo la lista del ristorante”.
Una frase che tradisce il fastidio del Cavaliere per la difficoltà a riempire tutte le caselle. E se gli incontri di ieri mattina con Sirchia, Marzano e Urbani saranno serviti a risolvere altrettante questioni spinose, restava tra gli altri anche il problema Calderoli, che la Lega vuole confermare a tutti i costi alle Riforme. “Abbiamo lavorato bene”, rispondeva ieri sera Berlusconi a chi gli chiedeva se il problema era stato risolto. Ma, aggiungeva, “non domandatemi cose a cui non posso ancora rispondere”.
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