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ANDREOTTI IV
13 marzo 1978 – 21 marzo 1979
Nonostante lo scioglimento della riserva da parte di Andreotti ed il suo giuramento nelle mani del presidente Leone, la vitalità del governo fu incerta fino alla notte prima della sua presentazione in Parlamento. L’ampia e soprattutto rapida fiducia data al governo era frutto anche del clima di emergenza in cui si trovò Montecitorio alla notizia che, un’ora prima dell’apertura della seduta, le Brigate Rosse avevano rapito il Presidente della DC Aldo Moro e ucciso gli uomini della sua scorta. Anche Moro verrà poi assassinato il 9 maggio 1978.
Maggioranza: Democrazia Cristiana, Pci, Psi, Psdi, Pri, Svp, Union Valdotaine,
Premier: Giulio Andreotti
Esteri: Arnaldo Forlani
Interno: Francesco Cossiga (fino all’11/05/1978), Giulio Andreotti (ad interim fino al 13/06/1978), Virginio Rognoni (dal 13/06/1978)
Grazia e Giustizia: Francesco Paolo Bonifacio
Difesa: Attilio Ruffini
Tesoro: Filippo Maria Pandolfi
Finanze: Franco Maria Malfatti
Bilancio e Programmazione Economica: Tommaso Morlino
Lavori Pubblici: Gaetano Stammati
Pubblica Istruzione: Mario Pedini
Lavoro e Previdenza Sociale: Vincenzo Scotti
Industria, Commercio e Artigianato: Carlo Donat Cattin (fino al 25/11/1978), Romano Prodi (fino al 25/11/1978)
Agricoltura e Foreste: Giovanni Marcora
Trasporti: Vittorino Colombo
Marina Mercantile: Vittorino Colombo
Poste e tlc: Antonino Pietro Gullotti
Sanità: Tina Anselmi
Commercio estero: Rinaldo Ossola
Partecipazioni statali: Antonio Bisaglia
Turismo e Spettacolo: Carlo Pastorino
Beni Culturali e Ambiente: Dario Antoniozzi
Problemi relativi all’attuazione delle regioni: Tommaso Morlino
Ricerca scientifica: Dario Antoniozzi
Interventi straordinari nel Mezzogiorno: Ciriaco De Mita











































