Il Qatargate è uno scandalo politico di corruzione e riciclaggio di denaro, scoppiato al Parlamento europeo.
Alcuni europarlamentari e lobbisti avrebbero ricevuto denaro e regali per difendere gli interessi del Qatar. Le indagini, codotte dalla polizia belga e italiana, hanno portato al sequestro di diverse centinaia di migliaia di euro in contanti, soprattutto nell’abitazione di Bruxelles della vicepresidente del Parlamento europeo, Eva Kailī. Anche il Marocco è sospettato di aver corrotto alcuni membri del Parlamento Europeo, ottenendo il loro silenzio sulle violazioni dei diritti umani e sul sostegno alle rivendicazioni marocchine sul Sahara Occidentale.
Il Qatargate è stato definito “la più grave vicenda politico-finanziaria che abbia mai coinvolto l’Assemblea di Strasburgo”.
Nel novembre 2022, Eva Kailī si reca in Qatar per incontrare il Ministro del Lavoro Ali bin Samikh Al Marri. Tornata al Parlamento europeo, in occasione di un intervento in tribuna, il 22 novembre, elogia le riforme del Qatar: “Il Qatar è un leader in materia di diritti del lavoro”.
Agendo in base a un’indagine su una presunta organizzazione criminale, il 9 dicembre 2022, la polizia belga ha eseguito 20 irruzioni in 19 indirizzi diversi in tutta Bruxelles e ha effettuato otto arresti in Belgio e in Italia. Le case e gli uffici degli indagati sono stati perquisiti, compresi gli uffici all’interno del Parlamento europeo a Bruxelles.
Il padre di Eva Kailī, Alexandros, è stato arrestato nel corso della giornata all’hotel Sofitel, in Place Jourdan a Bruxelles. Gli investigatori hanno trovato l’uomo in procinto di fuggire con una valigia contenente “diverse centinaia di migliaia di euro”. Il giudice istruttore Michel Claise ha ritenuto l’uomo in flagrante delicto. Ciò ha portato Eva Kailī a perdere la sua immunità diplomatica, che finora aveva impedito agli investigatori di fare irruzione nella sua proprietà. La proprietà di Kailī è stata quindi successivamente perquisita. Circa una dozzina di agenti di polizia e il giudice Claise hanno perquisito il suo appartamento e arrestato la donna. Kailī non ha opposto resistenza, ma secondo i rapporti era “in uno stato di shock e confusione, piangeva ed era terrorizzata”. Il suo interrogatorio è durato più di cinque ore.
Il 10 dicembre, Eva Kailī è stata privata del titolo di vicepresidente del Parlamento europeo.
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