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Governo Draghi: diciannovesimo mese

Mario Draghi

Mario Draghi (10), presidente del Consiglio dei ministri

Il puzzle delle candidature è completo. Costato molta più fatica del passato, e non solo per l’afa della prima campagna elettorale estiva, lascia sul campo molti esclusi (compresi i big), parecchi malumori e altrettanti addii. Fino a sfiorare il terremoto interno, come è quasi successo dentro Forza Italia e nel Pd. Chi resta sono candidati dai volti più o meno noti, pochi vip e pochissimi sindaci. Oltre alla squadra di governo, in gran parte riconfermata nella corsa al nuovo Parlamento che nascerà in autunno. Il primo ridotto a 600 eletti dalla riforma costituzionale voluta dal M5s.

Marta Cartabia (8), ministro della Giustizia

“Indipendenza, qualità ed efficienza del sistema giudiziario” così la ministra della Giustizia, Marta Cartabia, durante il suo intervento alla 48^ edizione del Forum Ambrosetti, ha ricordato i tre criteri spesso evocati dal Commissario Didier Reynders, assieme a lei sul palco di Cernobbio, per l’incontro dal titolo ‘Lo stato di diritto nell’Unione europea“, moderato dal senatore a vita Mario Monti, presidente dell’Università Bocconi.

Roberto Speranza (6 1/2), ministro della Salute.

Il tribunale di Varese con l’ordinanza 1181 ha deciso che i social network, tra cui Facebook, possono sospendere gli account e rimuovere i contenuti che veicolano disinformazione in materia sanitaria. Il caso, raccontato oggi da Il Sole 24 Ore, parte da una donna che aveva condiviso sul proprio profilo il video di una parlamentare che definiva i vaccini contro Covid-19 come iniezioni letali. L’utente aveva incoraggiato gli amici a rifiutare l’immunizzazione nel gruppo che amministrava.  Il social network ha rimosso il post e sospeso l’account per 30 giorni. Secondo Facebook i contenuti violavano le condizioni contrattuali (accettate dall’utente al momento della registrazione), che, tra l’altro, vietano la pubblicazione di contenuti dannosi e informazioni false sul Covid-19, perché pericolosi per la salute pubblica. La donna aveva fatto appello accusando Meta di aver inserito clausole vessatorie nel contratto. Il giudice le ha dato torto perché le condizioni contrattuali sono ricondotte nell’alveo dell’ordinaria regolamentazione. Mentre le limitazioni alla libertà di espressione incontrano limiti, tra cui quello del diritto alla salute degli altri iscritti.

Daniele Franco (6), ministro dell’Economia

Il Tesoro verso la proroga dello sconto sulla benzina, ma esclude l’extradeficit per il gas. I 30 centesimi di sconto sul costo di benzina e diesel saranno quindi rinnovati per un altro mese, almeno fino al 20 ottobre, con un costo per le casse dello Stato che si aggirerebbe intorno a un miliardo di euro.  Il ministro dell’economia  Daniele Franco spiega che non ci sarà scostamento di bilancio per il Decreto Aiuti Ter. Sarà finanziato con l’extragettito Iva e forse con l’acconto della tassa sugli extraprofitti, ma si cercano soldi solo per prorogare i crediti d’imposta dati alle imprese.

Giancarlo Giorgetti (6), ministro dello Sviluppo Economico

Questo è l’inaspettato annuncio fatto da Giancarlo Giorgetti (eccellente ministro dello Sviluppo Economico) al Meeting di CL. Sarà che Giorgetti è lontano anni luce dagli eccessi di Salvini, ma io spero che non prenda una decisione simile. Anche se è candidato in Valtellina, lontano da casa sua a Varese. Al Meeting di CL Giorgetti ha chiesto allo staff: “Posso fare un giro?”. Lo hanno portato a vedere la reliquia del giudice Livatino. Giorgetti è molto cattolico, va spesso al Santuario del Sacro Monte di Varese. Giorgetti è un ministro importante, in piena sintonia con Mario Draghi. Ed è attratto dai misteri: “Lo sviluppo economico non dipende dal ministero, ma è un mistero” e ci vuole fare un libro: “Il mistero economico”. Dicono di lui due esponenti di spicco di FdI: “Giorgetti è così bravo che può fare tutto” e “Giorgetti riesce a esprimere gli stessi pensieri di Matteo Salvini: certo, Salvini andava a Mosca, Giorgetti lo hai mai visto a Mosca?”. Quando Giorgetti è arrivato al Meeting si è seduto con Giorgio Vittadini dicendo: “Noi siamo entrati in una guerra economica contro la Russia”. Applausi. Quando è toccato a Salvini (hanno urlato dal Pd): “Fermatelo”. Sempre Giorgetti: “Io dico, cara vecchia Europa, bisogna valutare le conseguenze che portano le sanzioni”. E ancora: “Se sul price cap l’Europa non capisce che deve cambiare le regole fa il gioco della Russia”. Mi auguro che Giorgetti resti al ministero dello Sviluppo economico: vedremo. Stay tuned.

Luigi Di Maio (6), ministro degli Esteri

Luigi Di Maio (Ministro degli Esteri): “Giorgia Meloni è già commissariata da Salvini e Berlusconi sulla politica estera. Per quanto lei provi a rassicurare, c’è una coalizione che strizza l’occhio a Putin, e questo mi fa arrabbiare, perché Putin è quello che gioca coi rubinetti del gas e che ci fa aumentare le bollette”.

Mara Carfagna (6), ministro del Sud e Coesione territoriale

Come tanti politici in questi giorni, Mara Carfagna passa da una riunione all’altra per chiudere le liste unitarie di Azione/ Iv, che dovrebbero essere pronte oggi. La ministra del Sud approfitta di una pausa per lanciare però il messaggio che il Terzo polo sarà «la grande sorpresa di queste elezioni e che, comunque, il lavoro proseguirà dopo il 25 settembre per «chiudere l’era dei pifferai magici».

Mariastella Gelmini (5), ministro degli Affari regionali e Autonomie

“Famiglie e imprese necessitano di soluzioni immediate, il carovita minaccia come una scure la stabilità del Paese, la caduta del governo ha peggiorato la situazione. Alleggerire la pressione fiscale è un impegno che il prossimo governo deve assumersi per tutelare l’intero tessuto economico in fortissima difficoltà”. Lo ha detto Mariastella Gelmini, ministro per gli Affari regionali e le Autonomie intervenendo al forum “Le priorità della riforma fiscale”. “Serve dunque un nuovo ‘fisco’ per ridare slancio alle imprese, ai professionisti e ai cittadini, per attrarre e sostenere investimenti e occupazione – ha sottolineato il ministro Gelmini -, che faccia perno sulla certezza del diritto, ma altresì improntato al riconoscimento di un principio di equità e parità dei diritti tra Agenzia delle Entrate e contribuenti. In questa direzione è imprescindibile il dialogo con i professionisti, anello di congiunzione naturale tra Stato e contribuenti. Una missione di altissimo valore che tiene conto degli aspetti applicativi delle norme al fine di semplificare la compliance fiscale”.

Andrea Orlando (4 1/2), ministro del Lavoro e Politiche Sociali

L’oscillazione dei prezzi testimonia la speculazione in atto, ma al momento in Italia le cause sembrano interessare poco. La vera preoccupazione è evitare che le bollette di luce e gas pesino troppo sui bilanci di famiglie e imprese. «La preoccupazione per il caro energia è altissima ed è condivisa. E credo che il Governo interverrà con nuovi provvedimenti in aggiunta a quelli già presi». Questo ha dichiarato il ministro di welfare e lavoro Andrea Orlando durante un un incontro elettorale del Partito Democratico a Verona.
E l’intervento del Governo guidato da Mario Draghi potrebbe arrivare in questa settimana, come anticipato sempre dal ministro Orlando, che ha spiegato: «Lavoriamo su due fronti, quello europeo e quello nazionale. Non risolveremo tutto da soli. Ma bisogna agire subito e come Partito Democratico chiediamo risposte ancora più forti».

Massimo Garavaglia (4), ministro del Turismo

Il ministro del Turismo Massimo Garavaglia, intervenendo all’inaugurazione della Fiera delle Grazie, ha parlato dell’importanza della storica manifestazione. Per il ministro “la Fiera di Grazie deve diventare un appuntamento nazionale o internazionale per la valenza culturale che incarna”. Prima dell’apertura della Fiera, il ministro Garavaglia ha visitato il cantiere del futuro museo di Virgilio e ha partecipato alla cerimonia di intitolazione ufficiale della nuova rotatoria di Grazie di Curtatone, tra la statale Padana Inferiore e la provinciale Asolana, a Giovanni Urbani, dirigente della Provincia di Mantova prematuramente scomparso.

Elena Bonetti (4), ministro della Famiglia e Pari Opportunità

Con la sentenza di adozione e il doppio cognome attribuito alla bambina si conclude il lungo percorso di una coppia di donne di Parma, insieme da 11 anni e unite civilmente dal 2018poco prima della nascita della figlia. Il tribunale per i Minorenni di Bologna, scrive che l’adozione da parte della compagna della madre biologica risponde “pienamente al superiore interesse della minore, consentendole di godere della continuità affettiva, educativa ed emotiva di una famiglia solida e stabile, nella quale la stessa ha potuto costruire la propria identità”. E “il cognome è una parte essenziale e irrinunciabile della personalità”.

Luciana Lamorgese (4), ministro degli Interni

È la Delegazione Pontificia di Loreto ad annunciare che quest’anno accenderà la lampada della pace per il mondo il Ministro dell’Interno Luciana Lamorgese in rappresentanza di tutti gli uomini e le donne che in ogni nazione garantiscono l’ordine, la sicurezza e il regolare funzionamento degli organismi istituzionali per assicurare la coesione sociale e la serena vivibilità dei Paesi. Il tradizionale evento sarà preceduto da un convegno che si svolgerà nella Sala Macchi a partire dalla 9.30, dal titolo “La Casa come luogo di relazioni familiari e costruzione della coesione sociale”, dove interverranno il professor Giovanni Maria Flick e il professor Gerardo Villanacci. Il convegno sarà concluso dall’intervento del Ministro. Nel difficile momento storico nazionale ed internazionale, il Santuario Pontificio della Santa Casa di Loreto propone un’occasione di riflessione sui temi della vita famigliare, sociale ed economica al fine di dare un contributo alla coesione sociale e al miglioramento della qualità della vita a tutti i livelli, soprattutto nelle fasce più fragili della popolazione. Alle ore 11.30 nel santuario si svolgerà la celebrazione presieduta da monsignor Fabio Dal Cin, delegato Pontificio. Il ministro dell’Intero accenderà la lampada della preghiera per il mondo che sarà posta nella Santa Casa, sopra l’altare davanti all’effige della Beata Vergine. Alle ore 12.30 sul sagrato della basilica il Ministro dell’Interno rivolgerà il suo saluto. A conclusione ci sarà la preghiera dell’Angelus.

Patrizio Bianchi (3), ministro dell’Istruzione

Patrizio Bianchi è sicuro: tutte le cattedre saranno coperte il primo giorno di scuola. Intervistato dal ‘Messaggero’, il ministro dell’Istruzione ha parlato di questo e di altri temi caldi in vista del rientro a settembre. “Abbiamo assunto 60mila insegnanti nel 2021, ai quali andranno sommati quelli che stiamo per assumere questa estate. Lo scorso anno avevamo tutti i docenti in cattedra a inizio settembre. Non era mai successo. Stiamo lavorando anche quest’anno per lo stesso risultato. Abbiamo velocizzato tutte le procedure di assunzione e per la contrattualizzazione dei supplenti. Con le nostre riforme – continua Bianchi – mettiamo ordine nel sistema di reclutamento e rendiamo appetibile questa professione anche per i giovani”.

Lorenzo Guerini (3), ministro della Difesa

Il Ministro della Difesa, Lorenzo Guerini, oggi a Ramstein, in Germania, ha partecipato alla quinta riunione dell’”Ukraine Defense Contact Group”, il Gruppo di consultazione per la difesa dell’Ucraina promosso dal Segretario alla Difesa degli Stati Uniti, Lloyd James Austin, per favorire un confronto periodico tra i Ministri della Difesa e i Capi di Stato Maggiore della Difesa dei Paesi che aderiscono alle iniziative di supporto alle Forze armate ucraine. In Germania, inoltre, ha salutato il personale italiano impiegato presso il Quartier Generale del NATO Allied Air Command e si è recato, per un momento di raccoglimento, al monumento ai Caduti dell’incidente aereo delle Frecce Tricolori, avvenuto a Ramstein nel 1988.

Renato Brunetta (3), ministro della Pubblica Amministrazione

«Ho preferito continuare a fare questo mestiere per ancora due mesi». Renato Brunetta, dal Forum Ambrosetti di Cernobbio si è commosso quando gli è stato chiesto il motivo della sua scelta di non candidarsi alle prossime elezioni. E ha continuato: «Intendo continuare a dare una mano a questo Paese senza essere in Parlamento, una decisione non facile e dolorosa che sia foriera di cose buone». Brunetta aveva iniziato la carriera politica negli anni ‘80 come consulente economico del Partito Socialista di Craxi, ed era poi diventato europarlamentare con Forza Italia negli anni ’90, per poi ricoprire il ruolo di ministro più volte nei governi Berlusconi. 

Federico D’Incà (3), ministro dei Rapporti con il Parlamento e Riforme Istituzionali

La ruota gira e calpesta tanti big della nomenklatura giallorossa. Si possono citare in ordine sparso: saluta Federico d’Incà, roccioso ministro bellunese, appena uscito dal partito di Grillo & Conte, ma sempre dalle parti dei Progressisti, con Ambiente 2050, una sigla tutta da riempire, non certo il pullman che serviva per tornare in Parlamento.

Vittorio Colao (2), ministro dell’Innovazione Tecnologica e Transizione Digitale

Propongo che il ministero per l’Intelligenza artificiale, dell’innovazione e della digitalizzazione sia a Milano, dove ci sono brevetti e grandi sedi”, ha detto il leader del Carroccio e nel programma della Lega è previsto proprio “l’istituzione di un Ministero dell’innovazione tecnologica”. A molti sembrerà strano, ma esiste solo il ministro per l’innovazione tecnologica e la transizione digitale senza “portafoglio”, oggi Vittorio Colao, che si avvale del Dipartimento per la trasformazione digitale, struttura di Palazzo Chigi.

Dario Franceschini (2), ministro della Cultura

«Il mio amore per Napoli c’era già da anni, ma da ministro della Cultura ho capito che la città ha delle potenzialità su cui l’Italia deve lavorare per far diventare la cultura una grande risorsa economica» parola del candidato Dario Franceschini, catapultato nel collegio partenopeo, uno di quelli considerati altamente contendibili alla destra. Franceschini spesso inizia le frasi con cultura ma le finisce con turismo, l’impressione è che per lui siano sinonimi. Ieri era in città per un incontro elettorale con gli operatori del settore («Napoli, priorità cultura» il titolo) presente anche il sindaco Gaetano Manfredi. Per dare un tocco di neutralità rispetto alla contesa elettorale (visto che in città sono tanti i ministri, ex ministri e i big candidati) non c’erano le insegne di partito.

Enrico Giovannini (2), ministro delle Infratrutture e Mobilità Sostenibili

Il Ministro delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili, Enrico Giovannini, esprime soddisfazione per i primi dati sul bonus abbonamenti per il trasporto pubblico locale resi noti dal Ministero del Lavoro e della Politiche Sociali. “Le numerose richieste pervenute nel primo giorno di attivazione della piattaforma dimostrano l’importanza di questa misura per venire incontro alle esigenze delle persone in maggiore difficoltà economica. Il bonus, soprattutto se si dimostrasse in grado di spostare le abitudini a favore del trasporto pubblico, potrebbe essere prorogato ed eventualmente  reso strutturale”.

Roberto Cingolani (1 1/2), ministro della Transizione Ecologica

«È un attacco che rivela una mentalità totalitaria. Noi non prendiamo ordini da nessuno. L’Italia è un Paese libero, democratico e collabora con la Ue per fare fronte comune anche sui problemi energetici». «Loro stanno dando grande sofferenza ai cittadini russi, mentre noi non daremo grande sofferenza ai nostri. In pochi mesi, con una operazione ampia di differenziazione delle sorgenti, abbiamo dimezzato la dipendenza dal gas russo. E grazie al nostro programma la dimezzeremo ulteriormente»

Fabiana Dadone (1), ministro delle Politiche Giovanili

Fabiana Dadone, ex ministro alla Pubblica Istruzione del governo Conte bis, e poi alle Politiche Giovanili del Governo Draghi, non può ricandidarsi nei Cinque Stelle avendo superato il limite dei due mandati. E allora candida il marito. Nello stesso collegio, Piemonte 2. Ergys Haxhiu, con cui ha due figlie, è un cittadino italiano di origini albanesi di 37 anni. L’anno scorso passò alle cronache per aver vinto il concorso per la Pulizia Municipale a Brà e ora, da imprenditore della comunicazione, laureato in tecnologie digitali con master in creazione e gestione di Startup innovative, fa il vigile urbano a Dogliani vicino Cuneo.

Roberto Garofoli (n.c.), sottosegretario alla Presidenza del Consiglio

Anticipare tutto quello che si può anticipare. Un vero e proprio «gabinetto di guerra» quello che si è riunito ieri a palazzo Chigi sotto la guida del sottosegretario alla presidenza del Consiglio Roberto Garofoli per fare il punto sull’attuazione del Piano nazionale di resilienza e resistenza. Presenti i capi di gabinetto di tutti i ministeri: il governo teme che la campagna elettorale e soprattutto il lungo passaggio di consegne con il nuovo esecutivo possano provocare ritardi devastanti: gli aiuti europei, come si sa, si interromperebbero in caso di mancato raggiungimento degli obiettivi nei tempi previsti. Al termine della riunione, palazzo Chigi ha fatto sapere di aver chiesto a tutti i ministeri «uno sforzo eccezionale per i prossimi due mesi, soprattutto a quelle amministrazioni che hanno lo stock di provvedimenti più pesante da esaurire». Il governo non si nasconde quanto sia difficile «pensare di arrivare all’azzeramento dello stock», salvo rari casi, «ma è importante cercare di ridurre al minimo sia l’arretrato sia soprattutto i provvedimenti del governo in carica, all’attuazione dei quali si chiede di dare una specifica priorità nei prossimi due mesi». Settembre e ottobre, dunque, sono i mesi in cui si chiede il massimo sforzo e saranno proprio i due mesi in cui resteranno in carica (per gli affari correnti) i ministri del governo Draghi, prima di lasciare le consegne a quelli del nuovo governo. Per ogni ministero, informa la nota di palazzo Chigi, «sono stati elaborati target quantitativi specifici». A settembre sono attesi 121 provvedimenti, uno in più nel mese successivo.

Stefano Patuanelli (n.c.), ministro dell’Agricoltura

Oltre al voto, i 50 mila iscritti hanno risposto anche a un quesito che proponeva di inserire all’interno delle liste e dei collegi 15 candidati proposti dal presidente Conte e provenienti da varie esperienze politiche e professionali. Tra i nomi del ribattezzato dalla stampa “listino di Conte”, c’erano l’ex sindaca di Torino Chiara Appendino, la capogruppo del Movimento 5 stelle al Senato Mariolina Castellone, l’ex ministro dell’Ambiente nei governi Conte Sergio Costa e l’attuale ministro dell’Agricoltura Stefano Patuanelli, nessuno dei quali ha già concluso due mandati in cariche elettive e non viola quindi il vincolo dei due mandati stabilito dal Codice etico del partito.

Erika Stefani (n.c.), Ministero della Disabilità

La Lega scende in piazza per difendere il Ministero per le disabilità – scritto al plurale, come è solito evidenziare il ‘Carroccio’ – istituito durante il governo di unità nazionale presieduto dal premier Mario Draghi. Nella location del Centrale di Macerata è intervenuta come ospite la titolare del dipartimento Erika Stefani, membro del governo già dal Conte I, che precisa: “Il Pnrr prevede sino a 6 miliardi di investimenti in materia”.

Maria Cristina Messa (n.c.), ministro dell’Università e della Ricerca

Giuseppe Soriero, Presidente dell’Accademia Belle Arti di Roma, architetto, è stato eletto per acclamazione Presidente della Conferenza nazionale dei Presidenti delle Accademie statali italiane. La riunione si è tenuta a Roma nella sede del Ministero dell’Università ed è stata aperta dall’intervento del ministro Maria Cristina Messa, accompagnata dalla direttrice generale dott. Marcella Gargano. Soriero succede all’avv. Fabio Moretti, presidente dell’ABA di Venezia, adesso chiamato ad una nuova prestigiosa responsabilità come presidente del Conservatorio musicale della Città lagunare. Il presidente dell’ABA di Carrara, Antonio Passa, è stato eletto presidente onorario della Conferenza, per il notevole impegno culturale profuso nella ricostituzione della Conferenza dei Presidenti.

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