
Mario Draghi (9), presidente del Consiglio dei ministri
Nel presentare il Primo ministro Mario Draghi alla Plenaria, la Presidente del PE, Roberta Metsola, ha affermato che “l’UE sta affrontando un altro momento ‘whatever it takes’”, aggiungendo che Draghi, in qualità di Presidente della Banca centrale europea, ha già guidato l’UE fuori da una crisi: “Non ho dubbi che possiamo contare di nuovo sulla sua esperienza mentre l’UE affronta un’altra crisi esistenziale”. Sulla guerra in Ucraina, la Presidente Metsola ha sottolineato che “il coordinamento, la solidarietà e l’unità che l’UE ha dimostrato contro questa guerra deve rimanere il modello delle nostre azioni future”. Sul futuro dell’UE, ha affermato che “nessun suggerimento di cambiamento che è stato fatto dalla Conferenza dovrebbe essere off limits. Perché se non ora, quando?”.
Roberto Speranza (7 1/2), ministro della Salute.
Roberto Speranza risponde da New York, dove è atterrato ieri su invito del suo collega Xavier Becerra. I due ministri della Salute hanno firmato un memorandum d’intesa per rafforzare la collaborazione tra Italia e Stati Uniti in ambito sanitario. Oggi il segretario di Articolo Uno vedrà anche il consulente della Casa Bianca per la pandemia Antony Fauci, «riferimento importante per la comunità scientifica internazionale duranti i mesi del contrasto al Covid-19».
Marta Cartabia (6 1/2), ministro della Giustizia
Via libera alla Camera per la riforma del Csm. Finisce con 328 voti a favore, 41 contrari, 25 astenuti, su 394 deputati presenti e 369 votanti. Vota sì alla riforma la maggioranza, tranne Iv che si astiene e con Cosimo Maria Ferri che parla di “mini riforma”. Ma sono evidenti soprattutto i mal di pancia di Forza Italia e della Lega, che già puntano alla prossima scadenza del 12 giugno sui cinque referendum sulla giustizia. Votano contro invece Fratelli d’Italia e i grillini dissidenti di Alternativa c’è. Pochissime parole, prima del voto finale, dalla Guardasigilli Marta Cartabia che rivolge un “grazie” a chi ha consentito questo risultato: “Il presidente della commissione Giustizia Mario Perantoni e le forze di maggioranza e di opposizione”. Parla anche di “un passaggio importante, in cui abbiamo proposto la riforma migliore possibile, anche se come tutto può essere perfettibile”.
Sono illegittime tutte le norme che attribuiscono automaticamente il cognome del padre ai figli. Lo ha stabilito la Corte costituzionale (ecco come si è arrivati alla sentenza) con una decisione da qualcuno già definita “storica”. In particolare, la Consulta si è pronunciata sulla norma che non consente ai genitori, di comune accordo, di attribuire al figlio il solo cognome della madre e su quella che, in mancanza di accordo, impone il solo cognome del padre, anziché quello di entrambi i genitori. In attesa del deposito della sentenza, Palazzo della Consulta fa sapere che le norme censurate sono state dichiarate illegittime per contrasto con gli articoli 2, 3 e 117, primo comma, della Costituzione, quest’ultimo in relazione agli articoli 8 e 14 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo. “Grazie alla Corte Costituzionale un altro passo in avanti verso l’effettiva uguaglianza di genere nell’ambito della famiglia”, ha dichiarato la Ministra della Giustizia, Marta Cartabia.
Daniele Franco (6), ministro dell’Economia
Il Consiglio dei ministri, nella seduta n.74 del 2 maggio u.s, ha approvato un decreto-legge che introduce misure urgenti in materia di accise e IVA sui carburanti. In considerazione del perdurare degli effetti economici derivanti dall’eccezionale incremento dei prezzi dei prodotti energetici, a decorrere dal 3 maggio 2022 e fino all’8 luglio 2022, le aliquote di accisa di cui all’allegato I del testo unico delle disposizioni legislative concernenti le imposte sulla produzione e sui consumi e relative sanzioni penali e amministrative approvato con il decreto legislativo 26 ottobre 1995, n. 504 e successive modificazioni
Andrea Orlando (6), ministro del Lavoro e Politiche Sociali
Si è insediato oggi l’Osservatorio nazionale bilaterale in materia di lavoro agile, presieduto dal ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Andrea Orlando e composto da rappresentanti dei datori di lavoro e dei lavoratori, designati dalle parti firmatarie dello specifico Protocollo sottoscritto il 7 dicembre scorso. Il documento ha individuato le linee di indirizzo sul lavoro agile per la futura contrattazione collettiva, nazionale e aziendale e/o territoriale e ha gettato le basi di un metodo di confronto fra istituzioni pubbliche e parti sociali.
Massimo Garavaglia (5 1/2), ministro del Turismo
A un anno dalla istituzione del Ministero del turismo, si è tenuta presso la sede di Via di Villa Ada una conferenza stampa nella quale il Ministro Garavaglia ha ripercorso quanto realizzato nel primo anno di vita del dicastero e ha altresì fatto il punto della situazione, illustrando gli indirizzi programmatici che contraddistingueranno il prossimo futuro dell’attività ministeriale. In una situazione ambientale non semplice, contraddistinta da due anni di crisi pandemica e di limitazioni alla mobilità e ora dal conflitto in Ucraina, il neonato Ministero si è trovato ad operare da un lato sul fronte della erogazione di risorse al comparto turistico e dall’altro lato sviluppando politiche generali di programmazione e di coordinamento tra distinti livelli di governo e tra categorie al fine di mettere a sistema le ricchezze culturali, artistiche e turistiche dei territori.
Giancarlo Giorgetti (5 1/2), ministro dello Sviluppo Economico
Il decreto è approvato nonostante l’astensione dei ministri del Movimento 5 Stelle, contrari alla norma che prevede la costruzione di un termovalorizzatore a Roma. Il decreto, entrato in vigore il 18 maggio, rafforza ulteriormente l’azione dell’esecutivo finalizzata a contrastare gli effetti della crisi politica e militare in Ucraina, potenziando strumenti a disposizione e creandone di nuovi
Patrizio Bianchi (4 1/2), ministro dell’Istruzione
utti contro Patrizio Bianchi. Non c’è pace per il Ministro dell’Istruzione, finito nella bufera a causa della bozza di decreto relativa alla riforma della formazione iniziale e continua e del reclutamento dei docenti. Il documento, già illustrato ai sindacati lo scorso 12 aprile, non piace a nessuno. Forze politiche, sindacati e docenti sono uniti nel bocciare il documento, senza possibilità di appello. Le finalità del nuovo decreto, inserito nel contesto del PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e di Resilienza), sono le stesse del decreto legislativo 13 aprile 2017 n. 59. Ovvero riordino, adeguamento e semplificazione del sistema di formazione iniziale e di accesso nei ruoli di docente nella scuola secondaria.
Elena Bonetti (4 1/2), ministro della Famiglia e Pari Opportunità
La sentenza della Corte Costituzionale: la norma che attribuisce automaticamente il cognome del padre è discriminatoria e lesiva dell’identità del figlio. La regola diventa che il figlio assume il cognome di entrambi i genitori, salvo che essi decidano, di comune accordo, di attribuire soltanto il cognome di uno dei due
Vittorio Colao (3 1/2), ministro dell’Innovazione Tecnologica e Transizione Digitale
Servizi pubblici digitali sempre più a misura di cittadino. Dalla domanda di contributi all’iscrizione all’asilo, alla richiesta di accesso agli atti al pagamento di una contravvenzione, fino al pagamento della mensa scolastica: sono solo alcuni dei 26 servizi che i 7.904 Comuni italiani potranno rendere più semplici da usare, accessibili e fruibili grazie ai 400 milioni di euro messi a disposizione dal Dipartimento per la trasformazione digitale nell’ambito del Piano nazionale di ripresa e resilienza. L’obiettivo dell’Avviso è quello di migliorare l’esperienza digitale dei cittadini e il loro rapporto con l’ente comunale quando ricercano informazioni, richiedono una prestazione o effettuano un adempimento. Tutto ciò sarà reso possibile grazie all’adozione di modelli standard per i siti e servizi dei Comuni, e grazie a interfacce studiate per essere coerenti, fruibili e accessibili per tutti i cittadini, predisposte dal progetto Designers Italia.
Luciana Lamorgese (3 1/2), ministro degli Interni
«Tutelare la libertà di stampa è fondamentale per la nostra vita democratica. Quando viene violata a farne le spese sono non solo i giornalisti ma tutti i cittadini a cui deve essere sempre garantita una adeguata e corretta informazione», ha dichiarato il ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese, in occasione della Giornata mondiale della libertà di stampa indetta dall’ONU. La titolare del Viminale ha richiamato «l’impegno comune del ministero dell’Interno e di tutte le componenti del mondo dell’informazione per contrastare efficacemente il fenomeno degli atti intimidatori nei confronti dei giornalisti, al fianco di tutti quelli che svolgono la propria attività con coraggio e determinazione in contesti ambientali estremamente difficili nei quali il loro impegno quotidiano è essenziale per far maturare una forte coscienza civile».
Dario Franceschini (3 1/2), ministro della Cultura
Dario Franceschini è da tempo il massimo punto di riferimento istituzionale per la cultura italiana. Lo è dal 22 febbraio 2014, prima come Ministro dei Beni e delle Attività Culturali (e inizialmente anche del Turismo) con i governi Renzi, Gentiloni e Conte II, e ora come Ministro della Cultura con il governo Draghi, salvo l’interruzione del Conte I (quello “gialloverde”) nel 2018-19, quando il ruolo venne affidato all’inconsistente Alberto Bonisoli (quando il Ministero perse la delega al Turismo). Franceschini ha fortemente voluto questo dicastero, considerato “minore” ma con una forte visibilità mediatica. Una scelta insolita per un politico di primo piano, che avrebbe potuto ambire a ministeri più “pesanti”, ma rivendicata dopo il primo giuramento al Quirinale, quando con un pizzico di provocazione si dichiarò orgoglioso di guidare “il principale ministero economico del nostro paese”, ancorché poco finanziato.
Renato Brunetta (3 1/2), ministro della Pubblica Amministrazione
Firmato oggi in via definitiva il nuovo contratto delle Funzioni Centrali, triennio 19/21. Dopo il via libera definitivo da parte della Corte dei Conti, Aran (l’Agenzia per la rappresentanza negoziale delle Pubbliche Amministrazioni) e sindacali hanno posto sul testo la firma definitiva. Gli aumenti tabellari per ministeri, agenzie fiscali ed enti pubblici non economici sono compresi tra 63 euro lordi mensili (per un dipendente di prima Area fascia F1) e 117 euro (per un ispettore generale). Altri esempi. Al Cnel gli incrementi si fermano a quota 106 euro (per un dipendente area C livello 5). All’Enac, l’Ente nazionale di aviazione civile, arrivano fino a 151,80 euro lordi mensili (per un professional PII 4 super). All’Agid, l’Agenzia per il digitale, l’asticella può salire fino a 194,46 euro (per un professional F9). Gli arretrati netti per il 2019-2021 valgono nei ministeri fino a 1.814 euro (per gli ispettori generali). Un funzionario di prima area in prima fascia prenderà 971 euro. La retribuzione della quarta area, che parte vuota, sarà di 35 mila euro lordi annui, ai quali si aggiungerà una indennità di posizione che potrà oscillare tra 11 mila e 29 mila euro lordi annui. Attenzione anche ai differenziali stipendiali da assegnare all’interno delle singole aree, allo scopo di remunerare il maggior grado di competenza professionale progressivamente acquisito dai dipendenti. Per i funzionari valgono 2.250 euro lordi annui.
Fabiana Dadone (3), ministro delle Politiche Giovanili
Proposizione di stili di vita sani e positivi, socializzazione, percorsi di reinserimento e di housing sociale, iniziative di prevenzione e contrasto di fenomeni di violenze di gruppo, interventi di riduzione del rischio e del danno: queste solo alcune delle iniziative innovative di prevenzione previste dal nuovo Avviso pubblicato oggi dal Dipartimento per le Politiche Antidroga che, con un finanziamento di 2 milioni di euro, intende sostenere la realizzazione di progetti sperimentali di impatto nazionale in materia di prevenzione per il contrasto da dipendenze comportamentali e dall’uso di sostanze nelle giovani generazioni. Ed è proprio grazie al “Fondo di intervento per la prevenzione e il contrasto delle dipendenze tra le giovani generazioni”, ottenuto dal Ministro Fabiana Dadone nella Legge di bilancio 2022, che è stato possibile dare vita ad una iniziativa unica nel suo genere con l’obiettivo di salvaguardare la salute degli adolescenti che, in considerazione delle conseguenze causate dall’emergenza epidemiologica da COVID-19, hanno subìto le drammatiche conseguenze di un isolamento sociale tale da sviluppare disturbi comportamentali.
Enrico Giovannini (3), ministro delle Infratrutture e Mobilità Sostenibili
In questa intervista, il ministro delle Infrastrutture e della mobilità sostenibili esamina le premesse economiche e sociali per una politica che richiede valori e misure diverse e racconta come sta lavorando per il futuro. 21/4/22 Negli anni ’90 Enrico Giovannini era responsabile della contabilità nazionale dell’Istat. Da lui dipendeva il calcolo del Prodotto interno lordo, il magico Pil al quale si guardava come unico parametro di valutazione della performance del Paese. Quando però si è trasferito a Parigi, come chief statistician dell’Ocse, ha potuto dar corso a un’idea che coltivava da tempo: stimolare la nascita di una più ampia batteria di indicatori del benessere collettivo, anche perché questi dati erano indispensabili per poter passare da un concetto di mera crescita economica a un concetto di sviluppo sostenibile, che richiede misurazioni più complesse. Nel 2004, a Palermo, ha organizzato il primo Forum mondiale dell’Ocse Statistics, knowledge and policy che ha dato l’impulso fondamentale agli studi sul tema “beyond Gdp”, oltre il Pil, proseguiti grazie ai Forum dell’Ocse ogni due o tre anni, con i lavori della Commissione Stiglitz voluta dal presidente francese Nicolas Sarkozy, alla quale anche Giovannini ha partecipato, e con le tante iniziative dell’Ocse, della Commissione europea e dell’Onu.
Lorenzo Guerini (2), ministro della Difesa
Giovedì 5 maggio le Commissioni riunite Difesa di Camera e Senato hanno svolto l’audizione del Ministro della Difesa, Lorenzo Guerini, sull’impegno del nostro Paese in supporto all’Ucraina. “L’Italia, di comune accordo con i Partner europei e internazionali e con i Paesi Alleati, ha deciso di non voltarsi dall’altra parte e di porsi al fianco del popolo Ucraino e della sua legittima difesa per preservare la propria libertà.” Con queste parole il Ministro della Difesa Lorenzo Guarini, in un’audizione dinanzi alle Commissioni riunite Difesa di Camera e Senato ribadisce l’impegno dell’Italia a sostegno dell’Ucraina, nell’ambito del quale si inserisce anche l’invio di dispositivi militari. Una linea, quella del Governo, che, come spiega il Ministro, è in totale armonia sia con le risoluzioni parlamentari nazionali, approvate dai due rami del Parlamento il 1° marzo, che davano mandato al Governo di sostegno al popolo ucraino e alle sue istituzioni attivando tutte le azioni necessarie, comprese la cessione di apparati e strumenti militari, sia con quella approvata dal Parlamento Europeo, diretta allo stesso obiettivo.
Roberto Garofoli (1), sottosegretario alla Presidenza del Consiglio
“Il presidente Draghi si è negativizzato dal Covid, alle 11.30 ci vedremo a Palazzo Chigi in vista del Consiglio dei ministri di domani in cui faremo ulteriori interventi per attenuare l’impatto del costo dell’energia e del gas per le filiere produttive, le famiglie e i cittadini”. Lo dice il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Roberto Garofoli, intervenendo a un convegno nella sede del Commissario unico per le bonifiche nelle discariche. Il presidente del Consiglio era risultato positivo al Covid durante le festività pasquali.
Roberto Cingolani (1), ministro della Transizione Ecologica
Lo scienziato Roberto Cingolani ne sapeva così tante che alla fine viene isolato e osteggiato e presto verrà ripudiato per l’unica cosa che non sapeva davvero: la politica. «Appena finisce il governo me ne torno al mio mestiere». Il ministro per la Transizione Ecologica rappresenta la regola laddove non abitano le eccezioni: i tecnici si corteggiano per vezzo, ma una volta a corte sono fastidiosi, perché zelanti, maldestri, spigolosi. Invece la politica è l’arte di conoscere qualcosa di tutto e non tutto di qualcosa, di omettere e non mettere troppe dosi di verità. I bollettini di Palazzo Chigi, per esempio, aggiornano i cittadini sulle temerarie conquiste in giro per il mondo di volitivi ministri e dirigenti di Stato che procacciano miliardi di metri cubi di gas per sopperire alle forniture dei russi. Ovunque vadano c’è pronta una scorta di gas naturale, spesso liquefatto, diciamo da asporto. A che prezzo. A che costo. A quali condizioni. In quanto tempo. Dov’è il sito di stoccaggio. Altri dettagli che vengono ignorati. E gli annunci si susseguono con tale ritmo che il gas sembra pure soverchio e tra un po’ lo daremo in beneficenza.
Luigi Di Maio (0 1/2), ministro degli Esteri
Sono stati individuati i tre presunti autori di alcuni dei messaggi minatori inviati contro il ministro degli Esteri Luigi di Maio. In seguito alla pubblicazione su Twitter da parte del titolare della Farnesina di dichiarazioni in merito al confitto in atto, era stata riscontrata la presenza di vari messaggi di risposta quali: “Muori male, e magari per mano del popolo”, “Si dai, armateci e decideremo poi a chi vogliamo sparare”, “Non ci sono parole per descrivere, vai solo buttato nel rusco”. La Polizia di Stato, nell’ambito di un’indagine avviata dal Servizio Polizia Postale e coordinata dalla Procura di Roma, con gli operatori dei Compartimenti Polizia Postale di Milano, Trieste e Venezia, in collaborazione con il personale delle Digos di Milano, Vicenza e Udine hanno così eseguito 3 perquisizioni delegate a carico di internauti nei cui confronti sono stati riscontrati elementi indiziari tali da farli ritenere autori delle minacce contro il ministro.
Federico D’Incà (n.c.), ministro dei Rapporti con il Parlamento e Riforme Istituzionali
Federico D’Incà, Ministro per i Rapporti con il Parlamento, ha visitato venerdì mattina gli stabilimenti dell’azienda Bunge a Porto Corsini. Il direttore commerciale Saverio Panico e il direttore degli stabilimenti Nicolas Burgel hanno accolto il Ministro, accompagnato dai senatori Marco Croatti, Gabriele Lanzi e Michela Montevecchi, l’assessore faentino Massimo Bosi, il consigliere comunale ravennate Giancarlo Schiano, e Igor Gallonetto, Assessore del Comune di Ravenna.
Mariastella Gelmini (n.c.), ministro degli Affari regionali e Autonomie
Nella vecchia Dc avrebbe saputo dire la sua. Ma nella Seconda repubblica la competenza non conta se non fa rima con fedeltà (al leader). Decisamente scettica sull’ipotesi (salviniana) di federazione del centrodestra, convinta della centralità di una forza liberale (con componente cattolica) di profonde radici europee, Mariastella Gelmini tira diritto, tra il lavoro da ministro cercando di declinare sui territori gli obiettivi concreti del governo Draghi e il tentativo di consolidare Forza Italia, in innegabili difficoltà. Radicamento col suo territorio, Brescia (è nata a Leno), e attenzione per la regione che sospinge economicamente il paese, la Lombardia. Se con Matteo Salvini non c’è mai stata “chimica”, il rapporto con Attilio Fontana è leale, e nei tatticismi del centrodestra per la scelta del prossimo candidato presidente (vedi articolo in prima colonna), è arrivato anche il suo gradimento a Fontana, anche se mitigato dal rispetto dei ruoli: “La Giunta sta lavorando con grande impegno, ma ovviamente la scelta compete al presidente e ai partiti. Il giudizio è assolutamente positivo”.
Stefano Patuanelli (n.c.), ministro dell’Agricoltura
La filiera dell’ortofrutta è tornata ad incontrarsi a MACFRUT. Oltre 800 gli espositori presenti a Rimini per un settore che, in Italia, registra un valore complessivo di oltre 15 miliardi di euro e 24 milioni di tonnellate prodotte. “Macfrut – ha sottolineato il Ministro delle Politiche Agricole Stefano Patuanelli – è un ottimo segnale di ripresa del settore. La sfida è quella di produrre cibo in quantità sempre superiori, perché siamo sempre di più su questo pianeta, accessibile a tutti. L’innovazione è l’unico strumento che abbiamo per arrivarci. Io credo tantissimo nell’innovazione, la capacità di trasferimento tecnologico, dare strumenti di agricoltura di precisione a tutte le aziende del paese è l’obiettivo. Solo in questo modo riusciremo a consumare meno input ambientali e a livello globale produrre più cibo”.
Mara Carfagna (n.c.), ministro del Sud e Coesione territoriale
Un Forum per rilanciare il Sud. Per farne, d’ora in poi, un luogo dove ci si incontra, si progetta e si realizza un nuovo ruolo per il Meridione, quello di «punto di riferimento del Mediterraneo». È questa «Verso Sud», l’iniziativa lanciata dalla ministra per il Sud Mara Carfagna e realizzata con il contributo di The European House-Ambrosetti, che si terrà a Sorrento il 13 e 14 maggio alla presenza di nove ministri italiani, colleghi stranieri, esperti e think tank del settore, con l’obiettivo di individuare una «strategia europea per una nuova stagione geopolitica, economica e socio-culturale del Mediterraneo» in cui il Sud non sia più il «fanalino di coda» dell’Italia, ma una forza trainante per il futuro. E con una premessa, e un auspicio: che tutti i partiti che hanno fatto parte del governo Draghi prendano «un impegno per il futuro a proseguire il percorso intrapreso sul Pnrr, qualunque dovesse essere il prossimo governo».
Erika Stefani (n.c.), Ministero della Disabilità
“Con la Disability Card oggi posiamo concretamente nuovi tasselli sulla strada della semplificazione e verso la piena inclusione, per una platea di potenziali beneficiari di circa 4milioni di persone. Una strategia ampia che, in questo caso, ci vede leader a livello europeo e apripista di un percorso virtuoso che potrà essere al centro di ulteriori iniziative e integrazioni, anche sulla base delle proposte che saranno avanzate. Una delle prime potenzialità a cui darà accesso sarà l’ingresso gratuito ai musei, grazie a una convezione col Ministero della Cultura. Tra le altre iniziative, già previste: tariffe agevolate, sconti e convenzioni con diversi enti e soggetti pubblici e privati. La Disability Card è il segno tangibile di un approccio di sistema alla disabilità improntato al pieno rispetto delle persone, all’accoglimento complessivo di bisogni, desideri, ambizioni e relazioni che ciascuna persona porta con sé, al rispetto di un progetto di vita che sarà sempre più al centro delle misure che intendiamo promuovere. La nuova tessera è il segno tangibile di un lavoro di squadra condotto con l’Inps, le associazioni, l’Istituto Poligrafico che hanno lavorato insieme a noi con impegno e sensibilità. Il futuro passa attraverso una società più inclusiva che mette i cittadini al centro, una società migliore per tutti”. Così il ministro per le Disabilità Erika Stefani, dopo la presentazione della Disability Card.
Maria Cristina Messa (n.c.), ministro dell’Università e della Ricerca
Si è insediato oggi, giovedì 28 aprile 2022, alla presenza del ministro dell’università e della ricerca, Maria Cristina Messa, il nuovo Consiglio Nazionale dell’Alta Formazione Artistica e Musicale (CNAM) nominato con decreto ministeriale del 22 marzo 2022, n. 298, a seguito delle elezioni che si sono svolte nell’ottobre scorso. Il Consiglio, ricostituito dopo nove anni, è composto da 27 membri, di cui 25 eletti in rappresentanza del personale docente e non docente e degli studenti delle Istituzioni AFAM e 2 designati dal ministro, che restano in carica per 4 anni e possono essere confermati solo per un secondo mandato consecutivo.











































