Governo

Covid, Giuseppe Conte: “Sacrifici per affrontare nuova fase. Non manderemo la polizia a casa ma tutelare la salute è un dovere”

Giuseppe Conte

“Le misure del nuovo Dpcm ci consentiranno di affrontare questa nuova fase della pandemia. La curva epidemiologica sta risalendo. L’Italia è in condizione migliore di altri Paesi ma non si può permettere nessuna distrazione. Non possiamo abbassare il livello di attenzione”.

Così il premier Giuseppe Conte in conferenza stampa commenta e spiega le il decreto ministeriale anti coronavirus contenuto nel Dpcm del Governo, provvedimento che alcuni governatori chiedono di correggere.

“Queste misure comporteranno sacrifici ulteriori ma siamo convinti che ci consentiranno di affrontare la nuova fase. Il nostro obiettivo è evitare di far piombare il nostro Paese in un lockdown generalizzato”.

Al prossimo Consiglio Ue “confermerò la convinzione che le misure nazionali per il contenimento del contagio” da Covid “debbano contare su una cornice europea di sostegno sanitario e economico”

Ecco alcuni flash del discorso del premier. “Non manderemo le forze di polizia nelle abitazioni private, però dobbiamo assumere comportamenti prudenti per gestire la fase”, ha detto. “Non ci sono presupposti per la didattica a distanza. Nella scuola le cose stanno andando abbastanza bene e lo diciamo incrociando le dita”. “L’evoluzione peggiore” dei contagi “si verifica nelle relazioni familiari e amicali”, ha precisato.

Sulle linee guida del Recovery Plan, ha chiarito: “Il Parlamento ha lavorato, ci offre un riscontro positivo: siamo in condizione di presentarle a Bruxelles, ci siamo”.

“Dobbiamo migliorare i comportamenti anche in abitazioni private, l’evoluzione della curva si è innalzata soprattutto per dinamiche in ambito famigliare e amicale. Dobbiamo indossare mascherine se ci si avvicina a persone fragili, se si ricevono ospiti e vi invitiamo a limitare il numero di ospiti non più di sei e di non svolgere feste e party in casa, sono situazioni di insidie pericolose”.

“I locali chiuderanno alle 24: dalle 21 si potrà solo consumare ai tavoli e non si potrà più consumare fuori per evitare assembramenti. Discoteche e sale da ballo il governo non le ha mai aperte: resteranno chiuse. Nei locali pubblici non saranno più consentite feste a meno che non siano connesse a cerimonie come matrimoni o battesimi e anche in questi casi con il limite di trenta partecipanti”.

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