Centrodestra

[Storia] Il percorso di Fitto da Berlusconi ai Conservatori

Il 19 maggio 2015 l’europarlamentare Raffaele Fitto, già da tempo in contrasto con i vertici di Forza Italia, decide di abbandonare il proprio partito ed il Gruppo del Partito Popolare Europeo al Parlamento europeo e di aderire al Gruppo dei Conservatori e dei Riformisti Europei. Il 3 giugno 2015 avviene il lancio ufficiale del partito Conservatori e Riformisti.

A inizio luglio anche l’europarlamentare Remo Sernagiotto aderisce al partito abbandonando il Gruppo PPE.[5] Il 16 luglio 2015 è stato presentato il simbolo del nuovo partito, ispirato a quello dell’Alleanza dei Conservatori e dei Riformisti Europei[6].

Alle regionali pugliesi del 31 maggio 2015 la lista Oltre con Fitto – Schittulli presidente ottiene il 9,3% dei voti e 4 seggi.

Il 30 maggio 2015 al Senato della Repubblica si costituisce ufficialmente il gruppo parlamentare denominato “Conservatori, Riformisti Italiani” a cui aderiscono 12 senatori: 11 appartenenti a Forza Italia (di cui 10 provenienti dal gruppo di Forza Italia ed uno dal gruppo Grande Autonomie e Libertà) ed uno ai Popolari per l’Italia (proveniente dal gruppo Grandi Autonomie e Libertà).

Il 20 luglio 2015 i senatori Ciro Falanga ed Eva Longo, dopo meno di due mesi dalla loro adesione, abbandonano il gruppo per aderire ad Alleanza Liberalpopolare-Autonomie: gruppo parlamentare costituito da Denis Verdini.

L’8 settembre 2015 il gruppo assume la nuova denominazione di “Conservatori e Riformisti”. Il 4 dicembre 2015 si costituisce il gruppo Conservatori e Riformisti nel Consiglio Regionale della Puglia, mentre anche in diversi comuni pugliesi si verificano adesioni di consiglieri comunali.

Il 20 novembre 2015 alla Camera dieci deputati di Forza Italia e il deputato del gruppo misto Massimo Enrico Corsaro (ex Fratelli d’Italia-AN), non avendo a disposizione 20 parlamentari necessari per costituire un gruppo parlamentare, danno vita alla componente interna al gruppo misto “Conservatori e Riformisti”.

Successivamente anche i senatori Lionello Marco Pagnoncelli e Antonio Milo, rispettivamente il 29 gennaio 2016 ed il 29 aprile 2016, abbandonano il gruppo per aderire anch’essi ad Alleanza Liberalpopolare-Autonomie. Dopo questi ultimi due abbandoni, al fine di evitare lo scioglimento del gruppo parlamentare ormai ridotto ad otto senatori, vengono “prestati” dal gruppo Grandi Autonomie e Libertà i due senatori di IDEA Luigi Compagna e Andrea Augello, riportando così il gruppo alla soglia minima di dieci componenti.

Alle elezioni amministrative del 2016 Conservatori e Riformisti partecipa a diverse elezioni, partecipando prevalentemente ad alleanze di centro (come a Torino, dove un candidato di CoR viene sostenuto da UDC, NCD, e altri; o come a Roma dove appoggia la candidatura di Marchini), e talvolta ad alleanze di centrodestra. A Brindisi il partito candida a sindaco la propria esponente Angela Carluccio, che vince al ballottaggio col 51,13%; mentre la lista di CoR ottiene il 6,20% ed elegge 5 consiglieri comunali. Per quanto riguarda gli altri comuni capoluogo, CoR ottiene un consigliere a Roma (eletto nella lista civica Alfio Marchini Sindaco); un consigliere a Torino (il proprio candidato sindaco); e due consiglieri a Bolzano (qui in un’alleanza di destra)

In autunno Conservatori e Riformisti si schiera apertamente per il “No” al Referendum costituzionale del 4 dicembre.[senza fonte]

Il 28 gennaio 2017 confluisce in Direzione Italia. Direzione Italia viene costituita e promossa, oltre che dai CoR di Fitto, da Pietrino Fois (Riformatori Sardi), Michele Iorio (Insieme per il Molise), Renzo Tondo (Autonomia Responsabile Friuli), Beppe Raffa (Presidente della Provincia di Reggio Calabria), Roberto Rosso, Luigi Muraca (Lamezia Unita), Enrico Musso (Liguria Libera)[10]. Il nome e il simbolo del nuovo partito sono stati votati dagli iscritti alla “Convenzione Blu” voluta da Fitto.

In seguito all’abbandono della capogruppo Cinzia Bonfrisco, passata nel frattempo al Partito Liberale Italiano, il gruppo Conservatori e Riformisti al Senato viene sciolto perché non dispone della soglia minima di 10 senatori. I 7 senatori di Direzione Italia aderiscono temporaneamente al gruppo misto, per poi confluire nel gruppo Grandi Autonomie e Libertà.

Il 17 giugno 2017 si riunisce a Roma il primo Congresso del partito, il quale elegge Fitto presidente del partito all’unanimità. Negli stessi giorni il capogruppo alla Camera Rocco Palese lascia il partito e torna in Forza Italia.

Il 29 giugno 2017 i deputati Pierpaolo Vargiu e Salvatore Matarrese lasciano il gruppo Civici e Innovatori e aderiscono a Direzione Italia. Il 17 luglio 2017 Maurizio Bianconi abbandona il partito e passa al gruppo misto della Camera.

L’8 novembre 2017 i deputati Roberto Marti e Nuccio Altieri lasciano il partito e aderiscono a Noi con Salvini.

In seguito a questi ultimi abbandoni il 30 novembre 2017, al fine di evitare lo scioglimento della componente di Direzione Italia nel gruppo misto (ormai ridotta al di sotto della quota minima di 10 deputati), aderisce alla componente la deputata italo-brasiliana Renata Bueno.

Direzione Italia, in vista della sua prima tornata elettorale, si è presentata sia a nord sia a sud, ottenendo in Puglia il 12% dei consensi. Tra i comuni capoluogo di regione ha ottenuto il 2,1 a Genova, ottenendo rappresentanza in Consiglio comunale e nella Giunta con l’assessore al Personale Arianna Viscogliosi che nel dicembre del 2018 aderirà però al gruppo arancione del presidente Giovanni Toti. 

Il 19 dicembre dello stesso anno Fitto, insieme agli ex Alternativa Popolare Maurizio Lupi ed Enrico Costa, Saverio Romano (Cantiere Popolare), il segretario di Scelta Civica Enrico Zanetti e Flavio Tosi (Fare!), annuncia la creazione di un nuovo movimento denominato Noi con l’Italia e ne diventa presidente.

Alle elezioni politiche del 2018 la lista centrista ha un risultato deludente e l’unico fittiano che viene eletto all’uninominale è Renzo Tondo.

Il 6 dicembre 2018 Direzione Italia di Fitto si federa con Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni in vista delle elezioni europee del 2019 con l’obiettivo di dare vita a un nuovo partito conservatore e sovranista.

Alle regionali in Abruzzo del 10 febbraio 2019 viene eletto il candidato consigliere di Direzione Italia Guido Quintino Liris nella lista di FdI.

Alle europee Fitto, candidato nelle file di FdI, raccoglie 87.774 preferenze nella Circoscrizione Sud e viene rieletto, dal momento che la Meloni rinuncia al seggio mentre nel Nord-Est il collega di Fitto Remo Sernagiotto con 7.388 voti non viene rieletto.

Alle regionali in Piemonte FdI elegge 2 consiglieri tra cui il fittiano Roberto Rosso che diventa poi assessore ai rapporti con il consiglio regionale, delegificazione dei percorsi amministrativi, affari legali e contenzioso, emigrazione e ai diritti civili prima di essere arrestato il 20 dicembre dello stesso anno per aver promesso soldi alla ‘ndrangheta in cambio di voti. Alle elezioni comunali in Puglia Direzione Italia conquista 4 seggi nella vittoria di Ostuni (8,95%), 8 in quella di Corato (9,70%, primo partito), 1 nella sconfitta di San Severo (5,95%) e in Campania 4 nella vittoria di Pagani (11,83%, primo partito).

A seguito dell’adesione di FdI della Meloni all’Alleanza dei Conservatori e dei Riformisti Europei, inizialmente si era optato per una federazione, mentre la confluenza definitiva si verificherà il 29 ottobre.

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