Il 3 aprile 2019 è nato il gruppo ‘Aliance valdotaine’ all’interno del Consiglio regionale della Valle d’Aosta, che ha unito le esperienze di Alpe (sette consiglieri) e Union valdotaine progressiste. Capogruppo è Patrizia Morelli, vicecapogruppo Alessandro Nogara. “L’iniziativa – ha spiegato Morelli in aula – va nella direzione di un nuovo progetto che riunisce le forze autonomiste. Noi siamo a disposizione del progetto autonomista”.
Il 3 marzo 2020 questa lista si è concretizzata nella nascita dell’ononimo partito Aliance valdotaine
Con la costituzione degli organi direttivi, prevista per venerdì 3 luglio, nascerà ufficialmente Alliance Valdôtaine, risultato della fusione dell’Union Valdôtaine Progressiste e di Alpe.
Si tratta di «una decisione palesemente in controtendenza, – spiegano i promotori – in un momento caratterizzato più da abbandoni e scissioni che da unificazioni, attraverso la quale si vuole contribuire a fare chiarezza in un panorama politico che sempre più genera distacco e confusione nella comunità valdostana».
Il nuovo soggetto si propone di «svolgere un ruolo di promozione del dialogo politico, in particolare tra le forze autonomiste, per una Valle d’Aosta governata nell’interesse dei valdostani, con serietà e competenza, oltre che con lo spirito innovativo necessario a restare al passo con i tempi».
In vista delle elezioni regionali «bisogna lavorare per fare in modo che questo importante appuntamento si traduca in un momento di reale ripartenza per la Valle d’Aosta e non nella perpetuazione di un sistema frammentato e inefficace. Per questo, tra i principali obiettivi che si pone Alliance Valdôtaine ci sarà quello di favorire le necessarie convergenze politiche».
In questo senso quindi viene naturale pensare che lo sguardo di Alliance Valdôtaine si volgerà verso il Mouv’ di Elso Gerandin, oltre che al neonato movimento Vallée d’Aoste Ensemble. E ancora agli indipendentisti di Pays d’Aoste Souverain e a Vdalibra di Roberto Cognetta e Stefano Ferrero, anche se la convivenza tra i due e l’ex compagno di strada Elso Gerandin appare difficile.
E l’Union Valdôtaine che ruolo potrà avere in questa operazione? «La formalizzazione della nascita di Alliance Valdôtaine è un passaggio che accogliamo con piacere, – dichiara Erik Lavevaz, presidente del Mouvement – che va nella direzione della semplificazione del panorama dei movimenti autonomisti che auspichiamo tutti. Nelle prossime settimane, approvate le importanti misure anticrisi in discussione in Consiglio Valle, riprenderà il lavoro di avvicinamento alle elezioni regionali che ci vedrà seduti al tavolo in modo proficuo con Alliance per programmare il percorso. Sicuramente noi saremo presenti con la nostra lista».
Pays d’Aoste Souverain, «vista l’attuale situazione critica per la Vallée d’Aoste, con rispetto verso quella che dovrebbe essere l’istituzione più importante, ossia il Consiglio regionale» nelle scorse settimane aveva rivolto un appello a tutti i consiglieri regionali invitandoli ad aderire al movimento indipendentista, «facendo notare che stavano seguendo una strada sbagliata e invitandoli a lavorare con Pays d’Aoste Souverain per il bene della Vallée d’Aoste».
E qualche risposta, rivela Christian Sarteur che fa parte del vertice del movimento indipendentista, è arrivata. «Una rappresentante di Stella Alpina, – ce n’è solo una in Consiglio, Luisa Trione – la quale ci ha segnalato che sostanzialmente non si riconosceva nei nostri ideali. Tre rappresentanti della Lega i quali ci hanno segnalato che stanno bene a fianco di Salvini, probabilmente sono più preoccupati per la crescita della Meloni a livello nazionale che per la Vallée d’Aoste e infine un consigliere, di cui per onestà morale non cito né nome né gruppo politico, ma che in breve tempo ha già peregrinato in più partiti, in quale sarebbe stato potenzialmente disponibile a collaborare noi, tanto partito in più o partito in meno…» «Per altri consiglieri la preoccupazione maggiore è sapere cosa faranno la Rini e Rollandin… – prosegue Christian Sarteur – Tutto ciò fregandosene di cosa accade nel mondo reale: operatori turistici che non sanno come affrontare l’estate, nessuna programmazione per la prossima stagione invernale, aziende agricole che stanno chiudendo perché non ricevono fondi dovuti da anni, lavori pubblici bloccati per mancanza di programmazione, edilizia privata bloccata dalla burocrazia, Sindaci che devono fare gli equilibristi per chiudere i bilanci perché non sanno nulla dei riparti regionali, i consultori sanitari chiusi nelle valli, gli insegnanti e soprattutto gli alunni che non sanno come riprenderà la scuola d’autunno, insegnanti fondamentalmente precari da anni … solo per fare alcuni esempi! Gli stessi consiglieri che dicono a noi: “ma voi dite solo cose che la gente vuol sentirsi dire… poi qual è il vostro programma…”. E’ proprio questo il punto: noi ascoltiamo cosa dice la gente, quali sono le loro esigenze. Il programma non dobbiamo farcelo scrivere da qualcun altro: il programma ce lo fa la gente, sono loro a darci le indicazioni chiare. Comunque noi, mentre voi bisticciate per le poltrone, ci stiamo preparando per le elezioni e finalmente sarà la gente a governare. Il primo passo verso l’indipendenza sarà ridare valore agli interessi tutti i valdostani».
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