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Suits (st. 7)

Suits 7

Fin dalla prima stagione divorata l’anno scorso sul re Mida dell’intrattenimento streaming mondiale di nome Netlix. A lui dobbiamo vite sociali distrutte e intere notti di sonno perse, ma a essere sinceri, per prodotti come Suits ne vale decisamente la pena (o forse solo per le prime sei stagioni, ma andiamo con ordine).

Rischiando di esordire inizialmente con il titolo “A Legal Mind”, la serie si presenta al pubblico con il giovane Mike Ross, brillante non-laureato dotato di una sconvolgente memoria fotografica, trovatosi per caso in coda presso uno studio legale di New York, la “Pearson Hardman”, con in mano una valigetta piena di droga, in fuga da due poliziotti. Niente male davvero. Lo studio è in cerca di un nuovo associato da affiancare al socio senior Harvey Specter, uno dei personaggi più accattivanti degli ultimi anni.

La sua segretaria personale Donna capisce al volo la situazione e butta il giovane nella tana del lupo.

Harvey intuisce che si tratta di un bluff, ma stanco dei soliti laureati patinati che gli propina Harvard, decide di assumerlo a lavorare con lui nonostante non sia laureato, rischiando in prima persona il suo ruolo nello studio.

Un incipit di tutto rispetto che delinea nel corso degli episodi un universo fittizio destinato a entrare prepotentemente nell’immaginario di tutti gli aspiranti avvocati e non. Partiamo dal presupposto che pur non parlando di animali parlanti, hobbit, o dei tanto cari supereroi Marvel, Suits prende subito le distanze dalla realtà, talvolta ripudiando malamente la verosimiglianza degli eventi narrati. Ma noi non ce ne curiamo e passiamo oltre, premiamo in maniera compulsiva il tasto play, sempre pronti a un nuovo episodio. Viene da chiedersi se la droga nella valigetta di Mike non ce l’abbiano fatta provare sul serio. La serie, insieme ai suoi personaggi (Harvey, Louis e Donna su tutti), dà assuefazione, e provoca una dipendenza non scontata in un mondo dell’intrattenimento portato sempre più al limite da un’offerta esagerata di contenuti. La qualità della scrittura, tuttavia, paga sempre, e qui nulla è lasciato al caso dagli sceneggiatori.

Dopo essere ritornato allo studio con il titolo di vero e proprio avvocato, Mike decide di dedicarsi a più casi pro bono, in particolare quello di un uomo morto in prigione. Intanto, con l’abbandono dello studio da parte di Jessica, Harvey e Louis sono costretti a decidere chi sarà il futuro socio dirigente, ed entrambi concordano per Harvey. Però Harvey, nonostante sia socio dirigente, non riesce a far valere le sue decisioni, le quali vengono costantemente messe in dubbio dagli altri, e questo genera non poche tensioni con Louis. Donna invece, consapevole di aver dato tanto allo studio ma di non aver mai ricevuto niente in cambio, chiede ad Harvey di nominarla socio a tutti gli effetti, e lui accetta. La causa che sta seguendo Mike si rivela pericolosa per lo studio, perché genera un conflitto di interessi con un altro caso. Harvey impone a Mike di lasciar perdere il caso, cosa che questi non fa, continuando a lavorarci sopra e tenendolo nascosto sia ad Harvey che a Rachel, tanto che questo genera un litigio fra i due.

Intanto Harvey comincia una relazione con Paula, la sua ex terapista. Le cose diventano serie tra loro, ma quando Paula impone ad Harvey di licenziare Donna poiché scopre del loro passato, lui rifiuta, scegliendo Donna al suo posto e ponendo fine alla relazione. Donna, sotto consiglio di Mike secondo il quale deve mostrare i suoi sentimenti ad Harvey prima che sia troppo tardi, d’impulso bacia quest’ultimo mentre è ancora impegnato con Paula. Lui si arrabbia e decidono di non parlarne più. Harvey si rende conto che nominare Donna socia è stato un errore poiché questa non è nemmeno un avvocato, e i due concordano per farla nominare direttore operativo, carica per la quale non serve essere avvocati. Quando lo studio è sotto attacco, Jessica chiede ad Harvey di aiutarla a Chicago, lasciando i suoi soci a risolvere la questione al posto suo. Le cose si risolvono, e Mike e Rachel decidono finalmente di sposarsi. Quando Mike si rende conto che il lavoro allo studio non è fatto per lui perché vorrebbe aiutare più persone, lui e Rachel decidono di trasferirsi a Seattle e aprire uno studio legale tutto loro. (Questa decisione è data dal fatto che Meghan Markle, l’attrice che interpreta Rachel, si ritirerà dalla carriera da attrice in seguito al matrimonio con il principe Harry, duca di Sussex).

voto: 7

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