Politica locale

Amministrative 2018. Ballottaggi. Tonfo Pd in Emilia e Toscana: cadono Siena, Pisa e Imola. Volano Lega e centrodestra

Amministrative 2018. Ballottaggi. Tonfo Pd in Emilia e Toscana: cadono Siena, Pisa e Imola. Volano Lega e centrodestra

Claudio Scajola e Luigi de Mossi

Il centrosinistra viene travolto in Toscana e in Emilia. I Cinque Stelle si affermano ad Avellino e Imola, ma perdono Ragusa. Avanzano Lega e centrodestra un po’ ovunque. Il M5S perde dove ha governato. La Lega mantiene il trend nazionale. Il Pd vince poco e perde roccaforti storiche. Perché? Perché ha smesso di rinnovarsi ed investire sul futuro, ed ha lasciato che lotte interne lo dilaniassero. Altra sinistra non pervenuta. È questo il bilancio del turno di ballottaggi che hanno chiuso il voto per le comunali 2018, che si è tenuto il 10 giugno. In numeri, otto comuni vanno al centrodestra, quattro al centrosinistra, due ai Cinque Stelle.

Un vero e proprio ribaltone quello avvenuto in Toscana nei ballottaggi dove Pisa, Siena e Massa – roccaforti storiche della sinistra – passano in blocco al centrodestra. La Regione non è più “rossa”. A Pisa il nuovo sindaco è Michele Conti candidato di Lega, FI e FdI, che ha battuto Andrea Serfogli. In Umbria, dopo 20 anni passa al centrodestra Terni, capitale delle acciaierie del centro Italia – finora guidata dal Commissario straordinario – con Leonardo Latini esponente della Lega che al ballottaggio ha nettamente superato Thomas De Luca, candidato del Movimento 5 stelle.

Il centrodestra a trazione leghista ha conquistato dunque i feudi del Pd. A Siena Luigi De Mossi, con il 50,8% batte di misura il sindaco uscente Bruno Valentini (Pd) fermo al 49,2%. A Massa Francesco Persiani prende il 56,6% e supera Alessandro Volpe, sindaco uscente, fermo al 43,4%.

Ammette la sconfitta anche Maurizio Perinetti, candidato sindaco del centrosinistra a Ivrea, la città della Olivetti, da sempre fucina operaia del Paese: qui la sinistra amministrava ininterrottamente dal Dopoguerra.

Ad Ancona, unico capoluogo di Regione al voto, si riconferma la sindaca uscente, Valeria Mancinelli, di centrosinistra.

Ad Avellino si impone Vincenzo Ciampi (M5S) che strappa la cittadina campana finora guidata dal centrosinistra. Il M5s vince anche a Imola, governata per oltre 70 anni dal centrosinistra.

Da Brindisi arriva invece una delle poche consolazioni per il centrosinistra che vince con Riccardo Rossi, ribaltando i risultati del primo turno che vedevano favorito Roberto Cavalera del centrodestra. Brindisi era uno dei comuni guidati dal Commissario straordinario.

Imperia la lotta tutta interna al centrodestra, vede la vittoria dell’ex ministro Claudio Scajola, rappresentante di quattro liste civiche, che prevale sul candidato del centrodestra unito Luca Lanteri, ex delfino di Scajola e ora uomo sostenuto dal governatore Giovanni Toti.

Sondrio le sinistre, dopo oltre 20 anni di governo salvo una breve parentesi, perdono il capoluogo della Valtellina. Il candidato Nicola Giugni, sostenuto da Pd e da diverse civiche, è stato travolto dal ciclone-Scaramellini del centrodestra che ha vinto con il 60,37% dei consensi, andando ancora meglio rispetto al primo turno, raccogliendo probabilmente una parte dei voti che al primo round erano andati allo schieramento civico del candidato sindaco Fiorello Provera, ex senatore della Lega (poi espulso dal Carroccio) e già presidente della Provincia.

Teramo Gianguido D’Alberto del centrosinistra ha avuto la meglio su Giandonato Morra del centrodestra. A Viterbo, città finora guidata dal centrosinistra, il nuovo sindaco è il candidato del centrodestra Giovanni Arena che ha battuto Chiara Frontini, a guida di una lista civica.

Sempre nel Lazio, a Roma vittoria di Giovanni Caudo, ex assessore della giunta Marino, che diventa presidente del III Municipio. Il Pd si afferma nell’area metropolitana della Capitale vincendo a Fiumicino, Santa Marinella e Velletri. Il centrodestra si aggiudica il derby di Anagni contro Casapound, ma perde in provincia di Latina ad Aprilia e Formia contro due civici. Il M5s tiene solo Pomezia.

Pronostici tutti ribaltati in Sicilia, dove nei tre capoluoghi al voto vincono i ballottaggi gli outsider. Il M5s perde il comune di Ragusa, che aveva amministrato negli ultimi cinque anni; Antonio Tringali è stato sconfitto da Giuseppe Cassì, ex giocatore di basket, appoggiato da liste civiche e da FdI, che ha capovolto il risultato del primo turno. Stessa sorte a Messina, dove Cateno De Luca, eletto deputato regionale con l’Udc e leader del movimento ‘Sicilia vera’, ha ‘strapazzato’ il grande favorito Dino Bramanti, sostenuto dalla corazzata di centrodestra, staccandolo di circa trenta punti. Sorpresa anche a Siracusa, dove il favorito Paolo Ezechia Reale, appoggiato dal centrodestra, riconosce la vittoria del rivale Francesco Italia, appoggiato dal centrosinistra. Al centrosinistra, infine, è andato il Terzo Municipio di Roma.

Da segnalare anche il forte calo nell’affluenza, fermatasi a livello nazionale al 47,6%. Al primo turno l’affluenza era stata del 60,42%. Dunque il calo è stato di circa 13 punti percentuali. Il dato non tiene conto dei risultati della Sicilia e del III municipio della Capitale, gestiti direttamente dalla Regione e dal Comune di Roma.

«Più la sinistra insulta, più i cittadini ci premiano», è il commento su twitter del leader della Lega Matteo Salvini. «Colpisce il risultato elettorale che vede il crollo delle roccaforti rosse – da Massa a Pisa, da Siena a Ivrea e Terni – a favore delle forze di centrodestra». La debacle di questa ultima tornata elettorale ha infiammato il dibattito tra le file dei Dem. Secondo l’ex ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda occorre andare oltre il Pd, e farlo subito. Il segretario reggente Maurizio Martina si è detto d’accordo sulla necessità di un ripensamento complessivo, ma ha aggiunto che questo non può avvenire sulla base del superamento del Pd.

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