Maroni. “Che orrore. Questo è un criminale fascistoide, non c’entra nulla con la gloriosa storia della nostra grande #LegaNord”
Gentiloni.. “Delitti efferati e comportamenti criminali saranno perseguiti e puniti. Questa è la legge, questo è lo Stato”. Così il premier Paolo Gentiloni in una dichiarazione alla stampa dopo i fatti di Macerata. “Odio e violenza non riusciranno a dividerci” ha aggiunto. “Lo Stato sarà particolarmente severo verso chiunque pensi di alimentare una spirale di violenza”. “Confido nel senso di responsabilità di tutte le forze politiche: comportamenti criminali non possono avere alcuna motivazione ideologica. I delinquenti sono delinquenti”.
Renzi. “Dopo i fatti di Macerata, vorrei fare un appello a tutti, ma proprio a tutti, alla calma e alla responsabilità. L’uomo che ha sparato, colpendo sei coetanei di colore, è una persona squallida e folle. Ma lo Stato è più forte di lui. Quell’uomo si è candidato con la Lega Nord e oggi ha sparato anche alla sede del Pd di Macerata: verrebbe facile tenere alta la polemica verso chi ogni giorno alimenta l’odio contro di noi. Ma sarebbe un errore: è tempo di calma e di responsabilità, davvero”. “Abbassiamo subito i toni, tutti. Non strumentalizziamo questa vicenda – sostiene Renzi – Lasciamo la campagna elettorale fuori da questo terribile evento. Lo Stato c’è. Il Ministro dell’Interno sarà tra qualche ora in prefettura a Macerata e noi ci sentiamo pienamente rappresentati da lui. Il Sindaco e tutte le autorità territoriali con le quali siamo in contatto da stamani si sono dimostrati all’altezza della drammatica situazione. Il Presidente del Consiglio parlerà tra qualche ora e noi siamo con lui”. “Il Paese – sostiene il segretario Pd – è molto più forte di come viene rappresentato ogni giorno da chi attacca e strumentalizza la nostra comunità. Noi, come Partito Democratico, siamo a fianco delle persone ferite cui inviamo un abbraccio affettuoso. E invitiamo tutti a non alimentare la polemica e lo scontro verbale con i professionisti della provocazione. La risposta a questa vicenda verrà dalle Istituzioni. La politica deve fare uno scatto e provare a cambiare linguaggio. E noi abbiamo l’occasione per far vedere che siamo profondamente diversi da chi vergognosamente strumentalizza ogni fatto terribile di cronaca. Perché, cari amici, il vero patriottismo non è di chi va in giro sparando con un tricolore sulle spalle, ma di chi – anche nei momenti di tensione e difficoltà – sceglie la saggezza, l’equilibrio, la responsabilità perché vuole il bene della propria comunità. Chi ama l’Italia non strumentalizza, ma fa appello alla calma e alla responsabilità. E noi amiamo l’Italia, sul serio”.
Minniti. Quanto accaduto oggi a Macerata è “inaccettabile” e “ricorda moltissimo un raid rappresaglia, una rappresaglia armata del tutto casuale”. Così il ministro dell’Interno, Marco Minniti, al termine del comitato per l’ordine e la sicurezza a Macerata. La sparatoria, spiega il ministro, “è inaccettabile, perché in una democrazia non è consentito a nessuno farsi giustizia da solo, se ci fosse un’idea di farsi giustizia da solo”.
Serracchiani. “Il folle che ha sparato su cittadini inermi e contro la sede del Pd a Macerata è un esponente della Lega candidato alle comunali 2017. Chi come Matteo Salvini e Massimo Fedriga fa l’occhiolino agli estremisti prenda immediatamente le distanze”.
Di Maio. “Lancio un appello a tutti i leader dei partiti su quello che è successo a Macerata: stiamo in silenzio e non facciamo campagna elettorale sulla pelle della ragazza uccisa e dei feriti di oggi. Ho visto già che è partita la querelle tra i partiti politici, con accuse reciproche. Io faccio un appello alla sobrietà e al rispetto sia dei feriti di oggi sia della vittima di qualche giorno fa. Non è possibile che anche su una tragedia del genere si debba iniziare a fare la campagna elettorale”.
Berlusconi. “Quanto è accaduto a Macerata sembra il gesto di uno squilibrato, che merita la più ferma condanna, ma che non può essere ricondotto a una lucida connotazione politica. Questo drammatico episodio richiama però ancora una volta l’attenzione sul problema della sicurezza nelle città, anche perché è serio il rischio che gravi episodi di cronaca alimentino tensioni e scontri sociali fino a degenerare in folli esplosioni di violenza come quella di oggi”.
Grasso. “Le notizie che arrivano da Macerata mi lasciano attonito e inorridito. Chi, come Salvini, strumentalizza fatti di cronaca e tragedie per scopi elettorali è tra i responsabili di questa spirale di odio e di violenza che dobbiamo fermare al più presto. Odio e violenza che oggi hanno rischiato di trasformarsi in una strage razziale. Il nostro paese ha già conosciuto il fascismo e le sue leggi razziali. Non possiamo più voltarci dall’altra parte, non possiamo più minimizzare”.
Meloni. “Macerata. Italia in piena emergenza sicurezza. Oggi una sparatoria, un gesto folle da criminali squilibrati, senza alcuna possibile giustificazione. Così si è ridotta l’Italia in mano alla sinistra. Chiediamo condanne esemplari e certezza della pena per chi attenta alla sicurezza dei cittadini. È tempo che gli Italiani tornino a credere in uno Stato che garantisca loro sicurezza, ordine e legalità”.
Scotto. “Chi in politica cavalca l’intolleranza e il razzismo ha delle responsabilità enormi. Purtroppo il fascismo in questo paese non è mai morto. È una gramigna da estirpare definitivamente. Mi aspetto parole di condanna nette sui fatti di #Macerata. Si Salvini, lo sto dicendo a te”: così su Twitter Arturo Scotto, deputato di Mdp-LeU.
Saviano. “Il mandante morale dei fatti di Macerata è Matteo Salvini. Lui e le sue parole sconsiderate sono oramai un pericolo mortale per la tenuta democratica. Chi oggi, soprattutto ai massimi livelli istituzionali, non se ne rende conto, sta ipotecando il nostro futuro”