Venti donne e venti uomini per i 40 dipartimenti dell’esecutivo del Partito Democratico. Una nota di Largo del Nazareno informa che “per affrontare al meglio le sfide dei prossimi mesi il Partito Democratico ha deciso di formalizzare gli incarichi alla guida dei dipartimenti che affiancheranno il segretario e la segreteria nei prossimi mesi”. La prima riunione dell’esecutivo è prevista per mercoledì prossimo. I dipartimenti saranno composti da 20 donne e 20 uomini. Il Pd ha una struttura che consente confronto sul merito e la crescita di opinioni e formazione. Mi sorge una domanda. Quanti dipartimenti ha la lega? M5S? Fi? Mdp? Quando vi date una risposta capite perché comunque sia, è una polemica priva di senso. Quanto al Dipartimento Diritti inglobato in quello Pari Opportunità, anche io avrei fatto diversamente, poi ricordo le leggi e i provvedimenti in tema di Diritto Civili approvati o in approvazione e la solitudine con il quale il Pd ha condotto e sta conducendo queste battaglie di civiltà, e anche questa polemica mi pare molto meno rilevante.
Tra i nomi che costituiscono, diciamo così, una curiosità, spicca Anna Grassellino, la ricercatrice premiata da Obama promossa responsabile degli ‘Italiani all’estero’. Non sfugge agli attenti osservatori della galassia dem la componente Boschi, rappresentata da persone a lei vicine come Silvia Fregolent, Patrizia Prestipino e Ciro Bonajuto. Da segnalare Mattia Palazzi (Rigenerazione urbana), il sindaco di Mantova che stava per entrare in segreteria, e che risponde all’esigenza di dare spazio alla politica che opera dal basso. Infine l’attenzione per la lotta alla criminalità è incarnata nella figura di Giuseppe Antoci, il presidente del parco di Nebrodi vittima di un agguato mafioso, a cui non poteva non andare la ‘Legalità’.
La cabina di regia per il 2020 assomiglia alla struttura che aveva creato Bersani il quale, però, aveva una segreteria più estesa oltre ad alcuni dipartimenti, tra cui Orlando alla Giustizia. Ma si trattava di una struttura di comando che non era piaciuta a Orfini e Orlando (che poi si allontanarono) perché in realtà Bersani faceva il caminetto con i capi corrente e alla fine decidevano tutto li. Veltroni invece fece il governo ombra durante il governo Berlusconi su modello anglosassone.
Nella suddivisione in dipartimenti voluta da Matteo Renzi sono rappresentate tutte le aree del Partito, sia di maggioranza che di minoranza. Per la prima volta è una fotografia delle 40 persone di cui Renzi si fida e che hanno competenze specifiche. Da notare subito che sono sparite, dai 40 temi, le riforme costituzionali, e questo, alla luce della débacle del referendum del 4 dicembre 2016, è certamente un fatto significativo. E non compare mai la parola ‘giovani’, anche se il tema della disoccupazione giovanile va inteso compreso in quello del ‘Lavoro’.
Nella ridefinizione della geografia interna della segreteria compaiono temi nuovi, mai sentiti prima. Come, ad esempio, la delega del ‘partito aperto’ assegnata a Walter Verini. Che cosa voglia dire non è dato sapere, però certo è un segnale di forte modernità e cambiamento per un partito nato dalla fusione dell’ex Dc e dell’ex Pci. C’è poi la delega alle ‘feste dell’Unità’ assegnata alla deputata Giuditta Pini, anche qui un segno di discontinuità in quanto prima ad occuparsene c’è sempre stato un funzionario di partito, e non un parlamentare.
È il caso anche del tema ‘Economia circolare’ il cui incarico è andato a Simona Bonafé: un argomento molto di moda che guarda ai modelli alternativi di sviluppo. Compare poi, a sorpresa, la ‘Difesa degli animali’: ma di quali animali, e come, si ergerà a paladina la responsabile Patrizia Prestipino? E poi Titti Di Salvo si occuperà di ‘Mamme’, Sandra Zampa di ‘Minori’, Maria Chiara Gadda (promotrice dell’omonima legge contro lo spreco di cibo), ovviamente di ‘Lotta contro lo spreco alimentare’. Insomma, con questa riorganizzazione, Renzi si avvicina di più al modello democristiano che non prevedeva funzionari politici (come nel vecchio Pci) che si occupassero dei temi, ma solo politici e segreterie tecniche.
Nel comitato che si occuperà dell’organizzazione della conferenza programmatica del partito in programma ad ottobre ‘Italia 2020’ trovano posto sia Andrea Orlando che Michele Emiliano. Completano la squadra il ministro Graziano Delrio, il presidente della Regione Piemonte, Sergio Chiamparino, la sottosegretaria alla Presidenza del Consiglio, Maria Elena Boschi. Per la segreteria, Maurizio Martina e Tommaso Nannicini. A Piero Fassino è stato attribuita la responsabilità di tutta la proiezione internazionale dell’attività del Partito, a cominciare dalla rappresentanza dentro gli organismi del Partito Socialista Europeo. Matteo Richetti coordinerà l’area Comunicazione del Pd. Portavoce del segretario e capo ufficio stampa Marco Agnoletti che si svvicenda con Filippo Sensi, attuale portavoce del premier Paolo Gentiloni e capo ufficio stampa di Palazzo Chigi.
• I 20 DIPARTIMENTI ALLE DONNE
I dipartimenti saranno composti da 20 donne e 20 uomini. I dipartimenti alle donne: Anna Ascani, Cultura; Simona Bonafè, Economia circolare; Loredana Capone, Turismo; Stefania Covello, Mezzogiorno; Titti Di Salvo, Mamme; Silvia Fregolent, Pari Opportunità; Maria Chiara Gadda, Lotta contro lo spreco alimentare; Anna Grassellino, Italiani all’estero; Chiara Gribaudo, Lavoro; Simona Malpezzi, Scuola; Elisa Mariano, Commercio; Emma Petitti, Pubblica Amministrazione; Stefania Pezzopane, Ricostruzione Terremoto; Pina Picierno, Fondi Europei; Giuditta Pini, Feste dell’Unità; Patrizia Prestipino, Difesa Animali; Alessia Rotta, Circoli; Daniela Sbrollini, Sport; Patrizia Torricelli, Editoria; Sandra Zampa, Minori.
• I 20 DIPARTIMENTI AGLI UOMINI
I dipartimenti guidati dagli uomini: Giuseppe Antoci, Legalità; Gianluca Beneamati, Energia; Matteo Biffoni, Immigrazione; Sergio Boccadutri, Innovazione; Ciro Bonajuto, Giustizia; Ernesto Carbone, Sviluppo economico; Roberto Cociancich, Cooperazione internazionale; Andrea De Maria, Formazione; Giovanni Epifani, Agricoltura; Andrea Ferrazzi, Urbanistica; Emanuele Fiano, Sicurezza; Federico Gelli, Sanità; Federico Ginato, Piccole Medie Imprese; Giovanni Lattanzi, Welfare; Salvatore Margiotta, Infrastrutture; Stefano Mazzetti, Ambiente; Luciano Nobili, Città metropolitane; Mattia Palazzi, Rigenerazione urbana; Francesco Verducci, Università e ricerca; Walter Verini, Partito aperto.
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