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Francia: Emmanuel Macron nuovo presidente

Francia: Emmanuel Macron nuovo presidente

Emmanuel Macron

Macron è l’ottavo presidente di Francia. Nel ballottaggio per l’Eliseo ha battuto Marine le Pen con oltre il 66% dei voti contro il 34% di Le Pen.. Secondo le previsioni. A 39 anni, è il più giovane presidente francese, prima di lui solo Luigi Napoleone Bonaparte, il futuro imperatore Napoleone III, eletto a 40 anni nel 1848: “Oggi inizia una nuova era di speranza e fiducia per la Francia”. Due discorsi, il primo che Macron ha tenuto da presidente, il primo alla nazione, serio, formale, a tratti teso, lo sguardo fermo oltre la telecamera, l’altro di fronte a 15mila elettori in festa davanti al Louvre, ispirato, emozionante, circondato dalla forza della sua famiglia. L’affluenza al ballottaggio è stata bassa, alle 17 aveva votato il 65,3% degli aventi diritto, contro il 69,4% del primo turno e contro il 70,59% del ballottaggio 2012. A mezzogiorno era del 28,23% rispetto al 28,54%. In calo di due punti, invece, rispetto al 2012, quando a votare a quell’ora era stato il 30,66% degli aventi diritto. La gran parte dei seggi elettorali ha chiuso alle 19, un’ora prima che nelle grandi città come Parigi, Lione, Marsiglia, Bordeaux, Tolosa, Nizza, Lille e Strasburgo. Circa il 12% dei votanti ha infilato una scheda bianca o nulla nell’urna. Una percentuale che corrisponde all’8,8% degli aventi diritto al voto. Un fenomeno record che si somma a quello dell’astensione, che in questo 7 maggio ha riguardato il 25,3% del corpo elettorale. L’affluenza è stata pari cioé al 74,7%. La stima è di Ipsos-Sopra Steria per France Télévisions, Radio France LCP-Public Sénat, RFI-France 24, Le Point e Le Monde, secondo quanto riporta quest’ultimo quotidiano. Si tratta dell’astensione più forte per un secondo turno dal 1969. È anche la prima volta da quell’anno che la partecipazione degli elettori al ballottaggio è inferiore rispetto al primo turno.

“È un onore e una grande responsabilità”, ha detto Macron in diretta tv dopo un fuori onda non previsto, silenzioso, per sbaglio in mondovisione prima del discorso. “Rispetto la decisione di chi ha avuto dubbi, mi rendo conto che il voto a cui siete stati chiamati è stato fra due estremi, ma ora mi adopererò per proteggere i più deboli, per garantire l’unità della nazione. Dietro ogni parola che ho pronunciato ci sono volti, vite, ci siete voi. Ed è a voi che mi rivolgo. Siamo eredi di una grande storia e di un grande messaggio da trasmettere. Difenderò la Francia, i suoi interessi vitali. E difenderò l’Europa”. Il destino dell’Europa. Le speranze di un’Unione a rischio. “Voglio intessere di nuovo i legami che uniscono gli interessi europei. Rispetterò gli impegni presi, e porterò avanti anche la lotta per il clima. Sarò, saremo, in prima linea contro il terrorismo, una battaglia che porteremo avanti senza debolezze. Si apre una nuova pagina, di speranza e di fiducia. Non mi lascerò fermare da niente, da nessuno. Mi batterò con tutte le mie forze e costruiremo un futuro migliore. Cari concittadini, rendo omaggio al presidente Hollande. Nei prossimi cinque anni la mia responsabilità sarà ritrovare l’ottimismo, servire la Francia a nome vostro”.

Marine Le Pen ha telefonato a Macron per prima. Una chiamata breve e cordiale. Poche parole eleganti prima di parlare, anche lei, alla Francia: “Grazie per avermi sostenuto”, ha detto agli elettori. Sorridente, a testa alta, combattiva. “Voglio ringraziare gli 11 milioni di francesi che mi hanno accordato la loro fiducia. Al primo turno è stata frantumata la vecchia politica francesce. Ora si parla di patrioti da una parte e mondialisti dall’altra”. Poi una nuova promessa, “porterò avanti la battaglia per coloro che vogliono scegliere la sicurezza e l’identità della Francia”.

Poca retorica, “siamo inquieti di fronte alle prospettive del prossimo quinquennio” ha detto la leader di Front National, “propongo di trasformare il nostro movimento. Per noi è un risultato storico” che “pone il fronte patriottico come prima forza d’opposizione”, ha aggiunto parlando già del prossimo appuntamento delle legislative di giugno: “Sarò alla testa di questa battaglia per difendere l’indipendenza, la libertà, la prosperità della Francia”. Il Front National “non avrà più lo stesso nome”, ha annunciato il numero due del partito Florian Philippot, parlando ai microfoni di Tf1 dopo la sconfitta.

Il candidato della France Insoumise, Jean-Luc Melenchon, ha denunciato il programma del “nuovo monarca presidenziale” Emmanuel Macron. “È la guerra contro le conquiste sociali del Paese e le responsabilità ambientali”, ha tuonato il leader della sinistra alternativa, aggiungendo: “Invito i 7 milioni che hanno votato per il mio programma (nel primo turno del 23 aprile, ndr) a mobilitarsi e restare uniti. Federatevi! Se vi riconoscete nell’umanesimo ecologico e sociale del nostro tempo”. Il tribuno della gauche radicale ha anche osservato che tra astensione e schede bianche o nulle “il nostro Paese ha massicciamente respinto l’estrema destra (…) In questo secondo turno Marine Le Pen è arrivata terza”.

Nei quartieri orientali di Parigi, Belleville, Menilmontant, ma anche in Place de la République, la vittoria di Macron è stata contestata da centinaia di giovani appartenenti ai collettivi antifasciti, autonomi e anticapitalisti che, al grido di “dimissioni” hanno lanciato bottiglie e petardi contro le forze dell’ordine in tenuta antisommossa prima di essere respinti con i lacrimogeni.

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