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Ddl povertà approvato alla Camera

Ddl povertà approvato alla Camera

Ddl povertà approvato alla Camera

La Camera ha approvato un emendamento del Pd al ddl di contrasto alla povertà che prevede un “l’introduzione di una misura nazionale di contrasto della povertà”, denominata “reddito di inclusione”. A favore hanno votato 226 deputati della maggioranza, contro 50 dei gruppi di opposizione. Il premier Matteo Renzi dichiara: “La prima misura organica della storia repubblicana contro la #povertà approvata oggi in prima lettura: 1,6 miliardi in 2 anni”.

Il testo del ddl, che è una delega al governo, già prevedeva l’introduzione di “una misura nazionale di contrasto della povertà”. L’emendamento della deputata Pd Donata Lenzi ha proposto di denominare questo strumento “reddito di inclusione”.

Soddisfatto il presidente della Commissione Affari Sociali della Camera, Mario Marazziti, che sottolinea come sia “la prima volta che per la lotta alla povertà assoluta viene messa a disposizione una misura universale da oltre un miliardo di euro. Lo abbiamo chiamato ‘reddito minimo di inserimento attivo’. È un primo grande passo per diventare, di nuovo e meglio, ‘tutti italiani’: più uguali”.

Nel dibattito protrattosi per oltre mezzora M5s è stato particolarmente critico. Luigi Di Maio ha parlato di “ipocrisia” del Pd, mentre Giorgio Sorial è ricorso a una metafora: “È come il pecorino cinese, che si chiama così ma è fatto con il latte di mucca”.

Ma critiche dello stesso tipo sono arrivate anche da altri gruppi di minoranza, come Walter Rizzetto di Fdi che ha parlato di “truffa semantica”. E alla fine tutti i deputati di opposizione hanno votato contro, mentre a sostegno dell’emendamento di Lenzi hanno votato tutti i parlamentari di maggioranza.

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